Prima Lettura Is 60,1-6

Salmo Responsoriale Dal Sal 71 (72)

Seconda Lettura Ef 3,2-3a.5-6

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA 2026

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 5 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio.

L’Ascensione del Signore, il 17 maggio.

La Pentecoste, il 24 maggio.

La prima domenica di Avvento, il 29 novembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Amen.

***

(Elisabetta Acide) Luce  e gloria “inondano” i versetti del capitolo 60 del libro del profeta Isaia.

Il “ritorno” dall’esilio a seguito dell’editto di Ciro pone una “sfida” al popolo: la ricostruzione.

Un “ritorno” in patria, però, che seppur gioioso, vede alcune “questioni”, alcuni “dissidi” da risolvere… “identità” da salvaguardare, “novità” da assimilare…

Eppure il profeta “apre” ad una nuova prospettiva: “guarderai e sarai raggiante”, “su di te risplende il Signore,la gloria appare su di te”… “vengono a te i tuoi figli, vengono da lontano”…”si dilaterà il tuo cuore”

Israele “apre” ad una “prospettiva universale”…. Popoli radunati e chiamati per l’alleanza con Dio.

La prospettiva è “guardarsi” con gli occhi di Dio, non vedere la devastazione provocata dai nemici, ma la bellezza che deriva dalla gloria di Dio che “splende” sulla città (Gerusalemme come città-simbolo).

Lo “splendore” di Dio come luce sulla città per tutti i popoli.

L’alba nuova sorge dopo il diradarsi delle nebbie.

Qôl”  (קוּמִי): Alzati. Cambia prospettiva.

“Alzati”… “Rivestiti”…

Guarda e “irraggiati”…

Vesti l’abito della luce (nella Sacra Scrittura l’abito corrisponde alla identità), indossa i panni della luce di Dio, della Sua Alleanza, della relazione con Lui.

Vestiti perché sei “chiamato” a “fare luce” per portare la Sua Luce.

Vestiti di quegli abiti splendenti, perché sei chiamata a “fare luce” alla Luce, sei invitata a “essere faro” e “guardare” chi viene a te.

Dopo anni di “esilio”, di buio e di silenzio, prorompe ora la Luce e la grazia.

Ritorno promesso…

Dio mantiene le promesse e “ricostruisce” l’Alleanza.

Il “ritorno” si “vestirà” di dignità per ogni uomo.

Il ritorno avrà gli occhi “alzati”, gli “abiti” nuovi, lo “sguardo” illuminato: Dio è con noi.

“Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore” (v. 6).

Ed ancora una volta san Matteo nel suo Vangelo “interpreta” (come aveva fatto per il “libro dell’Emmanuele”), la profezia: “nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo” (Mt 2,1-2).

Dov’è?

I cercatori domandano…

Dov’è Colui…

I cercatori chiedono…

I “cercatori”: “Alcuni”… quanti? Non è importante… da dove? Un generico “ dall’ oriente”…  Chi? “Magi”… Quando? “nato a Gesù”… Dove? “a Betlemme di Giudea”…

Ecco gli “ingredienti” di San Matteo.

Spazio e Tempo…

Intrecci di vita e di storie…

Poche righe, un solo versetto e una miriade di protagonisti: Gesù, la sua famiglia, il re-fantoccio quell’Erode il Grande, alcuni Magi…

Il nuovo Kolossal è “servito”.

L’annuncio “dirompente”.

Hanno “seguito una stella”, non per studiarne la “rotta”, non per “analizzarne” la traiettorie, ma per “cercare” un bambino nato.

Non è la “stella” la protagonista… che poi sappiamo essere quel “fenomeno” dell’allineamento del pianeta Giove con il pianeta Saturno, visibile nei cieli di Palestina (e pure nei nostri), ogni 19 anni e 314 giorni, o la “grande congiunzione”  (quando i due “pianeti” vengono quasi a “toccarsi” che ha un ciclo di circa 400 anni), ma i “cercatori”, i “camminatori”, gli “uomini con lo sguardo rivolto al cielo”.

Uomini che cercano Dio, che cercano “quel bambino” nato a Betlemme di Giudea

I “cercatori” ed i “camminatori” che non “vagano” che non “scorrazzano” tra l’oriente e l’occidente, che non stanno con gli occhi “incollati” tanto da rischiare di inciampare… ma che “hanno visto sorgere…”.

Eppure proprio loro venivano dall’Oriente (luogo a est, dove “sorge” il sole), ma “cercano” “Altro”…

Un “nuovo sorgere”.

Il Sorgere.

I “cercatori” del presente e del futuro…

Sbagliano re…

Ma sono “avvertiti”…

Camminatori e cercatori “vigili” ed “attenti”…

Camminatori e cercatori che hanno nel cuore la speranza…

Camminatori e cercatori che hanno visto un “segno”, che procedono, che non si fermano, che vanno… .

Perché il cammino di fede è questo: muovere i passi della speranza alla ricerca dell’Amore, di quell’Amore che a loro manca ma che sanno “esiste”, che lo possono trovare, che si “fa trovare”…

Non è un puro desiderio, è speranza che “muove” passi e cammini…

Non sono “soli”, sono “alcuni”, perché il cammino è personale, ma percorso insieme.

