Prevalgono le luci nel Rapporto Oti Piemonte 2026, il monitoraggio sulle 71 infrastrutture cruciali per il sistema produttivo regionale. L’analisi, curata da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte con Regione Piemonte, Fondazione Slala e le Accademie Piemonte Logistica, Costruzioni e Infrastrutture, fotografa 27 opere in progettazione, 9 proposte, un servizio di trasporto combinato, 30 cantieri aperti e 4 interventi conclusi nel 2025.
Nel 2026, anche grazie alla chiusura del Pnrr che ha sostenuto 9 opere monitorate, si prevede il completamento di altre 15 infrastrutture. Entro il 2033 saranno 42 quelle ultimate, per un valore complessivo di 30 miliardi. Dal 2001 a oggi risultano già concluse 24 opere tra metropolitane, strade, ferrovie, interporti e trafori.
Restano però le criticità: 31 interventi sono in linea con il cronoprogramma, 22 in ritardo (dato stabile) e salgono da 5 a 9 quelli in grave ritardo. Le opere in stand by sono 7.
Tra i 30 cantieri attivi, 19 rispettano i tempi, 10 sono in ritardo e uno in grave ritardo: la Statale 33 del Sempione, con i lavori di Villadossola non ancora avviati. Salgono a 11 le opere in fase preliminare e a 15 quelle in progettazione definitiva; le proposte progettuali sono 9, con i nuovi ingressi del collegamento Albenga-Altare e del casello di Predosa.
Escono dal monitoraggio, perché completate nel 2025, il potenziamento della stazione di Rivalta Scrivia, il raddoppio del traforo del Frejus, l’autostrada Asti-Cuneo e la tangenziale di Fossano.


