(Matteo Pavani) – Nelle Parrocchie di San Giacomo e San Michele in Rivarolo Canavese, la Festa di San Giovanni Bosco si è trasformata in un vero e proprio percorso di crescita, scandito da tre sabati di festa e di comunità: 17, 24 e 31 gennaio.
Tre appuntamenti diversi tra loro, ma uniti da un filo conduttore chiarissimo: l’educazione come vocazione, come stile di vita, come scelta quotidiana. Un’educazione che, come ricordava Don Bosco, non è mai soltanto regole o “buone maniere”, ma relazione, ascolto e cuore.
Il primo appuntamento, nel pomeriggio di sabato 17 gennaio, ha visto protagonisti i ragazzi del post-Cresima, gli Animatori e la Branca E/G del Gruppo Scout Rivarolo 1, riuniti in Oratorio per un momento di formazione e di gioco. Il tema scelto non poteva essere più salesiano: “L’educazione è cosa di cuore e Dio solo ne ha le chiavi”.

È una frase che sintetizza l’intero metodo educativo di Don Bosco: per accompagnare davvero un giovane non basta “dirgli cosa fare”, ma occorre conquistare fiducia, entrare in dialogo, saper leggere ciò che spesso non viene detto. La formazione si è intrecciata con il gioco, perché anche questo è un tratto tipico della tradizione salesiana: imparare divertendosi, crescere insieme, fare esperienza in modo concreto.
La sera dello stesso sabato, lo spirito di famiglia si è fatto ancora più evidente con la grigliata offerta dal Gruppo Genitori ai giovani delle scuole superiori, rimasti in Oratorio per condividere un tempo semplice e prezioso. La cucina, cuore logistico e affettivo di ogni festa, è stata guidata con dedizione da Anastasia Vona, Giovanna Principato, Marisa Burlando e Rosaria Ciampolillo, che hanno permesso a tanti ragazzi di sentirsi accolti e “a casa”.

In un’epoca in cui spesso i giovani cercano spazi dove essere visti e ascoltati, una serata così diventa molto più di un pasto: è comunità che si prende cura.
Il secondo appuntamento, sabato 24 gennaio, ha unito festa e profondità spirituale.
La giornata, infatti, coincideva con la memoria liturgica di San Francesco di Sales, santo che ispirò Don Bosco e che ne influenzò lo stile pastorale: dolcezza, pazienza, fiducia nella grazia. L’Eucaristia è stata presieduta da Don Francesco Mosetto, sacerdote salesiano della Comunità di San Benigno Canavese. Il celebrante, noto biblista e storico del Canavese, ha aiutato l’assemblea ad approfondire il legame tra Don Bosco e l’opera di San Francesco di Sales, mostrando come il carisma salesiano affondi le radici in un modo di vivere la fede concreto e accessibile, capace di parlare al cuore delle persone.

La conclusione della festa è arrivata sabato 31 gennaio, nel giorno liturgico dedicato a San Giovanni Bosco, con un pomeriggio interamente pensato per i bambini del Catechismo e i Lupetti del Gruppo Scout. Dalle 15 alle 17 l’Oratorio si è riempito di energia, sorrisi e movimento grazie ad attività e giochi ispirati al sogno di Don Bosco “L’inondazione e la zattera salvatrice”. Dopo l’accoglienza e la scenetta iniziale, i bambini si sono cimentati in 8 stand, con una missione ben precisa: recuperare il materiale necessario a riparare la zattera guidata da Don Bosco. Un gioco avvincente, ma anche un messaggio educativo limpido: di fronte alle difficoltà non si scappa, si collabora; la salvezza passa dal costruire insieme, dal mettere ciascuno un pezzo, dal non lasciare indietro nessuno. Al termine delle attività, i Catechisti hanno offerto a tutti pane e nutella: un gesto semplice, quasi “di altri tempi”, ma capace di raccontare l’essenziale dello spirito dell’Oratorio.
La giornata si è poi conclusa con il momento più solenne: alle 17.30 la Santa Messa in onore di San Giovanni Bosco, presieduta dal Viceparroco Don Antonio Luca Parisi, con la presenza dei Diaconi Simone Mezzano e Livio Bellino. Hanno preso parte alla celebrazione anche i membri dell’Associazione ex-Allievi di Don Bosco, segno di un’eredità che continua nel tempo e che non si esaurisce con l’età giovanile.
La liturgia è stata animata dal Coro Giovani diretto da Julia Parla, con un servizio musicale ricco e curato: all’organo Denise Furno e Andrea Bertaldi, al flauto traverso Anita Zuffi e alla chitarra Marco Ottino.
Durante la celebrazione, un’attenzione particolare è stata data al tema della vocazione, cuore della festa e, in fondo, della vita cristiana: scoprire per che cosa si è al mondo e a chi si è chiamati a donarsi.
In questo senso, è stata significativa la testimonianza di Carlo Di Michele e Luca Bisconti, novizi dell’Oratorio di San Filippo Neri in Ivrea, che hanno condiviso la loro esperienza e il cammino di discernimento.
Tre sabati, tre linguaggi diversi – formazione, comunità, liturgia, gioco, testimonianza – ma un unico orizzonte: far crescere persone capaci di amare, scegliere e sperare.
La Festa di San Giovanni Bosco a Rivarolo Canavese non è stata soltanto un evento “da calendario”, ma un’occasione concreta per ricordare che l’Oratorio è casa, scuola di vita e palestra di fede.
E che, come insegnava Don Bosco, l’educazione si fa davvero solo quando passa dal cuore.


