Quando Enrico Piaggio vide quel prototipo, non ebbe dubbi: “Sembra una Vespa!”. Giusto 80 anni fa nacque uno dei simboli italiani più amati al mondo: la Vespa, lo scooter progettato da Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico che non sopportava le moto, da lui giudicate scomode, sporche, poco pratiche. Pensò a un mezzo diverso, leggero, elegante, facile da guidare e protettivo. Una carrozzeria che difendeva i vestiti e la dignità di chi lo guidava. Anche le donne poterono così salire su uno scooter senza difficoltà. In un’epoca in cui non si indossavano pantaloni, la Vespa offriva libertà senza compromessi: niente più scomodità, niente più imbarazzi, niente più sguardi indiscreti.
Chi può dimenticare Audrey Hepburn e Gregory Peck che sfrecciano tra le strade di Roma in Vacanze romane? Oppure Nanni Moretti che, in Caro diario, attraversa Roma da solo sulla sua Vespa. E ancora, Jude Law ne Il talento di Mr. Ripley.
Ma forse l’immagine più sorprendente non viene dal cinema. È quella di Carla Ronci, giovane donna di Torre Pedrera, vicino a Rimini. Sorridente, bellissima, elegante, con abiti curati e uno sguardo limpido, in sella alla sua Vespa azzurro chiaro.
La chiamavano “la santa della Vespa”.
Carla era una ragazza di una bellezza luminosa, fatta di semplicità e autenticità. Dentro questa normalità, cresceva qualcosa di straordinario. La sua fede non era fatta di gesti eclatanti, ma di presenza quotidiana con le giovani a lei affidate. Con la sua Vespa si spostava tra le case, visitava malati, aiutava chi era solo, partecipava con entusiasmo alla vita parrocchiale.
Non predicava: viveva. Attenta, dolce, capace di ascoltare e far sentire ogni persona importante, “quando passava, diffondeva dolcezza”. Aveva scoperto di essere chiamata a “stare nel mondo”, che sarebbe stato il suo convento. Poi, improvvisamente, la malattia, che affrontò con la stessa semplicità e letizia con cui aveva vissuto: senza clamore, ma con una serenità che colpì tutti. Morì a soli 35 anni.
Lasciò una traccia fatta di sorrisi, di corse in Vespa tra le strade del paese, di incontri che hanno cambiato la vita di chi le stava accanto. La devozione popolare nei suoi confronti è cresciuta spontaneamente e nel 2007 è stata proclamata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II, e la sua causa di beatificazione continua il suo cammino.
“Voglio fiorire dove Dio mi ha seminata”
(Carla Ronci)



