Vaccino anti Covid, va in scena la discriminazione delle badanti

“Gli operatori delle Rsa sono stati vaccinati e anche i caregiver. Perché le badanti, che fanno lo stesso lavoro, non hanno gli stessi diritti?” La protesta di DOMINA.

Sono iniziate le vaccinazioni anti Covid per i familiari che assistono un loro congiunto malato o disabile. Prima di loro, tutti gli operatori delle Rsa. E le badanti? Hanno le stesse mansioni: si occupano della cura di persone non autosufficienti, la maggior parte anziani, spesso 24 ore su 24, ma non sono considerate tra le categorie prioritarie.

La nota di protesta viene da DOMINA (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico). “La questione può essere sintetizzata con un semplice sostantivo: discriminazione”, protesta LORENZO GASPARRINI, segretario generale di DOMINA. “Le organizzazioni del settore (associazioni di datori di lavoro e sindacati) sollecitano da mesi il governo a considerare l’opportunità di vaccinare prioritariamente tutti i lavoratori che assistono gli anziani non autosufficienti a domicilio. D’altronde, basterebbe poco per mettere in sicurezza loro e gli anziani assistiti: in Italia le badanti e i badanti regolari sono poco più di 407mila (elaborazioni Osservatorio nazionale DOMINA su dati Inps)”.

La domanda di cura domestica nel nostro Paese cresce anno dopo anno, infatti, il saldo tra assunzioni e cessazioni dei contratti per badanti, tra febbraio e giugno 2020 in Italia è di +8.622 unità, con una crescita del 97% rispetto allo stesso periodo del 2019. “Se non si vaccinano al più presto le badanti, con le varianti del virus in circolazione, a rimetterci saranno gli anziani che si affidano alle loro cure, è una questione di sicurezza e di priorità”, conclude Lorenzo Gasparrini.

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