(elisabetta acide) – “Ascoltare con il cuore” credo sia una delle “qualità” più belle che come persone possiamo esercitare.

Certo l’organo dell’udito è quello che ci permette di percepire i suoni, di udire le voci, di sentire le parole, ma il cuore è quello che “dà voce” al nostro ascoltare.

“Ascoltare con il cuore” è l’esperienza dei volontari di Telefono amico, associazione di volontariato che opera sul territorio nazionale con diverse esperienze ed associazioni, la cui “Essenza” sta nell’ essere ascoltatori attenti, “voci” che dialogano, “fili” di pensieri che attraverso il telefono raggiungono case, luoghi di lavoro, solitudini, persone, drammi, difficoltà, ma anche gioie e pensieri.

L’ essere ascoltati è una necessità dell’essere umano e, mai come ora, abbiamo bisogno di parole, in un tempo di rumori, caos, comandi vocali e tutorial, di AI, e di assistenti digitali… ciò di cui abbiamo bisogno è una “voce amica”, “umana” come solo la persona sa pronunciare.

Il gruppo di volontariato Telefono amico, ha beneficiato, in Piemonte, dell’aiuto di una personalità profetica, di un vero “Prete della carità “don Mauro Stragiotti, uomo e sacerdote che ha saputo vivere il messaggio evangelico dell’amore al prossimo, in tutti i suoi volti e nei volti di chi incontrava.

Don Mauro aveva compreso già allora il “bisogno” dell’accoglienza delle solitudini, delle parole pronunciate ed ascoltate, della necessità di essere “prossimi” e vicini anche da lontano, ed aveva dato vita all’ associazione che ancora oggi opera nel territorio vercellese e sul territorio nazionale (la rete è nazionale per garantire L’ anonimato), grazie alla “Voce” ed all’ impegno di volontari che svolgono presso l’associazione la loro opera.

I gruppi che operano nella regione hanno fatto crescere quel “Seme” piantato da don Mauro, il granello che nel tempo è diventato “pianta”, ed ha intercettato i bisogni del nostro tempo: il parlare senza ascoltare, comunicare senza parlare e sentire senza ascoltare.

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Il primo centro di ascolto telefonico appare a New York nel lontano 1906 con il nome di Safe a Life.

L’iniziativa, voluta da alcuni volontari, aveva l’obiettivo di arginare un fenomeno sociale allarmante diffusosi nella metropoli americana in quei tempi, a causa dei veloci processi d’industrializzazione: il suicidio, quale atto estremo per mettere fine alle proprie sofferenze.

L’ attività si diffuse anche in Italia, è più precisamente a Milano nel 1964 con Telefono Amico Mondo-X di padre Eligio Gelmini e, nello stesso anno, iniziano l’attività anche il centro di Genova (Voce Amica) e quello di Torino (Telefono Amico).

Per maggiori informazioni: rete CeVi.t.a. Telefono amico, un coordinamento di centri di ascolto – clicca qui -.

Telefono Amico CeVita, costituito per fornire un servizio totalmente gratuito raggiungibile da tutto il territorio nazionale 24 h su 24 al numero 0299777.

“Ascolta tendendo l’orecchio del tuo cuore”

Ecco quello che si impegnano a fare i volontari, che dopo un corso di formazione, svolgono la loro opera presso la sede vercellese.

I volontari garantiscono apertura e disponibilità all’ ascolto e riservatezza, salvaguardando l’anonimato.

Le “storie” sono diverse, tutte uniche ed importanti, le “storie” sono la “storia” di telefono amico, sono le “persone” dietro alle voci, sono i “Volontari” che nell’ accogliere le storie, percorrono un “pezzo di strada” insieme, attraverso quei dialoghi, quelle parole, quei racconti…

Tutti nella vita, hanno momenti di incertezza o di difficoltà; o semplicemente hanno bisogno di sentirsi accolti, ascoltati, non giudicati … e telefono amico è lì ad accogliere, ad ascoltare, ad “‘esserci” con il cuore.

E le storie sono state e sono davvero tante.

Ecco che tutti possono “ascoltare”.

E in un anno le telefonate sono tante, perché il bisogno di ascolto è tanto.

E ogni anno telefono amico, anche la sezione di Vercelli, cerca volontari, per continuare ad esserci per tutte le persone che hanno bisogno di essere ascoltate.

Un servizio che offre davvero “una voce amicizia”, come sottolinea Elisabetta, una volontaria “cerco di trasformare Il telefono, il mezzo più diffuso della contemporaneità in uno strumento utile per offrire parole e “contatto” a chi ha bisogno di sentirsi accolto, a chi ha bisogno semplicemente di un “Ci sono”, “ti ascolto”, “sono qui per te”.

Cerco di ascoltare e leggere i vissuti di chi ascolta, esercitando un ascolto attivo ed empatico, provando a instaurare un dialogo.

Chi chiama chiede di  essere ascoltato perchè ha bisogno di esprimere i propri stati emotivi senza la preoccupazione di essere di peso del “ giudizio”, ha bisogno di quella disponibilità che a volte per timore, per solitudine , per difficoltà, non si trova nel “quotidiano”.
Telefono amico e’ quindi quella voce che “getta una mano”, attenta e sensibile , prova attraverso la relazione telefonica libera da pregiudizi, di mettere la persona in grado di gestire il proprio problema, quando questo non può essere risolto, restituendole fiducia in se stessa e negli altri.

“Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente”. (Ernest Hemingway).