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Con 127 milioni di abitanti, il Punjab è la regione più popolosa del Pakistan. Nel cuore della pianura alluvionale dell’Indo, si trova il più numeroso villaggio cattolico del paese, che conta circa 6.500 anime!

Il 9 febbraio scorso il villaggio di Khushpur ha festeggiato il suo 125° anno della sua fondazione. Nacque intorno al 1900. Nella vasta pianura vivevano migliaia di uomini e donne senza terra né dignità sociale. Erano chiamati Chuhra: relegati ai margini del sistema delle caste, vivevano ai confini dei villaggi, svolgevano i lavori più umili e non potevano condividere i pozzi o gli spazi comuni con le caste considerate superiori. I francescani portarono una nuova fede, la promessa che davanti a Dio non esistevano caste.

Khushpur, letteralmente “terra della felicità”, ha dato origine a tre vescovi, più di 60 sacerdoti, oltre 200 suore e ad almeno 250 catechisti, tra attuali e passati. Infatti, il cardinale Joseph Coutts, già arcivescovo di Karachi, proviene da questa comunità, a testimonianza della vitalità ecclesiale del villaggio. Qui nacquero John Joseph (il vescovo che nel 1998 offrì la propria vita in un gesto estremo di protesta contro le ingiustizie subite dai cristiani) e Shahbaz Bhatti, ministro federale per gli Affari delle Minoranze, assassinato nel 2011 per aver difeso con coraggio Asia Bibi, condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia.

In quel giorno di festa del 9 febbraio scorso tutta la comunità si è ritrovata nel cimitero dove, di fianco alle tombe del vescovo Joseph e del ministro Bhatti, giace anche il sacerdote George Ibrahim, ucciso a colpi d’arma da fuoco nella sua residenza nel luglio 2003.

Arrivando a Khushpur, nella grande pianura del Punjab, si entra in un villaggio nato dalla missione, dove famiglie cristiane un tempo emarginate hanno trovato dignità nella fede, nella cura della terra e nella vita comunitaria. Qui, tra la chiesa di San Raffaele Arcangelo e i campi irrigati, si respira ancora oggi la serenità dignitosa di una comunità che, pur colpita dalla violenza e dal martirio dei suoi figli, continua ad essere il cuore vocazionale, “la Roma” della Chiesa cattolica pakistana.

“… il regno dei cieli è capace di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; è piccolo ed umile come un granello di senape, che tuttavia diventerà grande come un albero” (Papa Francesco)