Il Vangelo di questa domenica ci mette davanti a uno specchio scomodo.
Gesù insegna il cammino della correzione fraterna, un cammino graduale e paziente: prima da soli, a tu per tu, senza clamore; poi, se occorre, con due o tre testimoni; infine, solo come ultimo passo, davanti alla comunità.

Non c’è vendetta in questo percorso, ma un amore che non si arrende. Eppure, ascoltando queste parole, pensiamo quasi sempre a chi dovrebbe correggere qualcun altro, dimenticando che la colpa di cui parla il Vangelo potrebbe essere proprio la nostra.

Davanti a Dio siamo tutti mendicanti di misericordia, bisognosi anche di correzione. Chi di noi, quando riceve un’osservazione, non sente subito ribollire l’orgoglio? Ci indigniamo, ci difendiamo, magari allontaniamo chi ha osato disturbarci con la verità, dimenticando che chi rifiuta la correzione, come dice la Scrittura, si smarrisce.

Eppure l’imitazione di Cristo insegna che lasciarsi umiliare per i propri difetti è via sicura per custodire l’umiltà del cuore. Chi riconosce con semplicità il proprio errore, dicendo “hai ragione, grazie”, non si sminuisce: cresce, e fa crescere anche la stima che gli altri hanno di lui. Ci siamo mai chiesti perché la correzione ci ferisce tanto? Forse perché la superbia ha annebbiato in noi la vista dello spirito, e non riusciamo più a distinguere il bene dal male neppure in noi stessi.

Il Vangelo si chiude con una promessa meravigliosa: dove due o tre sono riuniti nel suo nome, Cristo stesso è in mezzo a loro. Ecco allora la domanda da portare nel cuore: sappiamo essere una comunità capace non solo di correggere, ma anche di accogliere chi ci corregge, riconoscendo in quella voce scomoda un dono del Signore che cammina in mezzo a noi?

Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».