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Vangelo del 15 aprile

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno

Lc 24,35-48

Una caratteristica unifica tutte le prime apparizioni di Gesù risorto: nessuno lo riconosce! Gli “Undici e gli altri” prevalentemente stavano a Gerusalemme.
Due di loro, il terzo giorno, si misero in cammino da Gerusalemme verso Gerico, conversavano tra di loro, su quanto era accaduto nei giorni precedenti a Gerusalemme. A loro insaputa, Gesù in persona, si unì a loro: finse di ignorare gli eventi e li interrogò sull’accaduto. Seguì un lungo discorso da parte di Gesù, un rimando alle Scritture che lo riguardavano. Neanche questo bastò per aprire loro gli occhi. Prevaleva in loro la preoccupazione, che si faceva sera, e il buio avrebbe reso più insicuro il loro cammino.
Lo invitarono a fermarsi con loro a cena. In quel momento conviviale Gesù mentre erano a tavola si manifesta loro nello “spezzare il pane”. I due prendono coscienza che Gesù, risorto, aveva camminato con loro, senza che se ne fossero accorti. Scrive l’evangelista che subentrò in loro il rimorso per non averlo riconosciuto.
Tornati a Gerusalemme, trovarono gli Undici e gli altri, riuniti a commentare l’apparizione a Simone, non solo alle donne! Loro aggiunsero una prova in più, con loro “aveva benedetto e spezzato il pane”. Si ricordarono di quel gesto affidato alla comunità dei discepoli: fate questo in memoria di me. Fino a quel momento, Gesù era apparso a pochi: alle donne prima, e in seguito agli uomini.
Diverse le reazioni di accoglienza: Maria di Magdala, lo riconobbe quando si sentì chiamata per nome. I due discepoli, lo avevano riconosciuto mentre cenava con loro. Amicizia e condivisione sono i primi segni della risurrezione di Gesù. In questi incontri prevale un rapporto personale e umano, prima che istituzionale.
Mentre erano riuniti nel cenacolo, Gesù in persona apparve in mezzo a loro con il saluto: “Pace a voi!”. Fra i presenti prevale stupore e spavento, pensavano di avere a che fare con un fantasma. Gesù li incoraggia: “Perché siete turbati, perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio io”.
Dopo queste rassicurazioni comincia il “disgelo” fra i discepoli e Gesù, e subentra gradualmente una grande gioia. Per rassicurarli ulteriormente chiede qualche cosa da mangiare. E’ in quel contesto di umanità, misto di incredulità e gioia che, ieri come oggi, Gesù richiama le Scritture e affida la predicazione nel suo nome.
Promettendo loro l’aiuto del Padre, chiede a quella prima comunità, e a tutti noi oggi, di essere suoi testimoni.

Ezio Actis Perino

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione
e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

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