Commento a Mt 25,1-13
Domenica 8 novembre la liturgia propone il Vangelo delle dieci vergini (Mt 25,1-13) .
Le dieci vergini escono tutte insieme, con la stessa lampada accesa e lo stesso desiderio di incontrare lo sposo. Da fuori sembrano uguali. La differenza sta in un dettaglio che non si vede: l’olio, portato in piccoli vasi. Lo sposo tarda, tutte si assopiscono, e solo nella notte si capisce chi si è preparato davvero.
Che cos’è l’olio nel Vangelo
Il testo dà degli indizi. Le stolte si sentono dire «non vi conosco», e l’olio ha a che fare con un legame personale, con una comunione vissuta con il Signore. «Stolto» e «saggio» tornano poi alla fine del discorso della montagna: stolto è chi ascolta la Parola ma non la pratica, saggio chi la custodisce e la vive.
L’olio è allora la fede perseverante, fatta di tanti piccoli vasetti: i nostri «sì» quotidiani alla preghiera, al lavoro ben fatto, alla tavola apparecchiata. E poi i «sì» che costano. Un povero accolto, una critica evitata, un gesto d’affetto donato quando è faticoso.
Perché le sagge non cedono l’olio
Non è mancanza di carità: nessuno può dire «sì» al posto nostro. Possiamo pregare gli uni per gli altri e sostenerci, ma i passi concreti toccano a ciascuno. Nessun santo può renderci santi al posto nostro. Intercede, ma il cammino è il nostro.
Quante volte ci siamo fermati a cercare un colpevole, scaricando su altri le nostre responsabilità? Le ferite e gli scandali pesano, certo. Ma il Signore ci chiama a prendere in mano la nostra vita e a esserne protagonisti.
Allora ci chiediamo che cosa c’è oggi nei nostri vasetti. Quanti «sì» abbiamo detto questa settimana, anche piccoli e nascosti? Quale passo rimandiamo da tempo, nella direzione che il Signore ci ha fatto intuire? E se lo sposo arrivasse questa notte, ci troverebbe svegli, con la lampada accesa?
Vegliare non è vivere nell’ansia, ma custodire ogni giorno la fiducia di chi ama. Non sappiamo né il giorno né l’ora, e per questo ogni giorno è l’occasione buona. Il bene che posso fare io non lo può fare nessun altro.
Mt 25,1-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini
e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».


