Ti lodiamo Signore per i piccoli che Ti hanno testimoniato durante il 2025, un anno che tanti sacrifici ha chiesto soprattutto a loro, agli ultimi e ai dimenticati.
Tre immagini aiutano in questa paradossale lode al Signore, mentre tanti innocenti vengono uccisi per il potere, il possesso, la cupidigia, la voglia di potenza e l’ideologia dell’onnipotenza dell’uomo.
1. La piccola parrocchia di Gaza ha condiviso e sofferto la lunga guerra che ha ucciso tanti bambini! Il 17 luglio un proiettile ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia. Parte del muro e del tetto sono crollati: tre morti e 10 feriti, tra cui il parroco don Gabriel. La croce sulla sommità della facciata è rimasta intatta e la comunità fedele. Il Cardinale Pizzaballa durante la messa di Natale, in quella stessa chiesa ha celebrato 9 prime comunioni e il battesimo di un neonato. “La Sacra Famiglia non ha trovato un posto dove passare la notte, il che ci ricorda la vostra situazione […]. La via di Dio è la via dei poveri e dei semplici […]. Ricostruiremo: le nostre scuole, le nostre case e le nostre vite”.
2. Nella spianata di Tor Vergata, durante il Giubileo dei Giovani c’è stato un momento che molti porteranno nel cuore più di ogni altro. Non è stato un canto, né un applauso, né una parola pronunciata dal palco. È stato un silenzio. Un silenzio grande, condiviso, vissuto da centinaia di migliaia di giovani arrivati da tutto il mondo. Di fronte all’Ostia esposta sull’altare c’è stato silenzio, nella preghiera e nell’affidamento. Non ricorderemo tutte le parole del Giubileo, ma certamente ricorderemo quell’istante in cui una moltitudine di giovani ha scelto di ascoltare la voce del Mistero.
3. Infine, l’anno si chiude con la festa dei Santi Innocenti. Nell’ospedale degli Innocenti a Firenze, nell’antico refettorio delle bambine, c’è un grande affresco di Bernardino Poccetti. Da un lato la straziante scena della strage dei bambini voluta dal potente Erode: le donne fuggono disperate e arrivano al loggiato dell’ospedale, dove i loro figli potranno salvarsi. Dall’altro lato, la violenza cede di fronte alla tenerezza della carità, con la vita quotidiana dello Spedale, fatto di cura e accoglienza, sotto la protezione di Maria.
“Il Natale è la buona notizia che questo luogo c’è, non nel cielo di un sogno, ma nella terra di una realtà carnale” (Don Giussani).
Per tutto questo, O Dio, Ti lodiamo.


