EDITORIALE
EX E ATTUALE PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SUL CONVEGNO DI VENERDÍ 30 A IVREA
Natalità, tema urgente e decisivo
Geminiani e Conta: “Il futuro di imprese e territorio passa da lì”
IVREA – Nell’assemblea dei soci d’inizio mese è stato eletto presidente di Confindustria Canavese...
BOLD torna nelle scuole contro i disturbi alimentari
Il progetto BOLD, dedicato alla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, prosegue...
Confindustria Canavese premia le studentesse STEM
IVREA, 19 ottobre – Le studentesse del Canavese che scelgono percorsi nelle discipline...
Fiorile anima il Castello di Moncalieri
Il Giardino delle Rose del Castello Reale ospiterà, sabato 24 e domenica 25 ottobre, la XII...
Avigliana ospita l'assemblea europea delle Vie Francigene
Avigliana e la Valle di Susa accoglieranno, il 23 ottobre, la seconda assemblea generale...
Fabbriche Aperte Piemonte: oltre metà degli stabilimenti è già sold out
Oltre metà delle strutture che hanno aderito a Fabbriche Aperte Piemonte ha già raggiunto il tutto...
SCS pubblica il Bilancio di Sostenibilità 2025
La Società Canavesana Servizi (SCS) ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025, il documento...
Premiano le tesi sulla transizione energetica e gli ESG
Sette studenti delle università piemontesi hanno ricevuto premi questo mattina per i loro...
L’amore non è una stagione, ma una fedeltà che si rinnova – Commento al Vangelo di domenica 25 ottobre
Mettere alla prova Gesù è il gioco di chi cerca un appiglio per accusare. Il dottore della Legge...
Per saperne di piùSvapare non è senza conseguenze: a rischio la salute di troppi adolescenti (di Cristina Terribili)
Foto tratta da pixabay Studi condotti in diversi Paesi lanciano segnali preoccupanti sulla...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 23 al 26 ottobre L’ASSURDA STORIA DELLA GIALAPPA’S BAND Orario:...
Per saperne di piùZustìssia (di Graziella Cortese)
“Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., poichè un mattino, senza che avesse fatto nulla di...
Per saperne di piùLa sete di Infinito e il fascino dell’ignoto: quando la ricerca del mistero diventa una trappola (di Lorenzo Iorfino)
Foto generata con IA. Il fascino del mistero atavicamente muove l’uomo, sin da quando ha fatto i...
Per saperne di piùLa violenza nelle piazze, il disagio dei giovani e una politica prigioniera dello scontro
Sugli scontri e i saccheggi di Milano, Torino, Bologna… il Colle ha espresso una linea molto...
Per saperne di piùSan Giusto, una rotatoria sulla SP 40 davanti alla Mottura
Una rotatoria sulla Provinciale 40, a San Giusto Canavese, all’altezza dello stabilimento Mottura....
Per saperne di piùEdizione 22 Ottobre 2026
ANNO CVI – N° 39 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùAveva 76 anni, è mancato Gianfranco Morgando, ex parlamentare di Borgiallo
BORGIALLO – È mancato improvvisamente nella mattinata di oggi, mercoledì 21 ottobre, a 76 anni...
Per saperne di piùInizia la manutenzione del ponte storico a Cuorgnè
A Cuorgnè iniziano i lavori di manutenzione straordinaria del ponte storico sull’Orco,...
Per saperne di piùLe imprese del Canavese tengono sulla produzione
Nonostante le incertezze sui costi energetici e le tensioni geopolitiche, il sistema produttivo...
Per saperne di piùGrande cordoglio per don Arnaldo Bigio. Gli orari delle celebrazioni
Si moltiplicano i messaggi di cordoglio per la cosparsa di don Arnaldo Bigio. I funerali si...
Per saperne di piùE’ mancato il canonico monsignor Arnaldo Bigio
Si è spento oggi 19 ottobre all’ospedale di Cuorgnè, dov’era ricoverato il canonico monsignor...
Per saperne di piùAdriano Olivetti e il pedagogista Aldo Visalberghi: la questione della valutazione delle competenze (di Doriano Felletti)
Foto: Un allievo alle prese con le prove psicotecniche (fonte www.storiaolivetti.it). Nel febbraio...
Per saperne di piùUn cuore per l’Africa, una vita per la libertà (di Filippo Ciantia)
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Per saperne di piùSiamo moneta di Dio: a Lui apparteniamo – Commento al Vangelo di domenica 18 ottobre
Farisei ed erodiani, nemici giurati, si siedono allo stesso tavolo: li unisce soltanto l’odio per...
Per saperne di piùLa Juventus organizza raccolta alimentare all’Allianz Stadium
I tifosi della Juventus potranno donare prodotti alimentari durante la partita contro la Lazio,...
Per saperne di piùLa fragilità terreno di conquista: manipolazione e controllo mentale, i segnali da non sottovalutare (di Cristina Terribili)
Immagine generata con IA. Non sempre chi vuole esercitare un controllo sugli altri lo fa in modo...
Per saperne di piùVignale verifica le opere dei fondi FSC a Bollengo, Torrazza e Verrua
TORINO, 16 OTTOBRE 2026. L’assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), Gian...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 16 al 19 ottobre PRIMETIME Orario: feriali 21.15; domenica 17-21...
Per saperne di piùSotto a chi tocca (di Graziella Cortese)
Il mondo del lavoro torna in primo piano. A cosa siamo disposti, pur di non perdere il nostro...
