Immagine generata con IA.
Non sempre chi vuole esercitare un controllo sugli altri lo fa in modo evidente. Talvolta la manipolazione si nasconde dietro parole rassicuranti, gesti di affetto e promesse di aiuto, fino a trasformare una relazione in uno strumento di dipendenza. Ci sono però segnali che possono aiutare a riconoscere queste dinamiche, soprattutto quando a esserne vittima è una persona che attraversa un momento di fragilità. Li possiamo mettere in luce seguendo il modello BITE (B – behavior – il comportamento; I – information – l’informazione; T- thought – il pensiero; E – Emotion – le emozioni), proposto dal prof. Steven Hassan, uno dei massimi esperti nel campo delle sette, della persuasione coercitiva e nello studio del controllo mentale.
Secondo Hassan, le sette – ma anche le persone interessate a manipolarne altre – agiscono controllando la quotidianità della persona, indicando con rigidità cosa può mangiare, come abbigliarsi, con chi può incontrarsi, avere l’approvazione del “maestro” o di chi detiene il controllo, per incontrare chi non è preventivamente autorizzato. Il controllo a cui viene sottoposta la “vittima”, sempre accuratamente scelta ed individuata proprio per la portata della sofferenza e della fragilità psicologica, riguarda anche il tema delle informazioni, delle notizie e dei saperi a cui può (o non può) accedere.
Spesso vengono censurate alcune fonti, a fronte dell’incoraggiamento verso letture faziose o parziali; viene imposta una visione del mondo a cui dover aderire, facendo venire meno il proprio pensiero critico; viene volutamente distorta la percezione della realtà, facendo sorgere dubbi ed insicurezza nella “vittima”; vengono sfruttati i sensi di colpa, i sistemi su cui agisce la vergogna, si mettono in atto esagerate manifestazioni di affetto o di stima che però vengono immediatamente sottratte o alternate con espressioni di totale disinteresse e freddezza che minano l’autostima ed i sentimenti dell’altro.
Ogni persona può affrontare un periodo di vulnerabilità personale, a causa di un lutto, una separazione, una malattia fisica o psicologica, e può desiderare la vicinanza di una o più persone con cui sente di condividere il proprio malessere o con cui si sente accettato e valorizzato. Il bisogno di conforto, di pace e di sollievo dovrebbe essere un diritto ed una libertà di tutti che nessuno dovrebbe mai sfruttare, a proprio vantaggio. Se si dovessero individuare segnali preoccupanti sarà importante confrontarsi con qualcuno di esterno a quelle relazioni e laddove si dovessero paventare elementi di coercizione e di abuso, esiste sempre la possibilità di denuncia.


