Recita un antico e popolare adagio che “L’Epifania tutte le feste le porta via”. Per qualcuno ciò accade con l’accompagnamento della sensazione di un altro anno passato, e con la chiara percezione di avere sempre meno tempo a disposizione per “gustare” la vicinanza coi propri cari.
Ci sono tappe della vita in cui il senso dello stare insieme acquista un peso maggiore. Esse sono spesso legate ad eventi in cui la perdita, il lutto, la lontananza, rendono tangibili questi legami; in altri casi vi è solo una forte consapevolezza che basti la vita di tutti i giorni a porre alcune persone nell’impossibilità di viversi un tempo “altro” per stare insieme.
Le feste offrono uno spazio di transito, in cui i ritmi quotidiani cambiano di quel tanto da poter coltivare i legami familiari e sociali che si smarriscono o che rischiano di essere sottovalutati. Stare insieme può essere faticoso (soprattutto tra generazioni diverse anche se imparentate): significa la necessità di adattarsi, mediare, saper accogliere, tollerare, rispettare, in un unico esercizio capace di farci costruire relazioni di qualità, allargare gli orizzonti e rafforzare le tradizioni familiari, il senso di appartenenza, a rispolverare la storia che lega e che infonde sicurezza.
Stare insieme nella famiglia, durante le feste, permette di rinnovare la promessa di affetto tra persone, saldare il patto condiviso fatto di piccole regole e tradizioni che si ripetono, e capaci di strutturare ricordi ed aneddoti che contribuiscono alla costruzione della propria identità, oltre a far sorridere.
Ci saranno tante altre feste durante l’anno, in cui esercitare il “gusto” e il piacere di “approfittare” per stare tra genitori e figli, e parenti vari, per costruire legami e relazioni che restino nel tempo. Anche quando la vita futura dovesse obbligare, per ragioni diverse, ad essere per forza lontani.


