Il clima di fiducia delle aziende piemontesi per il primo trimestre 2026, è complessivamente ottimistico, segno che il tessuto economico è solido e capace di far fronte a lunghi periodi di incertezza. Tuttavia, i dati complessivi sono sintesi di un andamento opposto tra il manifatturiero e il terziario. È quanto emerge dall’indagine congiunturale realizzata a dicembre dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino su un campione di circa 1.200 aziende manifatturiere e dei servizi del sistema confindustriale piemontese.

Le attese complessivamente sono positive per occupazione e ordini totali. Negativi i consuntivi di export e redditività. Aumenta di 3,1 punti percentuali la propensione a investire. Attivata la CIG dal 10,9% dei partecipanti all’indagine, percentuale che cresce nel manifatturiero, dove raggiunge il 14,9% (-0,4 punti percentuali rispetto alla rilevazione di settembre).

In Piemonte si confermano andamenti settoriali differenziati. Il manifatturiero registra ancora saldi col segno meno nella produzione (-3,9%), nuovi ordini (-4,5%), redditività (-6,8%) ed export (-6,0%). A soffrire è soprattutto il comparto metalmeccanico, soprattutto automotive e metallurgia; ma registrano segno meno anche manifatture varie e cartario grafico. Prudenti le attese per tessile-abbigliamento. Più ottimistici gomma-plastica, alimentare, edilizia e impiantisti. Stabilmente espansivo il clima di fiducia nel terziario. Tutti i comparti esprimono attese favorevoli, pur con diversa intensità. Particolarmente positive le attese per commercio e turismo (+30%), servizi alle imprese (+24,2%), ICT (+10,0%) e trasporto di merci e persone (+8,7%).

(foto www.cislpiemonte.it)