Manuel

(di Graziella Cortese)

Questa settimana vi proponiamo il film “Manuel”, in proiezione all’interno della rassegna “Tutti pazzi per il cinema” al cinema di Candelo, Biella, nella serata di lunedì 15 aprile. Accanto all’appuntamento cinematografico, La comunità che guarisce ha organizzato una tavola rotonda (domani, venerdì 12) in cui si discuterà dello “stigma”, termine con cui si intende definire l’atteggiamento di pregiudizio e discriminazione verso persone che vivono nel disagio mentale, fisico o ambientale.

La storia narrata nella pellicola è quella di Manuel, che sta per compiere diciotto anni e da quando sua madre è stata arrestata vive all’interno di un centro di accoglienza per minori. Il ragazzo, dopo molto tempo, può lasciare la casa-famiglia che l’ha custodito fino a quel momento: ora la realtà che sta “fuori” è un’incognita troppo grande e pericolosa, e Manuel si trova nella sua città a dover scegliere tra una dipendenza dalla cocaina e una vita ai margini della periferia; oppure, raccogliendo le forze, aiutare la madre cercando di farsi garante per lei e riportandola a casa per ricostruire un’esistenza perduta.

Si ribaltano così, in modo inaspettato, i cardini consueti delle strutture familiari.

L’esperienza di Dario Albertini come documentarista ha portato l’autore a visitare “La Repubblica dei ragazzi” di Civitavecchia, la struttura onlus rivolta ai giovani privi di sostegno familiare. Con la costruzione di un personaggio pasoliniano, il regista è riuscito a descrivere l’idea di una crisi che si apre di fronte all’ignoto e della sua risoluzione: grazie all’aiuto dello sceneggiatore Simone Ranucci e di Andrea Lattanzi, che si è dimostrato attore di incredibile maestria, è stato candidato al Nastro d’Argento come miglior regista esordiente. Da ricordare inoltre che la pellicola ha ottenuto un notevole successo in Francia, un terreno non sempre semplice per il cinema italiano.

Manuel
di Dario Albertini
paese: Italia, 2017
genere: drammatico
interpreti: Andrea Lattanzi, Francesca Antonelli,
Renato Scarpa, Giulia Elettra Gorietti
durata: 1 ora e 38 minuti
giudizio: interessante-bello

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