Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

martedì 13 Gennaio 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

martedì 13 Gennaio 2026

Il 29 e 30 dicembre

RIVAROLO CANAVESE - Un bel ritiro natalizio a Oulx per 48 Animatori e ragazzi post Cresima - Accanto ai momenti di riflessione non sono mancati tempi di svago e dinamismo.

L’iniziativa è stata organizzata da Don Antonio Luca Parisi, supportato dal Diacono Simone Mezzano e dall' Educatore Alessandro Elia

(alessandro elia) – Dal 29 al 30 dicembre 2025 gli Animatori e i ragazzi del post-Cresima...

Natale di comunità nella "casa" Parrocchia

BORGO REVEL - Il musical di Natale prepara la S.Messa della Notte - La bellezza di stare insieme aspettando il Redentore - Impegno, riflessione, studio, gioia, divertimento... poi tutti insieme all'Eucarestia animata dalla Corale parrocchiale - IL VIDEO

Le grandi idee di una comunità piccola, ma intraprendente

(Elisabetta Acide)  – Ancora una volta la piccola ma intraprendente comunità di Borgo Revel, si è dimostrata capace di coniugare catechesi e vita comunitaria, in quel cammino sinodale per il quale tanto si è “spesa” in...

Caricamento

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Vita privata

Che bello ritrovare Jodie Foster in un film, protagonista come lo è sempre stata, solo leggermente...

Sabato 13 dicembre

CHIRONIO ED I SUOI PRESEPI DA SCOPRIRE - La manifestazione festeggia i 10 anni con il Vescovo Daniele - Particolare fascino suscita, ormai da diversi anni, la suggestiva fiaccolata da Locana a Chironio di sabato 27 dicembre, che quest’anno sarà impreziosita da un emozionante Presepe Vivente - LA GALLERY

Il Presule ha voluto percorrere le viuzze della borgata, accompagnato dai membri del Comitato, impartendo la benedizione ai numerosi Presepi esposti

La manifestazione “Chironio e i suoi Presepi da scoprire” ha raggiunto quest’anno un traguardo...

Sciabola e feluca al Generale!

Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 8 gennaio 2026.
Foto di Alessandra Piacentino e Vincenzo Demasi

RIVAROLO CANAVESE – Gennaio, tempo ricco di incontri ed iniziative pastorali per le Parrocchie

(giulia michela demaria) – Il mese di gennaio vede le Parrocchie di Rivarolo vivere un tempo particolarmente ricco di incontri, celebrazioni e momenti di condivisione, capaci di coinvolgere persone di ogni età e di rafforzare il cammino comunitario all’inizio del nuovo anno.
Le attività si sono iniziate venerdì 9 gennaio con la Lectio Divina su Genesi 2,1-4a, dedicata al tema del settimo giorno, tempo di riposo e di relazione con Dio.
La meditazione, guidata da Don Antonio Luca Parisi, ha offerto ai partecipanti l’occasione di riscoprire il valore del riposo come dimensione spirituale e non solo materiale, aiutando a leggere la quotidianità alla luce della Parola di Dio.
Il giorno successivo, sabato 10 gennaio, la vita pastorale ha ripreso slancio presso l’Oratorio San Michele, dove sono tornate le prove del coro giovani e gli incontri del gruppo chierichetti, segno di una comunità che investe con convinzione nella formazione e nel coinvolgimento dei più piccoli.
Nel pomeriggio, alle 17.30, si è celebrata la Santa Messa nella Festa del Battesimo del Signore, momento particolarmente sentito e partecipato.
Alla celebrazione erano presenti gli Animatori dell’Oratorio, i Lupetti e la Squadriglia Falchi del Gruppo Scout Rivarolo 1, insieme alla Comunità delle Suore di Maria Stella del Mattino, a testimonianza di una Chiesa viva e plurale.
La liturgia è stata anche occasione di festa per il terzo anniversario di Ordinazione sacerdotale del Viceparroco, Don Antonio Luca Parisi, accolto con affetto e gratitudine da tutta la comunità.
Domenica 11 gennaio è stata una giornata intensa e significativa.
Durante la Santa Messa delle ore 10 a San Giacomo, si è svolta la tradizionale benedizione dei bambini che hanno ricevuto il Battesimo nell’anno precedente, un gesto semplice ma profondo che rinnova l’attenzione della comunità verso le giovani famiglie.
Nella stessa mattinata, alle 11.15, presso la Chiesa della frazione Obiano, si è celebrata la festa di Sant’Antonio Abate con la benedizione dei mezzi agricoli, presenti l’Assessore Roberto Gallo Pecca e il Consigliere Giacomo Meaglia.
Entrambe le celebrazioni sono state presiedute dal Parroco Don Raffaele Roffino, che ha accompagnato la comunità con parole di fede e di vicinanza.
Il calendario di gennaio prosegue con numerosi appuntamenti. Mercoledì 14 gennaio, alle 20.45 in Oratorio San Michele, è prevista una catechesi sul 5° Comandamento – “Non uccidere”, tenuta da Don Alberto Nigra, Professore di Patrologia presso la Facoltà Teologica di Torino.
Sabato 17, alle 15.30, ritrovo in Oratorio per il Gruppo post-Cresima e gli Animatori, in preparazione alla Festa di Don Bosco.
Le celebrazioni in onore di Sant’Antonio abate continueranno domenica 18 nelle frazioni di Pasquaro, Bonaudi e Mastri, e domenica 25 presso la frazione Sant’Anna.
Un momento particolarmente importante sarà il ritiro spirituale di sabato 24 gennaio ad Andrate, rivolto a tutti gli operatori pastorali, con la guida di Padre Andrea Plichero dell’Oratorio San Filippo Neri di Ivrea.
Il mese si concluderà con l’incontro tra i ragazzi del post-Cresima, gli Animatori e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale (venerdì 30) e con la Festa di Don Bosco di sabato 31 gennaio, che segnerà anche la ripresa del Catechismo, tra giochi, attività, merenda e la Santa Messa delle 17.30 in San Michele.
Un gennaio intenso, dunque, che conferma il desiderio delle Parrocchie di Rivarolo di camminare insieme, nella fede e nella fraternità, guardando con speranza al futuro.
 

