Foto: La Banda musicale di Azeglio del 1926.

Il bollettino parrocchiale di Azeglio “L’Amico di tutti” fu un periodico mensile che iniziò la sua vita nel 1919 anche per dare conforto alle famiglie che avevano avuto lutti della Prima Guerra Mondiale conclusasi il 4 novembre 1918. Divenne così un prezioso foglio d’informazione per la comunità, all’epoca il paese contava poco più di 2.000 persone, oggi poco oltre le 1.200 unità. Esamineremo il numero di cento anni fa, quello del gennaio 1926.

Sotto la direzione e amministrazione della Casa Parrocchiale, compariva una sorta di editoriale nella prima pagina molto pratico: “L’Amico di Tutti manda agli Azegliesi presenti e lontani, nonché a tutti i suoi amici ed ammiratori un vivissimo augurio pel nuovo Anno 1926, invocando sopra di tutti le più preziose benedizioni di Dio”. Quegli Azegliesi lontani erano i tanti emigrati in cerca di fortuna e il bollettino spesso restava un prezioso contatto.

Nell’editoriale si rammentava il buon successo del “modesto periodico” che ogni mese distribuiva ben 975 copie. Poi continuava presentando il bilancio: le spese per la stampa erano di Lire 2400, spese per l’inserto di storia e il cliché di stampa, Lire 1.520 e le spese di spedizione per i paesi stranieri Lire 650, per un totale complessivo di Lire 4.570. Poi si presentava la statistisca nati/morti del 1925 che si attestavano a pari merito nel numero di 26, i morti erano 12 uomini, 10 donne e 4 bambini. Seguiva poi il “Diario Sacro” con tutti gli appuntamenti parrocchiali, tra festa solenne di S. Antonio Abate compatrono, la messa cantata per S. Rocco e S. Sebastiano, la “Conferenza delle Donne Cattoliche dopo vespro” e poi c’era un anticipo del calendario di febbraio. Poi il ringraziamento per le offerte all’Asilo Infantile Lucca Tapparelli a Manfredo Carlo e consorte che avevano inviato 100 Lire e Giustina Cerrato nata Vignono con 20 lire, entrambe le donazioni provenivano dall’America.

A pagina due campeggiava una bella fotografia della “Banda Azegliese diretta dal Maestro Riconda Giuseppe”, una foto notizia che così recitava: “L’Amico di Tutti, mentre è lieto di presentare a tutti i figli di Azeglio, presenti e lontani, questa gloria del paese natio, fa ardenti voti, perché fra i musicisti regni sempre l’unione e duri costante la buona volontà di progredire… ricordando ciò che disse un grande: ‘La musica è una delle vie, per le quali l’anima ritorna al Cielo’”.

Citando Torquato Tasso, inizia a delinearsi l’elevato grado di cultura dell’estensore. Ma il senso pratico del periodico, non lesina le notizie finanziarie per la trasparenza. Il resoconto finanziario “dei festeggiamenti pel Giubileo Parrocchiale del Prevosto” tra offerte del conte d’Harcourt e della popolazione, tolte le spese, restavano in attivo ben Lire 6187, 55 “che serviranno per l’acquisto dei vetri istoriati. Speriamo che non capitino incidenti e che presto tale innovazione sia un fatto compiuto”. Firmato: Il Cassiere del Comitato.

La terza pagina era dedicata alle notizie dell’estensione del Giubileo in Roma a tutto il mondo e alla nuova festa di Gesù Cristo Re. La pagina successiva dedicava ampio spazio all’Anno Francescano, riportando l’allocuzione di Papa Pio XI (al secolo Achille Ratti) ai cardinali negli auguri natalizi: “Siamo ben lieti che in questa nuova effusione dello spirito di preghiera e di grazia sul mondo ci si presenti quasi araldo e mediatore il Serafino di Assisi”. Parole oggi necessarie come non mai. Pagina quattro era dedicata ai Pellegrinaggi dell’anno Santo: si contava un milione di pellegrini, 400.000 dalla sola Germania e il rimanente dall’Occidente, Americhe comprese e si sottolineavano le presenze dalla Cina, dalla Russia e dal Giappone.

Poi si proponeva la lettura del Vangelo di San Luca, capo II, 42 e un commento dal titolo: “La missione nostra” sulla santificazione dell’individuo e sul rapporto con le persone più potenti: “Sappiamo con il nostro coraggio e la nostra fermezza far vedere che noi non siamo indegni di essere soldati di Gesù Cristo; sappiamo far valere il nostro diritto: che quando si tratta della santificazione dell’anima, nessuno al mondo può ostacolarci quella santa libertà di cui ci ha dotati Dio stesso, e che ci rende superiori a qualunque personaggio di questa terra”.

In: “Per trovare la pace” c’era spazio per una notizia di cronaca su una coppia di coniugi di età matura, nobili, siciliani che decisero di ritirarsi in convento. La parte centrale del bollettino raccoglieva a puntate otto pagine da staccarsi (pubblicate dal 1923 al 1926) del libro del sacerdote Giovanni Battista Angela dal titolo Cenni storici d’Azeglio, ristampato nel 2009 dall’Associazione ARTEV con prefazione di don Genesio Berghino. A pagina sette un dialogo esilarante in materia di missioni lontane, poi lo spazio per l’infanzia con la rubrica “La Pagina dei Bambini” sui doni dei Re Magi.

Un altro articolo, tratto da un giornale francese si dedicava al problema dell’odio anticlericale e riportava il caso del generale francese Maurice Paul Emmanuel Sarrail che prima di salire ai vertici dell’Armata francese nella Grande Guerra era già famoso per schedare gli ufficiali cattolici praticanti. Qui si narra di un attendente che per non voler servirlo, fece intenzionalmente cadere un rosario dal suo fazzoletto ai piedi del generale. Licenziato, riuscì tornare al suo reggimento.

Poi articoli più ameni come “Il problema. Una contadina aveva un canestro pieno di uova, Dopo di averne venduto prima i due quinti più sei, e poi un terzo delle restanti più nove, ne aveva ancora 31 da vendere. Quante uova conteneva il canestro? Quante ne furono vendute la prima e la seconda volta?” Poi ancora “La sciarada”, “Lo scherzo”, seguiti dalla spiegazione di giochi del numero precedente. Poi ancora notizie dalla rubrica “Coma va il mondo” con la malattia della Regina Madre, i debiti con l’Inghilterra, i pericoli di Mossul, il pericolo cinese e la corona imperiale di Russia all’asta a New York.

Quindi la notizia del Congresso Eucaristico Diocesano e il bollettino mensile dei “Missionari canavesani presso gli infedeli”, notizie delle leve, dei filodrammatici del circolo “Fides ed Labor”, i diplomi conseguiti dai compaesani, una grazia ricevuta da un’azegliese a Londra, l’apertura di un nuovo sportello bancario in paese e i nomi dei nuovi nati. Anche la quarta di copertina era tutta scritta con i “Fiori d’arancio” per i matrimoni e “All’ombra della Croce” per i decessi, poi le offerte per il bollettino e “Pro Ospedale Ricovero” con offerte anche in natura, come giornate di lavoro o materiali.

Oltre al bollettino parrocchiale, don Leonardo Fedele, nativo di Pont Cana-vese, parroco di Azeglio dal 1900 al 1940 creò anche l’Oratorio di S. Anna.