Non seguire sogni o ideali, ma guardare in faccia Cristo”.

Questo è il tema che i Memores Domini, l’associazione dei laici consacrati di Comunione e Liberazione, hanno voluto approfondire negli ultimi esercizi spirituali che si sono svolti a Rimini lo scorso fine settimana e iniziati il 24 febbraio, proprio in concomitanza con la celebrazione eucaristica tenuta dal vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Cerrato, alla presenza di diversi sacerdoti della diocesi, per ricordare il 18° anniversario della salita in cielo del servo di Dio monsignor Luigi Giussani, fondatore di CL.

La Santa Messa ha avuto luogo a San Benigno, grazie all’ospitalità dell’abate don Mario Viano.

La celebrazione è stata animata con alcuni canti nati della storia di CL e dai canti delle sorelle di Maria Stella del Mattino.

Il vescovo ha ricordato agli aderenti del movimento e alle altre persone presenti come don Giussani avesse indicato una nuova modalità per i cristiani di vivere la sfida della contemporaneità.

In questi tempi bui, dove le emozioni prendono il posto della ragione, dove il vero e il non vero si intrecciano e si annullano, occorre seguire chi ha invece uno sguardo sulla realtà secondo la totalità dei suoi fattori, ha sottolineato monsignor Cerrato.

Don Giussani ha sempre evidenziato nei suoi testi che la natura della ragione è rapporto con l’infinito perché la vita è volontà di penetrare l’ignoto.

L’Ulisse dantesco e Giacobbe sono due esempi che don Giussani ha voluto indicare alle migliaia di persone che lo hanno seguito dal 1954 fino alla sua morte avvenuta il 22 febbraio 2005.

L’incontro con il Signore ci segna profondamente per la vita e solo così si può affrontare la crisi della cultura moderna perché Dio cammina con noi.

Ma per poter incontrare Gesù occorre imbattersi in una compagnia di uomini che già lo conoscono, compagnia che è chiamata Chiesa, unica modalità – come evidenziava anche sant’Agostino – che può avvicinare l’uomo a Dio.

Il vescovo ha concluso ricordando, come è stato per don Giussani, che Gesù è l’unica risposta esaustiva al desiderio del cuore dell’uomo, al quale – con semplicità – dare tutto.

Al termine della celebrazione, il parroco di Castelnuovo Nigra don Gianni Malberti, che conobbe personalmente don Giussani, ha ringraziato il vescovo per le significative parole pro[1]nunciate nel corso dell’omelia.

Quindi i partecipanti si sono trovati insieme per un momento conviviale: effettivamente non seguire sogni ma Cristo rende il cuore colmo di letizia.

c.l.

Redazione Web