Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 22 Maggio 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

venerdì 22 Maggio 2026

8xmille - INTERVISTA AL VICEPRESIDENTE CEI MONSIGNOR ERIO CASTELLUCCI

La firma è un gesto sinodale

8xmille alla Chiesa Cattolica: è più di quanto credi

ROMA – L’arcivescovo abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, monsignor Erio Castellucci, è...

APRILE 1866: L’INAUGURAZIONE DEL CANALE IRRIGUO LUNGO 85 CHILOMETRI, DA CHIVASSO A GALLIATE

Il “canale Cavour”… nonostante Cavour

160 anni fa entrava in servizio la grandiosa opera idraulica, realizzata in appena 3 anni (di Doriano Felletti e Fabrizio Dassano)

Con 320.000 euro, Regione Piemonte ha annunciato uno stanziamento per lavori di somma urgenza su...

Caricamento

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Michael

Nell’epoca in cui abbiamo Donald Trump come presidente degli Usa pare un po’ difficile...

EDITORIALE

Suolo conteso

Foto generata con IA È tempo di pulizia di arbusti e di abbattimenti di piante nelle nostre...

I SOPRUSI VERSO UNA FAMIGLIA CHE NON AVEVA ADERITO AL FASCISMO, LE MITRAGLIATRICI IN COLLEGIO, LA CASA BRUCIATA...

Storia semplice. Per ricordare quel 23 aprile 1945

Un bambino di fronte a guerra e ingiustizie: “Qualcosa mi rodeva dentro...” (di Gino Carozzi)

IVREA – Virginio e Carla Carozzi sono stati due grandi amici del Risveglio Popolare: purtroppo...

Dal veto europeo al caso Modena: il confronto politico italiano all’ombra del monito dell’ex premier

L’emarginazione dell’Europa sullo scenario mondiale, evidenziata apertamente dal G2 di Pechino Trump-Xi, è stata denunciata con forza ad Aquisgrana, davanti ai big di Bruxelles, dall’ex presidente della BCE ed ex premier Mario Draghi: un isolamento che non ha precedenti nel dopoguerra e che richiede scelte politiche urgenti per evitare il tracollo del Vecchio Continente.
Draghi chiede anzitutto due cose: schiena dritta verso gli USA di Trump (passati da alleati ad avversari); abolizione del diritto di veto per ognuna delle 27 nazioni della UE, per superare l’immobilismo di Bruxelles consentendo al Governo europeo scelte rapide ed efficaci. In altre parole: meno sovranismo, più solidarismo. Contestualmente indica i campi d’azione: finanza comunitaria, investimenti massicci nelle nuove tecnologie (IA), politica estera e di difesa comune.
Il rilancio europeista di Draghi tocca tutti: l’Esecutivo di Ursula von der Leyen, il Parlamento di Strasburgo, i 27 Paesi della UE. In Italia il governo Meloni ha sinora difeso il diritto di veto, anche per i forti rapporti con la destra sovranista di Fratelli d’Italia e Lega: questo è il tallone d’Achille della coalizione di destra-centro, nonostante la presenza nel PPE di Forza Italia. Anche il recente raffreddamento con Trump non ha cambiato il contesto geo-politico europeo di Palazzo Chigi.
Nel “campo largo” il Pd mantiene la tradizione europeista, ma con prudenza, per non rompere con il M5S (all’opposizione a Strasburgo e “neutralista” sul conflitto russo-ucraino). La segreteria Schlein coltiva soprattutto i rapporti con la sinistra mondiale, dallo spagnolo Sanchez agli americani Obama e Sanders.
Il monito di Draghi tocca indirettamente sia la Meloni sia la Schlein perché il governo comunitario europeo presuppone “larghe intese” (date le differenze tra i 27 Paesi); inoltre la sfida sulle tecnologie tocca anzitutto gli USA, dove gli oligarchi alla corte di Trump hanno avuto la spinta iniziale dalla presidenza Clinton-Gore, alfieri della sinistra liberale e capitalista.
Un sostegno “europeista” è giunto dal fondatore dell’Ulivo Romano Prodi, intervenuto all’assemblea di “Comunità democratica”, che raccoglie la componente di ispirazione cattolica nel centro-sinistra. L’ex premier ha confermato le sue critiche alla linea radicale della Schlein, auspicando una forte unità dell’area riformista, il cui contributo è essenziale per il governo del Paese. Nel dibattito sono emerse due tendenze: un ruolo maggiore nel Pd, la nascita di una nuova Margherita, come quarta gamba del centro-sinistra. Come punto d’unione l’intervista a “La Stampa” del presidente dei Popolari Castagnetti (“vicino” a Sergio Mattarella), che ha sottolineato il fallimento, con Trump, del primato del capitalismo illiberale e i nuovi spazi che si aprono alla politica di ispirazione cristiana, in primis con i temi della pace e del solidarismo tra i popoli. Ancora tra gli echi europei a Draghi, va segnalata l’intervista al “Corriere” dell’ex premier Mario Monti: auspica per la politica estera un tavolo comune maggioranza-opposizione.
Il clima sembra tuttavia già elettorale, sullo schema bipolare destra-sinistra, come nel 2022. Con una novità: una maggiore tensione entro i due Poli. Clamoroso il dissidio tra i due vice-premier Salvini e Tajani sulla tragedia di Modena; il leader leghista, scavalcato nell’odio agli immigrati dall’ex alleato Vannacci, ha proposto per l’attentatore il ritiro della cittadinanza, il capo di Forza Italia ha ricordato la malattia psichiatrica dell’aggressore e, soprattutto, la sua nascita in Italia e la laurea, sottolineando trattarsi di un cittadino come gli altri, con gli stessi diritti e doveri. La Lega ha portato avanti la sua campagna anti-immigrati anche a Strasburgo, dov’è stata giustamente respinta, in nome di un principio basilare di civiltà: la parità di tutte le persone, senza distinzione alcuna. Meglio sarebbe stata una discussione sui livelli garantiti di cure psichiatriche, per una prevenzione dei disastri.
La strumentalizzazione del grave fatto di Modena per fini elettorali preoccupa perché dal voto politico ci separano diciotto mesi. Occorre guardare in alto ed affrontare i nodi politici europei e italiani posti da tre leader diversi come Draghi, Prodi, Monti. Non una politica da bar, ma un progetto di servizio al Paese, nella logica del “bene comune” che abbraccia tutti, senza odiatori.