Tre immagini (di Filippo Ciantia)

Ti lodiamo Signore per i piccoli che Ti hanno testimoniato durante il 2025, un anno che tanti sacrifici ha chiesto soprattutto a loro, agli ultimi e ai dimenticati.
Tre immagini aiutano in questa paradossale lode al Signore, mentre tanti innocenti vengono uccisi per il potere, il possesso, la cupidigia, la voglia di potenza e l’ideologia dell’onnipotenza dell’uomo.
1. La piccola parrocchia di Gaza ha condiviso e sofferto la lunga guerra che ha ucciso tanti bambini! Il 17 luglio un proiettile ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia. Parte del muro e del tetto sono crollati: tre morti e 10 feriti, tra cui il parroco don Gabriel. La croce sulla sommità della facciata è rimasta intatta e la comunità fedele. Il Cardinale Pizzaballa durante la messa di Natale, in quella stessa chiesa ha celebrato 9 prime comunioni e il battesimo di un neonato. “La Sacra Famiglia non ha trovato un posto dove passare la notte, il che ci ricorda la vostra situazione […]. La via di Dio è la via dei poveri e dei semplici […]. Ricostruiremo: le nostre scuole, le nostre case e le nostre vite”.
2. Nella spianata di Tor Vergata, durante il Giubileo dei Giovani c’è stato un momento che molti porteranno nel cuore più di ogni altro. Non è stato un canto, né un applauso, né una parola pronunciata dal palco. È stato un silenzio. Un silenzio grande, condiviso, vissuto da centinaia di migliaia di giovani arrivati da tutto il mondo. Di fronte all’Ostia esposta sull’altare c’è stato silenzio, nella preghiera e nell’affidamento. Non ricorderemo tutte le parole del Giubileo, ma certamente ricorderemo quell’istante in cui una moltitudine di giovani ha scelto di ascoltare la voce del Mistero.
3. Infine, l’anno si chiude con la festa dei Santi Innocenti. Nell’ospedale degli Innocenti a Firenze, nell’antico refettorio delle bambine, c’è un grande affresco di Bernardino Poccetti. Da un lato la straziante scena della strage dei bambini voluta dal potente Erode: le donne fuggono disperate e arrivano al loggiato dell’ospedale, dove i loro figli potranno salvarsi. Dall’altro lato, la violenza cede di fronte alla tenerezza della carità, con la vita quotidiana dello Spedale, fatto di cura e accoglienza, sotto la protezione di Maria.
“Il Natale è la buona notizia che questo luogo c’è, non nel cielo di un sogno, ma nella terra di una realtà carnale” (Don Giussani).
Per tutto questo, O Dio, Ti lodiamo.

