Paolo Sorrentino ha raccontato di aver pensato di girare “La grazia” leggendo un articolo sul quotidiano La Repubblica. Il testo raccontava di un uomo che aveva ucciso la moglie perché malata di Alzheimer, egli non sopportava l’idea di vederla soffrire o, più probabilmente, che non fosse più lei.
Il regista qui si avventura nelle strade della politica italiana e arriva al Quirinale, con Toni Servillo sempre a proprio agio nel ruolo che gli viene affidato (in questo caso il presidente della Repubblica) e tanti attori che gli ruotano attorno (come la sorprendente Milvia Marigliano). Si tratta di un film impegnato, ma una storia bella e a tratti quasi leggera, con i colori e la musica in primo piano.
Roma, oggi. Il presidente della Repubblica, Mariano de Santis, sta per terminare il suo mandato. È uomo per certi versi inflessibile e molto serio, caratteristiche che gli hanno valso un soprannome che lo fa quasi sorridere: Cemento Armato. È un ex giurista e si avvale della collaborazione della figlia Dorotea, giurista anch’ella, e del fedele corazziere, il colonnello Labaro. Un altro momento di svago alle sue rigide giornate viene offerto dalla compagnia dell’amica critica d’arte, Coco: ella detiene un segreto che riguarda la vita privata del presidente, è un segreto vecchio e oscuro… ma nulla che possa intaccare le giornate dorate al Quirinale.
Proprio all’inizio del cosiddetto semestre bianco, De Santis viene raggiunto dalla richiesta di grazia di due detenuti (condannati per omicidio). Ma la questione è difficile: il presidente tergiversa, si informa, vuole incontrare i prigionieri in carcere.
E allora si fa strada una domanda… A chi appartengono i nostri giorni? I prossimi, quelli che verranno, quelli che rimangono… Forse è una domanda che rischia di rimanere senza risposta. O forse appartengono soltanto a noi.
La grazia
di Paolo Sorrentino
paese: Italia 2025
genere: drammatico
interpreti: Toni Servillo, Anna Ferzetti, Milvia Marigliano, Massimo Venturiello, Orlando Cinque
durata: 2 ore 13 minuti
giudizio Cei: complesso, problematico, per dibattiti


