Anche il film di questa settimana deriva da un romanzo: “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa (vincitore del Premio Strega 2009): ma veniamo trasportati in un’altra epoca e in tutt’altra ambientazione. Siamo nel periodo del Barocco italiano, tra i più eleganti e controversi della storia, con le musiche di Antonio Vivaldi, compositore che ha avuto alterne fortune in patria e all’estero. In realtà le vicende narrate non riguardano tanto il celebre violinista, quanto una talentuosa e valente fanciulla che, come accadeva all’epoca, proprio perché donna non fu riconosciuta come creatrice e grande musicista.
Venezia, 1716. Ci troviamo nel più grande orfanotrofio di Venezia, l’Ospedale della Pietà: qui i bambini abbandonati però hanno qualche possibilità in più, se si dimostrano volenterosi possono proseguire negli studi e sperare, chissà, in una vita diversa e migliore. E, pare quasi incredibile, ma la stessa sorte può toccare alle bambine più fortunate e dotate. Le orfane più brillanti vengono avviate allo studio della musica e a diventare componenti dell’orchestra: che è una delle più apprezzate al mondo.
Qui viene portata Cecilia che fin da piccola appare come molto interessata alla musica e al violino: le ragazze suonano anche per il pubblico, ma nascoste dietro a una grata poiché non possono mostrare il loro volto. Ma qualcosa cambia quando sopraggiunge il nuovo insegnante di violino: Antonio Vivaldi. Egli è personaggio particolare, titubante e ammalato, ma di grande talento; inoltre è un sacerdote che non può celebrare la messa proprio per motivi di salute e per questo, e a causa della sua chioma ramata, viene soprannominato “il prete rosso”. Vivaldi intuisce il talento di Cecilia, e così riesce a risvegliare le doti musicali della ragazza. Proprio in questo periodo il musicista compone il suo capolavoro “Le stagioni”: le melodie dell’autore ci accompagnano lungo la visione del film.
Primavera
di Damiano Michieletto
paese: Italia, Francia 2025
genere: drammatico, storico
interpreti: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi
durata: 1 ora e 50 minuti
giudizio: interessante-bello


