BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO A)

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui

(le Suore di Maria Stella del Mattino)

È bello concludere il tempo del Natale con la festa del Battesimo del Signore, un mistero luminoso.

Abbiamo avuto la grazia di festeggiare la nascita di Gesù – l’Emmanuele, “Dio-con-noi” per sempre, il Principe della pace – che ha cambiato i nostri cuori. Nell’intimità della Santa Famiglia, abbiamo contemplato il volto di Dio, un volto che è anche quello del Padre, volto di misericordia, di vulnerabilità nell’amore.

“Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita”, recita la prima lettera di San Giovanni.

Questa domenica, dopo la solennità dell’Epifania, che rivela ai magi e a tutti i popoli la divinità di Gesù e la sua salvezza, la liturgia ci regala la festa del Battesimo.

Perché questa festa alla fine del tempo del Natale? Come mai ritroviamo Gesù che inizia la sua vita apostolica dopo averlo adorato alcuni giorni prima come Bambino-Dio?

C’è una ragione di saggezza, se vogliamo scoprirla.

Il Battesimo ci dà il dono della grazia, il dono della fede, della speranza e della carità: doni immensi che ogni giorno siamo chiamati a far crescere. Dio con la sua grazia data gratuitamente ci rende figli suoi. Gesù è il Figlio “amato”, “in lui (il Padre) ha posto il suo compiacimento” (Matteo 3, 17).

Attraverso il Figlio, la sua incarnazione, diventiamo anche noi i figli prediletti del Padre: forse è questo il legame tra il grande mistero dell’Incarnazione (Dio fatto uomo per noi) e quello del Battesimo, la nostra grazia di figli adottivi.

Siamo figli per il Figlio, con la grazia del Figlio. Il Bambino Gesù ci offre la sua vita di Figlio di Dio, ci conduce al Padre.

Il Natale è una festa di nascita, di rinnovamento, nascere di nuovo, “rinascere dall’alto” come insegna Gesù a Nicodemo.

L’augurio è quello di poter accogliere sempre di più la grazia del Natale, grazia che vuole rinnovare completamente i nostri cuori, renderci partecipi della vita di Dio, figli prediletti attraverso il dono del suo proprio Figlio.

Che la nostra vita sia guidata dallo Spirito Santo che apparve come una colomba “sopra Gesù” e sopra ciascuno di noi.

(Mt 3,13-17) In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato 
da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».