La Brissaca e i cavalli, da sempre un binomio indissolubile

(Roberto Ricco)

CALUSO – Completiamo la pubblicazione della storia della bealera di Caluso, il canale Brissac, di cui nel 2019 si sono celebrati i 460 anni dalla costruzione e i 260 anni dalla demanializzazione. In questa seconda puntata trattiamo di anni più recenti: siamo alla fine dell’800.

Il 6 maggio 1883 si costituisce il consorzio Conduttore del Canale demaniale di Caluso, viene infine redatto uno statuto il 9 agosto 1884 in Chivasso. L’amministrazione degli interessi della società è così affidata all’assemblea, composta dai delegati eletti da ciascun Consorzio Territoriale, in numero di 4 per i Consorzi di Chivasso, Caluso, Mazzè, di 3 per quelli di Verolengo e Rondissone, e di 2 per quelli di Montanaro e Montalenghe.

L’assemblea nomina un presidente e un vice, un segretario e tre consiglieri responsabili di far eseguire le delibere dell’assemblea. Viene nominato un Comitato di Sorveglianza e un Comitato degli Arbitri. Per quanto riguarda la parte amministrativa, la gestione del denaro della società viene affidata ad una Banca scelta dall’assemblea. Personale tecnico alle dipendenze di un ingegnere direttore provvederà alla gestione della manutenzione del canale, delle sue numerose bocche di derivazione per l’irrigazione dei campi dei Consorzi citati.

Brissaca e cavalli, da sempre sono un connubio significativo. Rammento tra i numerosi presidenti che si sono succeduti alla guida del consorzio mio nonno materno: cavalier Giuseppe Carlo Gnavi senior (1893-1976) di Caluso, uomo di grande intelligenza pratica e predisposto al comando, pur dotato di bassa scolarizzazione, personaggio che unì questa presidenza, nel secondo dopoguerra, alla presidenza della locale Cassa Rurale Artigiana e al Consorzio Agrario, dopo aver militato come sottufficiale di Cavalleria sia nel primo conflitto mondiale che in Africa.

Conosceva palmo a palmo il canale, seguendo con il calesse il medesimo prese moglie in Agliè, unendosi in matrimonio con Giovannina Vezzetti. Il ramo nuovo del canale, diretto verso Mazzè, lambiva gli immobili di famiglia in Caluso, con un grande lavatoio privato in galleria, adiacente alla cantina del fratello sacerdote don Ambrogio (1889-1958). Gli Gnavi sono ancora oggi un’importante e storica famiglia in Caluso, si ha traccia sin dal 1475 di un certo Antonio. Giuseppe Carlo senior costituiva il ramo detto “Negus”, per distinguerlo da altri rami della numerosa discendenza.

Acqua e cavalli sono ancora attuali nel XXI secolo: in quel di San Giorgio possiamo godere di splendidi sentieri che costeggiano la Brissaca, interdetti ai veicoli a motore, utili per salutari passeggiate o cavalcate in completo relax, beneficiando dei maneggi in zona, partendo dal Castello dei Biandrate salendo per raggiungere il Palazzo Ducale di Agliè, transitando dalle cascine della Luisetta e Ricchi, dove ritroviamo cognomi famigliari e radici di notai e commercianti di vino… ma questa è un’altra storia.

Non mancano lungo il canale impianti di produzione energetica di ultima generazione, che come in passato mulini e opifici traevano energia dall’acqua; senza di-menticare cappelle e piloni votivi legati alla storia e alla devozione locale.

Per chi volesse ulteriormente approfondire la storia di questa importante via d’acqua, è possibile documentarsi con un volume ricco anche di tavole a colori, edito nel 2009 dal Consorzio del Canale di Caluso, curato dalla ricercatrice Giorgia Vittonatto (che ringrazio, unitamente alla sua famiglia): il volume è reperibile nella sede del Consorzio.

(2 – fine)

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