Un primo campo ACR nella Casa Regina del Cielo ad Inverso ha coinvolto, dall’11 al 16 giugno scorsi, alcuni ragazzi guidati da giovani animatori.

Gli incontri con gli assistenti diocesani hanno segnato momenti di riflessione e di dialogo su temi spirituali e non solo.

Un pomeriggio don Giuseppe Sciavilla, assistente del settore Giovani, li ha incontrati per parlare della comunicazione religiosa attraverso il cinema.

Lo ha fatto proponendo un film del 1989 tanto caro a San Giovanni Paolo II, “Francesco”: una delle più belle pellicole della filmografia della regista emiliana Liliana Cavani che rappresenta una sorta di idea centrale della sua carriera cinematografica.

Il poverello di Assisi viene presentato come un convertito che non smette di ricercare Dio nella sua vita fino ad arrivare a sperimentare la presenza delle stimmate, segno tangibile della Sua vicinanza.

Questa scena mistica indica anche il percorso interiore e spirituale di Liliana Cavani che in gioventù ha avuto dei legami con l’Azione Cattolica emiliana.

Gli sviluppi della sua ricerca spirituale si devono proprio a quella esperienza di Ac che la regista, ora novantenne, ha incontrato a Carpi più di 70 anni fa.

Al termine della visione i ragazzi hanno affermato di essere stati particolarmente toccati dalla scena in cui Dio finalmente risponde a Francesco donandogli i segni della crocifissione, rendendolo quindi, in un certo modo, simile a Lui e “dall’intensa felicità manifestata da Francesco che aveva dato tutto il suo amore a Dio”, ha detto Pavli, e Carlo, palesemente emozionato, ha aggiunto: “È un film veramente interessante e commovente”.

Carlotta, giovane animatrice, ha colto la grande disponibilità di Francesco verso i fratelli: anche quando aveva sentito forte l’esigenza di stare solo, non negò all’amico Leone la possibilità di raggiungerlo qualora ne sentisse il bisogno; mentre l’animatrice Chiara ha osservato: “Il paesaggio scelto per l’ambientazione (le montagne abruzzesi, non umbre come ci si aspetterebbe) è fondamentale per creare l’atmosfera necessaria a comprendere meglio la fede di San Francesco. Il film trasmette messaggi molto importanti, sanciti nella Regola francescana con le grandi difficoltà incontrate nello scriverla. È evidente poi il fatto che Dio non abbandona mai: Francesco cerca, con intensità e vera passione, di comunicare con Lui, e ad un certo punto si sente solo, abbandonato, ma, proprio quando si sente perso, ecco che Dio gli risponde, donandogli le stimmate: una scena davvero emozionante. La regista è riuscita a trasmettere chiaramente il messaggio del poverello di Assisi e posso affermare di avere approfondito molto, con questa visione, le mie conoscenze riguardo alla vita, le opere e gli ideali di San Francesco e Santa Chiara, giovani da prendere sicuramente come guida per intraprendere una vita da veri cristiani”.

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Redazione Web