EDITORIALE – Investire è scegliere

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay
La Cei pubblica le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, il cui significato va oltre a un richiamo agli addetti ai lavori. Siamo di fronte a una presa di posizione culturale e, osiamo dire, persino spirituale: il denaro non è mai neutrale, perché orienta il mondo. Per anni abbiamo associato la “finanza”, nell’immaginario collettivo, a speculazione, disuguaglianze, profitti indefiniti.
La Chiesa italiana mette al centro una domanda essenziale: che cosa sostiene davvero un investimento? Quale modello di società alimenta? Dietro ogni scelta economica ci sono sempre conseguenze concrete sulle persone, il lavoro, l’ambiente, la pace. Il documento della Cei non indica solo cosa evitare – armi controverse, sfruttamento umano e dell’ambiente, attività incompatibili con la dignità della persona… –, ma invita a una responsabilità positiva.
Non basta “non fare il male”; occorre orientare le risorse verso ciò che genera inclusione, sviluppo sostenibile, tutela dei più fragili. È un cambio di prospettiva che interpella anche il mondo laico e produttivo. Il piccolo risparmiatore, cioè gran parte di noi, spesso inconsapevolmente partecipa a circuiti finanziari globali. I fondi pensione, gli investimenti bancari, le assicurazioni: tutto contribuisce a finanziare modelli economici e politici. Le Linee Guida ricordano che l’etica non può essere delegata soltanto alla beneficenza finale a fronte di lauti profitti, quasi fosse una compensazione morale; deve entrare nel cuore delle decisioni economiche. C’è il rischio che la finanza etica resti uno slogan? Sì, c’è! Può essere aggirabile? Sì, può esserlo!
La Cei insiste su trasparenza, monitoraggio, coerenza. La credibilità deve passare dalla capacità di trasformare i principi in pratiche verificabili; oggi la neutralità economica non esiste più perché investire vuol dire scegliere, e scegliere significa assumersi responsabilità verso le generazioni future. Pensare che il documento Cei non valga se non per gli ambienti ecclesiali, è probabilmente un errore davanti a una proposta di finanza non confessionale, ma umana, coscienti ormai che il valore di un capitale non si può (non si deve) più misurare solo dai rendimenti, ma dagli effetti che produce nella (nostra) società.

Edizione 21 Maggio 2026

ANNO CVI – N° 20
Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato? Abbonati!

Caricamento