Il Vangelo di domenica 10 maggio

Io sono la via, la verità e la vita

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

(diacono Marco Florio)

Gesù è prossimo alla sua passione e morte. Parla ai suoi discepoli per fissare nella loro mente e nel loro cuore chi è colui che hanno incontrato nel loro cammino. Due volte usa la parola “fede” e tre volte “credere”. I discepoli si comportano come se si trovassero di fronte a uno che non conoscono bene. Stanno facendo una bella esperienza. Tante cose le hanno fatte, le hanno assecondate non tanto perché ne capissero bene il significato, ma per il carisma di Gesù.

Quando hai una persona come lui vicino ti sembra di essere invincibile. Si trova in barca con te in un mare in tempesta, dorme, tu gridi terrorizzato, lui ti guarda e sorridendo ti dice: non ti preoccupare, ci sono qui io. E poi si rivolge al vento dicendogli di smettere di soffiare, e il vento gli obbedisce.

Oppure, quando eravamo in compagnia di cinquemila uomini, lui, con cinque pani e due pesci ci ha sfamati tutti, anzi, ne abbiamo ancora avanzato. O, all’inizio, subito dopo averlo conosciuto, siamo andati a un pranzo di nozze e, ci ricordiamo bene, arriva la sua mamma e gli dice che non c’era più vino.

Lui la guarda un po’ così, ma è sua mamma. Va dove c’erano gli otri vuoti, li fa riempire con acqua e li fa portare alla mensa, fra lo stupore di chi aveva versato l’acqua: dagli otri usciva vino.

LO STUPORE! Lo stesso stupore con cui lo stiamo guardando mentre ci dice: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». E noi non capiamo niente.

Addirittura Filippo a una tua spiegazione complicata ti dice: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Non riconosce la divinità di Gesù.

Abbiamo vissuto con te come dei bambini presi per mano dal papà. Tu ci spiegavi tutto, più volte, noi magari lo capivamo, ma dopo un po’ passava nel dimenticatoio. Con te abbiamo fatto tanta esperienza, tanto esercizio. Ora ci dici che vai al Padre! Muori?!

Una situazione disarmante. Ma la nostra fede parte proprio da qui. Filippo, Tommaso e gli altri discepoli continuano a credere e a fidarsi. Il loro è un continuo cammino di conversione che li porterà ad aprire la loro vita a una grande speranza. “Io sono la via, la verità e la vita” dice Gesù. Lo dice anche a noi adesso. Anche a noi chiede di credere in Lui, di avere fede in Lui e nel Padre. Per noi non conta quello che è stato, conta quello che è: il valore dell’istante.

Il nostro sì a Cristo è contributo alla nostra salvezza, ma è già il contributo alla salvezza di ogni uomo oggi, ognuno secondo la propria vocazione. Cristo morto e Risorto è qui in mezzo a noi, oggi come allora e ci dice di camminare con le nostre insicurezze, le nostre paure, non avendo la smania di aggrapparci al dover essere, ma di stare nel presente, con il lavoro, la preghiera. Il poco che siamo, che abbiamo, in Lui diventa tutto..

(Gv 14,1-12) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto?”. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

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