Dio si abbassa fino a noi per elevarci a Lui – Commento al Vangelo di domenica 11 gennaio

Nel vangelo di questa domenica contempliamo un mistero che sconvolge il cuore: il Figlio dell’Altissimo, Colui per mezzo del quale tutto è stato creato, si mette in fila con i peccatori. Gesù scende nelle acque del Giordano non perché abbia bisogno di purificazione, ma perché vuole entrare fino in fondo nella nostra condizione umana.
Che lezione di umiltà!
Il Creatore si fa creatura, l’Innocente si mescola con i colpevoli, il Santo condivide la nostra fragilità.
Giovanni è turbato, come lo saremmo noi: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te!”. Questo apre ad una domanda: quante volte anche noi vorremmo impedire a Dio di abbassarsi fino a noi? Quante volte ci sentiamo troppo indegni, troppo peccatori, troppo lontani? Eppure Gesù risponde con fermezza: “Lascia fare, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. La giustizia di Dio non è condanna, ma salvezza! Non è distanza, ma vicinanza!
Ecco l’Emmanuele, il Dio-con-noi, che non si vergogna della nostra miseria. Cristo abbraccia la nostra natura segnata dal peccato. Dio non prova disgusto di ciò che in noi non funziona: vi entra dentro per trasformarlo.
E quando Gesù esce dall’acqua, ecco il prodigio: i cieli si aprono. I cieli, chiusi dal peccato dell’origine, ora in Cristo si spalancano di nuovo. La comunione con Dio è ristabilita! E lo Spirito Santo scende come colomba: la dolcezza di Dio che viene ad abitare nell’umanità di Gesù. Poi risuona la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento“. Il Padre rivela chi è Gesù, ma soprattutto rivela come ama: anche noi siamo suoi figli, figli nel Figlio. Ci rendiamo conto di questa dignità immensa? Con il battesimo siamo diventati tempio dello Spirito Santo, un tempio vivente.
Oggi Gesù ci insegna che la via della santità passa attraverso l’umiltà. Egli, che è Dio, non ha considerato un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma ha svuotato se stesso. Così anche noi siamo chiamati a scendere, ad abbassarci, a farci piccoli.
Dai cieli aperti scende sempre lo Spirito su chi accoglie la volontà del Padre. E la voce dell’Amore continua a sussurrare al nostro cuore: “Tu sei amato, tu sei preziosa ai miei occhi, anche se i monti vacillassero, il mio affetto non si allontanerebbe da te“.
Viviamo da figli amati con il cuore pieno di gratitudine: Dio che si è fatto solidale con noi fino in fondo.
Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Le feste: occasione per “gustare” la vicinanza ai propri cari (di Cristina Terribili)

Recita un antico e popolare adagio che “L’Epifania tutte le feste le porta via”. Per qualcuno ciò accade con l’accompagnamento della sensazione di un altro anno passato, e con la chiara percezione di avere sempre meno tempo a disposizione per “gustare” la vicinanza coi propri cari.
Ci sono tappe della vita in cui il senso dello stare insieme acquista un peso maggiore. Esse sono spesso legate ad eventi in cui la perdita, il lutto, la lontananza, rendono tangibili questi legami; in altri casi vi è solo una forte consapevolezza che basti la vita di tutti i giorni a porre alcune persone nell’impossibilità di viversi un tempo “altro” per stare insieme.
Le feste offrono uno spazio di transito, in cui i ritmi quotidiani cambiano di quel tanto da poter coltivare i legami familiari e sociali che si smarriscono o che rischiano di essere sottovalutati. Stare insieme può essere faticoso (soprattutto tra generazioni diverse anche se imparentate): significa la necessità di adattarsi, mediare, saper accogliere, tollerare, rispettare, in un unico esercizio capace di farci costruire relazioni di qualità, allargare gli orizzonti e rafforzare le tradizioni familiari, il senso di appartenenza, a rispolverare la storia che lega e che infonde sicurezza.
Stare insieme nella famiglia, durante le feste, permette di rinnovare la promessa di affetto tra persone, saldare il patto condiviso fatto di piccole regole e tradizioni che si ripetono, e capaci di strutturare ricordi ed aneddoti che contribuiscono alla costruzione della propria identità, oltre a far sorridere.
Ci saranno tante altre feste durante l’anno, in cui esercitare il “gusto” e il piacere di “approfittare” per stare tra genitori e figli, e parenti vari, per costruire legami e relazioni che restino nel tempo. Anche quando la vita futura dovesse obbligare, per ragioni diverse, ad essere per forza lontani.

Caricamento