Tenuta Roletto
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lunedì 23 Febbraio 2026

Reale mutua
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LABERIANUM, GRUPPO STORICO-CULTURALE, RACCONTA LA COINCIDENZA TRA LAURIANO E BODINCOMAGUS

Studiare i muri per conoscere la storia del borgo

Come pensavano, lavoravano e convivevano gli antenati negli ultimi tre secoli

(di Sergio Sapetti)

Nella foto: ubicazione della casa padronale nel tessuto urbano “Leggere i muri per vedere la...

EDITORIALE

Tessendo un filo...

Tessiamo un filo che tenga insieme alcuni temi e giorni apparentemente lontani tra loro: le...

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Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

PAROLA DI DIO - Letture dalla Liturgia nella VI Domenica del Tempo Ordinario - Commento a cura della prof.ssa Acide Elisabetta – Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento

A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio

Prima Lettura Dal libro del Siràcide Sir 15,16-21 Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti...

Confartigianato imprese Piemonte indagine congiunturale 1° trimestre 2026. Una situazione di peggioramento

Le previsioni circa l’andamento occupazionale registrano un calo di circa quattro punti percentuali passando da -4,62%a -8,74%.
Il dato relativo all’ipotesi di assunzione di apprendisti registra un importante calo percentuale, passando da -17,34% al -24,12%.
Rimane sempre negativo il dato relativo alle previsioni di produzione totale, che peggiora ulteriormente passando dal -16,65% al -22,45%.
Il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini mantiene un valore negativo, calando significativamente da -11,27% a -22,72%.
Diminuisce la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti: da 73,22% a 71,64%.
Aumenta in negativo la percentuale di previsione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni passando dall’attuale valore -47,31% a -50,12%.
Diminuisce ancora la previsione di regolarità negli incassi: da 64,22% al 61,33%, aumenta la stima dei ritardi, passando dal 35,22% al 38,45%; le previsioni di anticipi negli incassi continuano a rimanere minimi, passando dallo 0,56% all’0,22%.
Commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: “La congiuntura economica piemontese dell’artigianato relativa al primo trimestre del 2026 peggiora rispetto all’ultimo trimestre 2025. La crisi morde ancora”.
Lo scrive l’indagine congiunturale trimestrale realizzata dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese Piemonte.

Pellegrinaggio giubilare ad Assisi e La Verna: 26-28 giugno 2026

Nel contesto dell’anno giubilare francescano 2026, la Diocesi di Ivrea promuove un intenso pellegrinaggio spirituale, guidato dal nostro Vescovo Daniele, ad Assisi e al Santuario de La Verna, in programma da venerdì 26 a domenica 28 giugno 2026.
Il viaggio prenderà il via il venerdì con la partenza al mattino presto. All’arrivo ad Assisi è prevista la visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e alla Porziuncola, luogo di nascita dell’Ordine dei Frati Minori e della morte di San Francesco. La giornata di sabato sarà interamente dedicata alla scoperta dei luoghi più significativi di Assisi: la Basilica di San Francesco, la Basilica di Santa Chiara, il Santuario della Spogliazione presso cui si potrà venerare il corpo di San Carlo Acutis, e il santuario di San Damiano dove il giovane Francesco in preghiera davanti al Crocifisso fece l’esperienza che segnò in modo decisivo la sua vocazione.
Domenica 28 giugno, prima del rientro in diocesi, il pellegrinaggio proseguirà verso il Santuario de La Verna, nel Casentino, luogo delle stimmate di San Francesco.
La quota di partecipazione è di 430 euro a persona in camera doppia e comprende viaggio e sistemazione alberghiera in pensione completa dalla cena del primo giorno alla colazione dell’ultimo giorno.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi presso la Curia Diocesana telefonando allo 0125 641138 o scrivendo a segreteriacuria@diocesivrea.it
Un’occasione preziosa per vivere un’esperienza di fede, fraternità e approfondimento spirituale nei luoghi che hanno segnato la vita di San Francesco.

I nostri piani, i Suoi tempi (di Filippo Ciantia)

