L’uomo che vendette la sua pelle

(Graziella Cortese)

Circa 15 anni fa il signor Tim Steiner, quarantenne di Zurigo, ha effettuato una scelta originale per guadagnarsi da vivere: è diventato un’opera d’arte. Grazie alla fidanzata ha incontrato Wil Delvoye, artista belga dedito alla creazione di opere contemporanee alternative e anticonvenzionali. È così che, dopo 40 ore di sedute nel laboratorio artistico, Steiner ha “offerto” la sua schiena per un enorme tatuaggio: l’uomo è diventato un’opera d’arte vivente, offrendosi in esposizione in diverse gallerie almeno tre volte all’anno.

Fino qui la vita reale che, come sempre, offre spunti onirici per le rappresentazioni cinematografiche. La regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Ania ha scelto di portare sullo schermo una storia d’amore e una provocazione sulla mercificazione dell’arte; ne è nata, in verità, una storia sulla difficile realtà dei rifugiati e le contraddizioni della nostra epoca.

Sam Alì è un giovane siriano che sta vivendo il dramma della guerra civile nel Paese e la dittatura politica di Bassad El-Assad. Si trova costretto ad abbandonare tutto, la donna che ama perdutamente, la sua casa e il suo Paese, fino a raggiungere clandestinamente la frontiera del Libano. A Beirut incontra l’artista americano Geffrey Godefroi, tra i più quotati al mondo, e la sua assistente Soraya (un’improbabile Bellucci bionda): i due convincono Sam a stipulare un patto quasi diabolico. Negli spazi aerei è diventato più semplice ottenere il visto per un’opera d’arte che per un essere umano, e allora al protagonista non rimane che diventarlo; Sam accetta di “vendere” il suo corpo e di farsi tatuare sulla schiena un’enorme Visa-card, un messaggio (secondo il creatore) provocatorio e visionario, oltre che sinistramente macabro.

La pellicola, premiata a Venezia 77 sezione Orizzonti per l’interpretazione maschile, è anche stata candidata agli Oscar 2021.

L’UOMO CHE VENDETTE LA SUA PELLE
di Kaouther Ben Hania
paese: Tunisia, Francia, Germania, Belgio 2020
genere: drammatico
interpreti: Yahya Mahayni, Dea Liane,
Monica Bellucci, Koen De Boun
durata: 1 ora e 30 minuti
giudizio: interessante-bello

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