Prima Lettura

Dal libro del profeta Sofonìa
Sof 2,33,12-13

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

  1. Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Vangelo

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Commento della prof.ssa Acide Elisabetta

“Cercate il Signore voi tutti,poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà” (prima lettura).

Nel periodo dell’indipendenza giudaica, il profeta Sofonia offre una “interpretazione” per i “poveri e gli ultimi”: anawìm.

I “poveri di Dio”, la “privazione” dei beni e della posizione sociale, ma non “privazione di Dio”, gli “oppressi” che ripongono la loro fiducia in Dio.

Marginali, deprivati,privati, soli, miseri…

“Diventare” umili e poveri per “cercare”…

“Cercate il Signore voi tutti,poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà”

Sofonia  in ebraico צְפַנְיָה (Tzefanyàh) nel cui nome già si racchiude la “tenerezza di Dio”: “Il Signore ha protetto, ha nascosto“, nel senso di “custodito” , le cui “credenziali” sono “inserite” già dal primo versetto del libro: “Sofonia, figlio di Cusi, figlio di Ghedalia, figlio d’Amaria, figlio d’Ezechia, al tempo di Giosia” (Sof 1,1), che si trovava a profetare dunque, verso la fine del settimo secolo avanti Cristo, in Giudea, al tempo del re Giosia,a quel popolo che aveva abbandonato la legge di Mosé e si era rivolto orgogliosamente a idoli rivolge l’invito ad aprire il cuore: Io – dice il Signore – darò a tutti i popoli un labbro puro perché invochino il nome del Signore e lo servano tutti spalla a spalla”. Si tratta del versetto 9 del capitolo 3, omesso dalla lettura liturgica, ma importante “messaggio” del profeta.

Bello, e quanto mai “attuale” il messaggio  a 2700 anni di distanza: l’umiltà ricerca la giustizia.

Soltanto 3 capitoli compongono il libro del profeta, ma ricche di “ammonimenti” e di “illuminazione”: il “ritorno” alla legge del Signore.

La “giustizia” per gli uomini, “tutti uguali”, che camminano “spalla a spalla”, fianco a fianco, che si riconoscono “umili”, ma  uniti in quella “ricerca del Signore”.

Una “accoglienza” nell’unità della preghiera, ed una “accoglienza” sociale che è “benedizione”: “Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero”. La consolazione di un Dio che “apprezza” la povertà e la miseria, che ricorda a tutti, uomini e popolo, comunità e chiesa, il “valore” dell’umiltà e della povertà.

La “preferenza” di Dio.

Bellissimo pensare (e credere e sperare) che Dio “ama tutti”, ma ha “preferenza”, non su ciò che il mondo “preferisce”, ma su ciò che è nel suo cuore.

La “speranza” nella disperazione, la “speranza” dei disperati, la “speranza” contro ogni speranza… di coloro che “si riconoscono” umili, poveri, bisognosi.

La “fiaccola” della speranza delle vittime contro “l’ira del Signore”.

Giusti, poveri, umili, coloro che confidano… per voi l’orizzonte si illumina.

Il Signore che:

rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri

Le “parole” del canto (Salmo 145) a Dio.

Il Signore ha “predilezione” di tutto ciò che “il mondo scarta”.

La bellezza della cura e dell’attenzione di Dio.

Il Signore della “voce degli ultimi”.

I “sentimenti” di Dio che si “china”, “cura”, “riserva lo sguardo”,quel Dio che è “in mezzo a te”, è tra coloro che si rivolgono a Lui con fiducia, che confidano, che si affidano alla sua giustizia.

Coloro che “Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti” (versetto 13).

Perché Dio sa che dove esiste il “criterio” della “esclusione” non c’è “beatitudine”.

La “beatitudine” di Dio che “sconvolge” i progetti e le idee umane. Già san Paolo alla comunità di Corinto scriveva: “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù” (seconda lettura).

La “logica del mondo” a cui Gesù chiede di “non piegarci”.

Nobili, potenti, arrivati, scelti per il successo, per convenienza, per simpatia, per accondiscendenza, per ricchezza, per prestigio, comodità, interesse… incarichi del mondo… preferenze del mondo…scelte del mondo… a volte, anche nella Chiesa…

San Paolo non indugia: “Dio ha scelto”, non l’uomo… Dio.

La Parola di Dio annunciata da coloro che “non hanno voce” a cui Dio dà “voce”.

La “scelta” secondo i “criteri di Dio”

E san Matteo,che conosce bene i “generi letterari” che costellano l’Antico Testamento, nel suo primo “Discorso” (nel suo Vangelo ne troviamo cinque) ha parole di “felicità” per l’uomo.

E allora, se ci aspettiamo, proprio come le “promesse dell’Antico Testamento”, benessere, prosperità, successo… desideri dell’uomo “benedetti” dalla bontà divina… forse pensiamo di aver sbagliato libro.

Gesù che “sale”, che prova a “far salire” uomini e donne… che prova a “farci salire” sulle alture, non per guardare gi altri “dall’alto in basso”, ma per “stare in alto con Lui”.

Prova a “farci stare nella beatitudine”.

Un meraviglioso aggettivo “beati”.

Se dobbiamo pensare all’anti-aggettivo, al suo contrario pensiamo alla tristezza, all’afflizione, alla insoddisfazione, al dolore, al malcontento,alla condanna… troppe parole… quelle che sempre usiamo, quelle che sempre ci preoccupano, quelle che costantemente ripetiamo.