Ho conosciuto Maria su un volo dall’Europa all’Uganda. Con la mia famiglia viaggiavano Daniela e Franco e tra i loro figli questo scricciolo di appena 6 mesi. Proseguirono poi verso Kitgum, nel nord, dove lavoravano in progetti umanitari. Poche settimane dopo, colpita da malaria e gastroenterite, Maria fu trasportata d’urgenza a Kampala in elicottero militare, per la gravità della situazione e il rischio di imboscate sulle strade. Rischiò la vita. La famiglia si trasferì nella capitale. A 8 anni tornò in Italia.
Cresciuta con 5 fratelli, alle superiori si appassionò all’informatica, poi approfondita al Politecnico di Milano. Lavorò a Milano, Sondrio e Verona. Qui arrivò la notizia improvvisa e tragica della morte del fratello Giovanni, ferita ancora viva, ma pacificata.
Marta, Pietro, Carlo, Agnese e Maria portano tutti un tatuaggio sull’avambraccio: una piccola costellazione di segni in linea – quattro punti – che li unisce tutti, e due simboli personali. Uno è condiviso: una carta da gioco, l’asso di cuori, memoria di Giovanni, che amava le carte ed è amato per sempre. Accanto, ciascuno ha il proprio segno distintivo. Quello di Maria è un aeroplano di carta, leggero e in volo: il segno del viaggio, della libertà, del suo primo progetto di vita.
Nel 2021, durante una videoconferenza sui comandamenti con tre clarisse di clausura, rimase colpita dalla bellezza dei loro volti: “Vorrei essere bella come loro. Ma non fa per me: ho già il mio piano: viaggiare, amare, avere figli”. Un sussulto del cuore rimasto senza seguito.
Nel settembre 2024 accompagnò un’amica ferita dal lutto al monastero trappista di Vitorchiano. Restò alcuni giorni. Ancora quella bellezza la ferì nel profondo. Allora portava 16 orecchini e le fu detto che in clausura non sono accettati. Pensò: “Davvero i miei piani non sono i Suoi”. Ma le parole delle suore l’accompagnarono: “Non mettere da parte ciò che ti attrae: approfondisci”. Iniziò così un cammino serio, regolare e discreto di verifica.
L’ho rivista a New York: ha voluto salutare una famiglia amica per annunciare la decisione che tra un mese la porterà in clausura. Lo scricciolo fragile è oggi una donna dal volto sereno e luminoso. Ha lasciato gli orecchini, ma conserva il tatuaggio.
Fu battezzata Maria Ayero: “colei che è stata scelta”. Per spiccare il volo nel tempo voluto da Dio.

Cammino di rinascita – Commento al Vangelo di domenica 22 febbraio

La Quaresima si apre con un’immagine potente e austera: Gesù nel deserto. Non è una fuga dal mondo, ma un ingresso nel cuore più vero dell’esistenza umana. Lo Spirito stesso lo conduce lì, in quel luogo di silenzio e di vuoto, dove non ci sono maschere che tengano. E lì, proprio quando la fame si fa sentire – quando cioè è al limite delle sue forze –, arriva il tentatore.
Non dobbiamo stupirci. Le tentazioni non cadono quando siamo forti e riposati. Vengono quando siamo stanchi, feriti, delusi, soli. Vengono quando la vita ci ha messo all’angolo. Ed è proprio lì, in quel punto di debolezza, che scopriamo chi siamo davvero. La tentazione è uno specchio scomodo ma necessario: ci rivela la nostra libertà, ci dice di cosa è fatto il nostro cuore. Fermiamoci un momento e chiediamoci: quando siamo stati davvero al limite, quando tutto sembrava venire meno, dove abbiamo cercato rifugio? Cosa ha rivelato di noi quel momento di fragilità?
La prima tentazione è sottile e quotidiana: trasformare le pietre in pane. Cercare nutrimento dove non c’è vita. Quante volte anche noi facciamo così! Ci affanniamo a riempire il vuoto interiore con il lavoro, il successo, l’approvazione degli altri, coi mille comfort che il mondo ci propone. Li vogliamo trasformare in pane, ma restano pietre. Ci lasciano con una fame ancora più grande, con un’inquietudine che non si placa. Vale la pena domandarsi con onestà: di cosa ci nutriamo davvero? Quali sono le pietre che continuiamo ostinatamente a portare alla bocca, illudendoci che possano saziarci? E soprattutto: quando ci sediamo a tavola con la Parola di Dio, abbiamo davvero fame, o la trattiamo come un optional, un contorno di poco conto?
La seconda tentazione è più raffinata: buttarsi giù dal tempio, provocare Dio, costringerlo a intervenire. È la tentazione di chi vuole un Dio tascabile, sempre disponibile a benedire le nostre scelte, pronto a correre ai nostri ordini come un servitore premuroso. Ma un Dio così non è Dio: è un idolo costruito a nostra immagine e somiglianza. Gesù rifiuta questa caricatura della fede. E noi? Vale la pena chiedersi con sincerità: quando preghiamo, cerchiamo davvero la volontà del Padre, oppure cerchiamo semplicemente la sua approvazione per quello che abbiamo già deciso di fare? La nostra fede è un atto di abbandono fiducioso, o è piuttosto un tentativo sottile di mettere Dio al nostro servizio?
La terza tentazione è quella del potere e del compromesso. Il diavolo fa mercato: ti do gloria e domini su tutto, ma inginocchiati. Quanti di noi accettano quel mercato in forme diverse e quotidiane: un po’ di dignità in cambio di carriera, un po’ di verità in cambio di tranquillità, un po’ di anima in cambio di sicurezza. Gesù dice no con una chiarezza che taglia. E a noi tocca chiederci: abbiamo mai venduto qualcosa di noi stessi per ottenere qualcosa che desideravamo? Abbiamo mai sacrificato la nostra identità più vera, il meglio di noi, sull’altare del potere, del denaro, del consenso? E quella scelta, ci ha reso più libero o ci ha imprigionati?
Gesù non scende a patti. Risponde con la Parola, con la fedeltà al Padre. E il diavolo alla fine lo lascia. Arrivano gli angeli a servirlo. Anche per noi c’è questa promessa: se attraversiamo il deserto con Cristo, non saremo mai soli. La Quaresima non è una punizione – è un’opportunità preziosa. È il luogo dove, spogliati di tutto, possiamo finalmente scoprire di cosa siamo fatti, e scegliere, con la grazia di Dio, chi vogliamo essere davvero.
Mt 4,1-11
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

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