Industria canavesana, il coronavirus obbliga alla riconversione (anche per solidarietà)

Reagire all’emergenza e sfruttando le proprie capacità e competenze diverse imprese del territorio si sono messe a disposizione per realizzare parti di prodotti per il settore sanitario oppure hanno convertito, seppur temporaneamente, la propria produzione per realizzare mascherine e contribuire così a rimediare alla grave carenza di questo tipo di protezione.

Confindustria Canavese segnala che tra le prime a scendere in campo la EmmeVi Mv S.p.A., azienda di Cuceglio specializzata nella produzione di tappeti, zerbini e passatoie. L’azienda, a tempo di record, ha avviato la produzione di mascherine per uso civile non medicale lavabili e riutilizzabili.  “L’idea di riconvertire parte della produzione – dice Ambra Michela, marketing manager dell’azienda – nasce dall’idea di pensare a come poter essere utili al territorio per far fronte all’emergenza delle ultime settimane. Abbiamo pensato a questo progetto ed una volta proposto, i nostri dipendenti han risposto a coro unanime mostrando interesse, attaccamento all’azienda e disponibilità nel partecipare attivamente fin da subito

Un’altra storia arriva invece dalla DEX Assemblaggi srl di Carema, azienda specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione e, da qualche anno, anche in stampa in 3D. Proprio questo reparto ha fatto sapere di essere operativo per supportare le varie Asl per qualsiasi esigenza e dispone anche dei file per stampare i kit delle valvole Charlotte inventate da una start up italiana per riadattare le maschere da snorkeling di Decathlon in maschere per terapia sub-intensiva. La UFS Srl di Sparone, leader nella produzione di utensili filettatori, ha incominciato a stampare le valvole Charlotte forte della tecnologia 3D di cui dispone.

La ERGOTECH srl di Settimo Vittone, azienda specializzata nella costruzione stampi e nello stampaggio di articoli tecnici in materiale termoplastico nel settore automotive, non appena saputo della possibilità di trasformare le maschere di Decathlon, ha provveduto ad acquistarne 150 e, grazie alla collaborazione di alcune aziende piemontesi (Reply e Model Project), ha effettuato le modifiche per poterle collegare ai respiratori. Una decina di questi prodotti sono già stati consegnati all’ospedale di Ivrea e altri sono pronti per soddisfare le richieste di altri ospedali piemontesi.

 Poiché l’unione fa la forza, fanno sapere in Confindustria Canavese, nell’emergenza sono nate anche delle proficue collaborazioni tra aziende canavesane. La Model Project srl di Scarmagno, realtà che opera nel settore della prototipazione e realizzazione di modelli per l’industrial design, ha contribuito nella modifica delle maschere da sub. “La nostra azienda dispone di stampanti 3d da 25 anni e quando siamo stati contattai dalla Ergotech, per la produzione delle valvole, ci siamo subito resi disponibili a fornire le parti richieste”, ha dichiarato Luca Bozzello, titolare dell’azienda.

Altro caso, ma relativo a prodotti diversi, quello della PhoenixPCB di Ivrea che sta producendo circuiti stampati destinati ad alcuni macchinari dell’Ospedale di Brescia. “Il progetto è partito da un nostro Cliente che ha messo a disposizione gratuitamente il proprio ufficio tecnico per progettare un sistema che automatizzi l’utilizzo dei respiratori senza la presenza di un operatore”, ha spiegato Alberto Alberton.  “Si pensi all’utilizzo del personale nelle ambulanze durante il trasporto o ai medici che possono essere così impiegati in altre emergenze. Sinceramente, nemmeno abbiamo pensato alla possibilità di far pagare i circuiti…”.

Molt altri imprenditori hanno invece scelto di fare importanti donazioni di denaro e di materiale all’Asl TO4 oppure di offrire forti sconti per le altre imprese nella fornitura di servizi che permettano di lavorare da casa nelle migliori condizioni possibili (telefonia e informatica), oppure di sistemi per la misurazione della temperatura e servizi per la sanificazione dei locali.

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