Erano veramente tanti, più di 150, i ragazzi che hanno partecipato alla bella iniziativa dell’Oratorio parrocchiale di Rivarolo Canavese, sabato scorso 3 febbraio.

Guidati dal Vice Parroco, Don Antonio Luca Parisi, i giovani hanno parlato proprio di…Oratorio.

Riscoprendo tutta l’attualità del carisma salesiano e del progetto educativo di San Giovanni Bosco.

Più che naturale prendere le mosse, per una giornata che ha unito impegno, divertimento, preghiera, gioia di stare insieme, da un anniversario importante: il secondo Centenario dal “Sogno” di quel bambino della Frazione Becchi di Castelnuovo d’Asti, ora Castelnuovo Don Bosco.

Il sogno che farà scoprire a Giovannino, che aveva 9 anni (San Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815), la via di una vocazione.

Il sogno che rivela, anche quando non svela del tutto, due fondamentali verità.

Leggiamone una bella presentazione cliccando qui.

La prima, sta proprio nel “dubbio”, così assonante con quello di Maria, che “si domandava che senso avesse” quel così singolare saluto dell’Angelo.

Anche Giovannino è tutt’altro che un credulone, come uno che, ad esempio, sia permeabile all’illusione della magìa, alle scorciatoie degli oroscopi.

Quando vede fiere pericolose mutarsi in agnelli è disorientato.

Confessa di non capire.

La seconda verità sta proprio qui: certo, nella nostra condizione di minorità, non possiamo illuderci di tutto capire, comprendere, cioè “contenere”, ridurre alle nostre categorie intellettuali, verità non soltanto più grandi, ma assolute.

Ma, nel sogno, ecco la parola che infonde fiducia: a suo tempo ti verrà dato di capire.

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La giornata, condotta nell’Oratorio di San Michele, ha offerto tante iniziative, condotte anche nel segno della rappresentazione, con gli Animatori che hanno preparato scenette ben ordinate anche per illustrare una pedagogia dell’incontro.

Quattro gli “ambienti” presentati: la casa che accoglie, la scuola che insegna ed avvia alla vita, la Chiesa che evangelizza e prepara ai Sacramenti ed infine il cortile, come luogo dell’incontro, della condivisione, dell’amicizia.

Sappiamo quale fosse la condizione di tanti ragazzi che arrivavano anche da lontano nella società duale perché disuguale della Torino già protagonista di una nascente e nuova industrializzazione.

Storie di emarginazione, di sfruttamento, di degrado, di solitudine.

Che non aiutavano certo la promozione della persona umana.

Così, ecco allignare le insidie, l’aprirsi vie e percorsi di vita che portano al male e rendono i cuori induriti.

Ma – è questo l’insegnamento più persuasivo – in ogni cuore, anche in quello che pare essersi definitivamente chiuso, c’è sempre un punto di accesso al bene.

Un punto di accesso che sta proprio agli educatori andare a cercare, senza mai darsi per vinti.

Anche per quelle persone che hanno intrapreso strade, le più accidentate della vita, che si ritrovano in territori impervi; persone che non cercano più nessuno e da nessuno sono più cercate: al tempo di Don Bosco, non di rado, nemmeno la Chiesa le andava più a cercare.

Ma c’è chi non si è mai stancata e mai si stancherà di venire a cercarci, anche se abbiamo percorso quelle strade, anche se ci siamo ridotti in quei territori desolati ed impervi e apparentemente inaccessibili al bene: è la Madonna, che non abbandona nessuno e mai smetterà di cercarci.

Ispirandoci a Maria, consegnandosi al suo esempio, fiduciosi che ne sia possibile l’imitazione, sapremo trovare in chiunque quel “punto di accesso” al bene pensato dal Padre per il cuore di ciascuno.

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La giornata – di cui racconta questa piccola gallery – è state una giornata piena di gioia, con tanti momenti di vita in comune (non ultima, la preparazione delle frittelle) con il contributo particolare di ragazze e ragazzi di seconda Media, che quest’anno hanno ricevuto la S.Cresima.

Infine, non dimentichiamo il contributo che, alla riuscita della giornata, hanno assicurato tanti genitori, la cui presenza è stata molto gradita ed apprezzata.

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