“Volevo solo scomparire in un abbraccio”: è una frase della canzone “Cosa mi manchi a fare” del cantautore Calcutta, ed è diventata il simbolo di una lotta e di un ricordo. Esiste un murale a Milano, in via Santa Radegonda (parallela al retro del Duomo), in cui l’artista Fabio Ingrassia ha voluto immortalare il viso della ragazza e la frase suddetta.

Il caso di cronaca è del novembre 2023. Ha scosso le coscienze e i pensieri di tutti poiché la famiglia di Giulia Cecchettin era quella che si poteva definire una famiglia “normale”; quindi la domanda successiva è: potrebbe capitare anche a noi? Ma, senza soffermarci sui particolari di un fatto di cronaca terribile, si può ricordare il sorriso di Giulia e quello che ci ha insegnato.

Il film di oggi serve a ricordare e, come hanno richiesto i familiari, per fare rumore. Fossò, Padova, novembre 2023. Giulia ha 22 anni, si deve laureare a breve in Ingegneria biomedica. L’11 novembre però non rientra a casa dopo l’incontro con il suo ragazzo Filippo (anzi ex fidanzato, poichè la giovane ha deciso di lasciarlo a causa di alcune incompatibilità). Il mancato rientro a casa è strano, Giulia è sempre puntuale. Il giorno dopo il padre (in accordo con l’altra figlia Elena) decide di avvisare la Polizia e avviare le ricerche.

Il film della regista Paola Randi ripercorre le vicende narrate. Conosciamo già il suo modo di lavorare, grazie al film “Tito e gli alieni” e alla sua attività di sceneggiatrice e docente di cinema.

Il ricordo del padre di Giulia, Gino Cecchettin, il suo dolore sobrio, la fermezza del suo sguardo ci possono essere d’aiuto per cercare un mondo migliore: oggi esiste una Fondazione “Giulia Cecchettin”, contro la violenza di genere e rivolta a coloro che hanno bisogno di un punto d’ascolto o si trovano in situazioni di questo tipo.

Se domani non torno

di Paola Randi
paese: Italia 2026
genere: drammatico
interpreti: Filippo Timi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Tecla Bossi
durata: 1 ora e 47 minuti
giudizio Cei: consigliabile, realistico, dibattiti