Ma Gesù ci vuole “beati”, ci vuole “felici”, e ci porta su quel “monte” (san Luca dirà: farà accomodare “in un luogo pianeggiante” Lc 6,17-49), ci “porta”  a “vedere” un cambio di prospettiva, ad un “cambio” di linguaggio, ad un cambio di “mentalità”: ci porta alla “conversione”.

“Signore e Signori, ecco a voi: il programma è servito”…

Il “catalogo” delle beatitudini, snocciolato così, tutto d’un fiato…

E noi ci stupiamo! Noi, abituati a “classificare” ogni cosa siamo “smarriti” di fronte a questa “classificazione”…

“Signore e Signori, ecco i beati!”

Beati.

Ecco la “nuova Legge”, quella della “montagna”, quella “innalzata da terra per innalzare ogni persona”.

Beati gli ‘anawìm (ancora come sette secoli prima), i “curvi” sotto il “peso” della miseria, dell’oppressione, della persecuzione, di chi è in balia della pre-potenza,di chi è vittima, di chi è indifeso…

E allora vediamo questa “classificazione” di Gesù: “Beati i poveri in spirito…Beati quelli che sono nel pianto…Beati i miti…Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia…Beati i misericordiosi…Beati i puri di cuore…Beati gli operatori di pace…Beati i perseguitati per la giustizia…Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia…

Beati…

Signore, questa tua “classificazione” non mi “torna”… forse l’aria rarefatta del monte ha “offuscato” le tue idee, le tue parole non sono chiare, forse non volevi proprio dire così…

Beati…

Signore, eppure hai anche dato la spiegazione di questa tua “difficoltosa classificazione”…

“…perché di essi è il regno dei cieli…perché saranno consolati…perché avranno in eredità la terra…perché saranno saziati…perché troveranno misericordia…perché vedranno Dio…perché saranno chiamati figli di Dio…perché di essi è il regno dei cieli…”

La promessa del Regno.

La “ricompensa”…

“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

E allora, Signore voglio essere “povera in spirito”, voglio distaccarmi da quelle “cose” e riporre ogni fiducia in Te.

La mia fede “povera” te la dono.

Voglio essereanawìm, voglio abbandonare “in piano” l’egoismo, l’attaccamento superficiale ai beni,l’orgoglio, al presunzione, la rivalsa,il desiderio di potere, di successo, di ricchezza, l’arroganza,la superficialità,la superbia, il cuore indurito… e “salire” sul monte.

Voglio “sedere” su quella “povertà” e contemplare la “grandezza” della beatitudine.

Voglio “sedere” su quel monte e “vedere” lo sguardo di Dio su di me, sulla mia povertà, sulla mia afflizione, sulla mia miseria, sul mio desiderio di pace, sul mio bisogno di giustizia, sulla mia fame, sulla mia sete, sul mio sguardo…

Voglio “sedere” Signore ed “ascoltare”…

Voglio “sedere” ed affidarmi a te, Signore…

Voglio “sedere” sulle tue gambe ed essere avvolta dalle tue braccia…

Voglio “affidare” la mia vita alla tua Beatitudine.

“Beati voi…”

Beati noi… Gesù ha parole anche per me, per noi… per tutti coloro che “provano a salire” su quel monte, che provano a guardare l’orizzonte da quel monte, che provano a contemplare quelle parole.

Beati noi…che ammettiamolo,lo diciamo anche, ma ancora facciamo fatica a “comprendere”… a “starci” in queste beatitudini… eppure Gesù ha parole di “beatitudine” per noi.

“Beati”, plurale.

Beati noi che speriamo, che camminiamo, che seguiamo, che ci “arrampichiamo” su quel monte, che “scaliamo” con quella “via” faticosamente la quotidianità.

Beati noi se sapremo percorrere quei “sentieri” del cuore che portano incise quelle parole di “povertà” così difficili da comprendere.

Beati se sapremo piangere,commuoversi,provare compassione, cercare e portare pace,desiderare e vivere la giustizia,farci umili,farci capaci di ascolto e condivisione,portare consolazione ed unione.

Beati…se sapremo “trasformarci”, se sapremo “diventare” capaci di “sguardo di Dio” sul mondo, se lotteremo per “ribaltare” la “logica” del potere e del successo, se sapremo “resistere” non passivamente, ma con la testimonianza alle lusinghe del prestigio e del potere.

Beati…se sapremo diventare cristiani autentici.

Beati…se sapremo osservare l’umano per comprenderlo come Dio ci ha insegnato.

Beati… se sapremo “apprendere” l’ “insegnamento” di Gesù, se sapremo farci “allievi” del Maestro, se sapremo “provare” a vivere e testimoniare il Vangelo con quella “classificazione” che ci fa “guardare” al futuro, abbandonando le zavorre del passato.

Beati… se sapremo vivere  l’ “Essenziale”, quello che è “invisibile agli occhi” ma vivo nel cuore.

Beati…se sapremo meravigliarci e stupirci di questa “vita bella” che le Beatitudini ci propongono.

Beati noi se sapremo “vedere” in quei “perché” delle beatitudini il sentiero che Gesù ci ha invitato a percorrere per “salire sul monte”.

Beati noi se sapremo leggere e vivere la forza che trasforma e vive in quelle parole che ci parlano di “vita eterna”.