Insieme comprendono… quella “stella” non è su Gerusalemme, quel “re” non fa “brillare”, la città è solo illuminata da luce artificiale, da luce illusoria… la stella brilla “oltre”, su quei monti di Giudea, tra quelle valli degradanti al deserto, in quel buio fatto di belati provenienti dall’accampamento dei pastori…

Eppure la “stella” brilla.

Illumina, “guida”.

Non basta “seguire” la “rotta”, non bastano gli “sterili calcoli”, non bastano “ipotesi, prove ed errori”…

Il viaggio è “illuminato”… la Parola guida, è Faro, è Luce.

Camminatori e cercatori…

Missionari.

Non “scompare” quella “stella”… illumina la notte buia… c’è un bambino, c’è un padre ed una madre…

E la ricerca trova il suo “compimento”.

In una “casa”… dove vedono una madre ed un bambino.

“Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”.

Dono, offerta…

Pellegrini e “adoratori”.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.

Inginocchiati davanti al Mistero.

L’umiltà dei “camminatori”, dei “cercatori”.

E San Matteo in 18 versetti ci “racconta” l’itinerario della fede: “guardare il cielo” e cercare il “segno”… il cristiano è persona che “legge” la storia, il tempo, gli avvenimenti, alla “luce” di Dio… pone “senso”, cerca il “significato”… come i “Magi”… non si “accontentano”, camminano, cercano, domandano e si interrogano… e trovano…

L’intelligenza profonda… il “senso”… il DNA della fede.

Il dono.

La Rivelazione.

L’Epifania di Dio per i cercatori di Speranza,

“Dov’è?”

L’inquietudine dell’Oltre… e il giungere in quella “casa”.

Se so che cosa cercare… lo trovo.

Dio si “fa trovare”.

Dio “si rivela”.

Non basta “cercare”, bisogna “trovare”, “entrare” nella casa, “vedere” Maria e il bambino.

Ho camminato, mi sono “mosso”, ho “guardato”… e Dio è lì…

E “vedo” Dio, e mi inginocchio, e lo adoro…

Il verbo “adorare” usato nella sua connotazione ebraica (shiddeq) e in greco PROSKUNEO…, rendere omaggio, riverire (da pros, verso, nei riguardi di e kuneo, baciare definizione tratta da Lessico manuale di greco del NT] di G. Abbott-Smith, terza edizione ) è la parola usata in prevalenza per indicare adorazione” , è “rendere omaggio”, prostrarsi, ma è anche  dunque “baciare”.

Un segno d’amore per il Dio Amore.

Non mi “inchino” come un suddito, ma “bacio” con un amore libero il Dio Amore.

Dio “incontrato nell’amore”.

Cammino …percorro sentieri…

Non basta “interrogare”, non basta consultare… (come Erode, gli scribi, i Sommi sacerdoti, i sapienti dottori della legge…), occorre camminare, riconoscere  e adorare.

Se non “riconosci” Dio, non lo trovi, o lo trovi in piccoli dei surrogati…

Se voglio “trovare” Dio alzo gli occhi, muovo i piedi, piego le ginocchia…apro il cuore… faccio vivere quel dono che è la Fede che ho ricevuto…

Se non amo, non trovo, non “mi muovo”, non cerco, non cammino… interrogo e ho paura, temo, faccio “indagare”, “informarsi”… ma poi,ordino di “uccidere” per presunzione e rischio di perdere il potere, il trono…

Se non amo non porto doni per il Dono.

Dov’è Dio?

Dio è dove è anche l’uomo.

Dio è nel Dono di sé che si fa dono.

Dio è sul cammino dei cercatori e si fa trovare.

Ma non basta…

Se “lo trovo” provo una “grandissima gioia” e la gioia mi fa avvertire il desiderio di riprendere a camminare, di andare per altre strade, per “ritornare”, non per la strada già percorsa, ma per strade nuove, e su quelle “strade nuove” incontrerò altre persone, altra gente… e racconterò la mia gioia, il mio cammino,il mio stupore, la mia adorazione…

Dov’è Dio?

Nella gioia.

E nella gioia trovo Dio.

E in Dio trovo “pienezza”.

Dov’è Dio?

Nel cuore di chi lo ama.

Non apro “scrigni”, apro il mio cuore per far entrare Dio.

E i Magi “fecero ritorno”…

Il verbo potrebbe essere anche tradotto con “si ritirarono”…

Voglio leggere questo “ritiro” come esperienza del cristiano… pellegrino, homo viator verso la sua “patria”, quella per cui Cristo ha “preparato un posto”.

Ho “trovato” Dio, in quella casa, si è Rivelato, lo porto con me, lo annuncio al mondo… ma sono consapevole che “sono nel mondo ma non del mondo” (cfr. Gv 15,18-21)…

Cittadini del cielo.(cfr. San Paolo)

Cittadini, e “genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (seconda lettura), chiamati per essere salvati, nella Chiesa,per ascoltare la Parola e la promessa realizzata da Cristo.

Chiamati dunque a “entrare” nel Mistero, chiamati a vivere la fede, a testimoniare la gioia, a vivere il dono della testimonianza.