ISS: stop alle bufale sul 5G, WiFi, Cellulari e radiofrequenze

“Finalmente L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ BLOCCA OGNI BUFALA E TUTTE LE FAKE NEWS SU 5G, RADIOFREQUENZE, WIFI, USO DEI CELLULARI e relativi problemi per la salute. Basta leggere il rapporto pubblicato nelle scorse ore, dal titolo ‘Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi
delle evidenze scientifiche’ per avere un quadro chiaro e scientifico. Chi vuole continuare a mettere in giro, in particolare tra i Sindaci e le Amministrazioni, delle assurdità e delle menzogne, faccia pure. UNCEM SCEGLIE LA SCIENZA E I DOCUMENTI DEL PIÙ AUTOREVOLE ISTITUTO DEL PAESE. Perché abbiamo a cuore la salute di tutti, degli uomini, dell’ambiente, degli ecosistemi, della flora e della fauna. E siamo stufi di dover LOTTARE CON SERIALI CREATORI DI BUFALE SUI TEMI COLLEGATI IN DIVERSO MODO ALL’INNOVAZIONE. Uncem lavora per ridurre il divario digitale e tutti i gap strutturali che impediscono sviluppo, investimenti, adeguatezza dell’offerta economica, generando spopolamento e desertificazione sui territori in particolare alpini e appenninici”.
Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem, che negli ultimi giorni ha incontrato numerosi Sindaci dei 120 COMUNI COINVOLTI NELL’ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE 5G. Per decisione AGCom infatti, oltre alle grandi città, gli operatori dovranno dare il servizio tra il 2019 e il 2020 anche in 120 piccoli Comuni. Tra gli Amministratori sono circolate negli ultimi mesi moltissime notizie false, sui possibili effetti dei nuovi ripetitori. L’ISTISAN con il suo ultimo rapporto, sgombra il campo.
Nel rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità si legge che “in base alle evidenze epidemiologiche attuali, l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree più esposte alle radiofrequenze durante le chiamate vocali”. La meta-analisi dei numerosi studi pubblicati nel periodo 1999-2017 non rileva infatti – è scritto nel report – incrementi dei rischi di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari) in relazione all’uso prolungato dei telefoni mobili.

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