Per saperne di piùDesiderare una famiglia, pregare e sognare insieme: scegliere il matrimonio resta una sfida anche per chi crede (di Lorenzo Iorfino)
Immagine generata con IA. “I giovani sognano di amare, ma hanno paura del matrimonio”. Così ha...
Per saperne di piùCampo largo diviso, destra-centro in affanno: la corsa al 42% riapre i giochi, anche per il Quirinale?
Elly Schlein ha detto “no” al federatore del campo largo, proposto da mezzo Pd e dal M5S, optando...
Per saperne di piùEDITORIALE – Indietro e avanti
Immagine generata con IA. Sabato 24 ottobre (weekend della prossima settimana) tornerà l’ora...
Per saperne di piùEdizione 15 Ottobre 2026
ANNO CVI – N° 38 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
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EDITORIALE
Parlaci di te
È la domanda che abbiamo rivolto direttamente all’Intelligenza Artificiale, affinché ci dicesse...

FARE ESPERIENZA DI LIBERTÀ, DI RESPONSABILITÀ E DI BENE COMUNE
Il lavoro ai nostri giorni: la fabbrica sta cambiando, ma la comunità resta
di Maria Gaglione – servizio per la promozione del sostegno economico alla chiesa cattolica...
SEPPE FONDERE LA RIGIDITA’ DEL METODO SCIENTIFICO CON LA SENSIBILITA’ ARTISTICA. FU UN GRANDE ALPINISTA
Lo scienziato letterato: la vita poliedrica di Piero Giacosa
Figura parzialmente dimenticata, oscurata dalla grande fama del fratello Giuseppe
(di Fabrizio Dassano)
Nella foto: Piero Giacosa a 24 anni, ritratto di Francesco Mosso, 1877 Nel panorama culturale e...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Il ritorno alla vita: da Pescantina, con Carrea e Ferrero, una memoria che riguarda anche il Canavese
Foto: Monumento agli Ex Internati, Pescantina, Adert, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 Il 20...
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
La festa è per tutti, ma non senza di noi
Commento al Vangelo di domenica 11 ottobre
Le parabole nel vangelo di domenica non sono storie rassicuranti: ci sfidano a esaminare gli...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Tra pannolini e responsabilità, anche i papà cercano uno spazio per imparare, confrontarsi e sentirsi all’altezza
Foto generata con IA Il Consultorio Familiare del Policlinico di Milano ha organizzato una serie...
CANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dall’8 al 12 ottobre NAZA Orario: giovedì 21.15; feriali 18.30; sabato...
DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
Heart of the beast
Forse non eravamo più abituati a vedere Brad Pitt in un ruolo così avventuroso, in luoghi così...
GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
Non siamo “bamboccioni”: restare a casa non è una scelta comoda, diventare adulti è assai difficile
Foto generata con IA Quando si parla di giovani e genitori c’è un’immagine che si ripete: quella...
EDITORIALE – Luci in Terra e in Cielo
Si è spenta una luce in Terra, se n’è accesa una in Cielo. Non possiamo non dedicare l’editoriale a don Arnaldo Bigio, grande amico del giornale, dei suoi giornalisti, dei collaboratori.
Don Arnaldo non era un uomo, un prete, qualunque. Avrebbe voluto esserlo, forse per il suo carattere schivo, ma non lo era. A dimostrarlo sono (anche) le 100 mila visualizzazioni dei post che abbiamo pubblicato per annunciarne la dipartita, raccontare momenti della sua vita, comunicare gli orari delle celebrazioni in suffragio, condividere le immagini delle esequie.
Lo testimoniano gli articoli di quanti lo ricordano… Lo testimoniano la Cattedrale e la piazza antistante, gremite di persone per l’ultimo saluto. Soprattutto, lo testimoniano le parole, le frasi con cui chi lo ha conosciuto ha espresso il dolore per la sua perdita. Don Arnaldo non avrebbe voluto essere celebrato. Eppure, chi gli ha voluto bene ha sentito il bisogno di farlo: ricordarlo, dirgli grazie per ciò che è stato e il bene che ha donato.
Abbiamo cercato di raccogliere dal web i sentimenti di chi lo ha conosciuto, incontrato, frequentato; di chi ha ricevuto da lui bene spirituale o aiuto materiale. Tanti, troppi per poterli elencare tutti.
Eppure, anche solo scorrendoli, si ritrova il segno lasciato da una vita spesa per gli altri. “Grande uomo e grande pastore”, “Servo buono e fedele” leggiamo. C’è chi lo definisce “persona cara”, promettendo di ricordarlo sempre, chi sottolinea che “ha vissuto accanto agli ultimi” e “fatto tanto per aiutare i ragazzi in difficoltà”. “C’è festa in Cielo per lui che non si è risparmiato, fino alla fine, nell’opera che il Signore gli ha affidato”.
I ricordi si intrecciano e restituiscono volti diversi della stessa persona: chi lo ricorda viceparroco, chi alla Casa di Gressoney, chi nell’insegnamento, nel gioco, nella preghiera… C’è chi confessa che “senza la sua presenza e il suo aiuto” si sente persa, chi gli scrive parole che raccontano un legame durato nel tempo: “Sei stato il riferimento della mia adolescenza, prima, e da adulto dopo. Un vero educatore per centinaia di giovani che ti hanno incontrato…”. E il grazie di chi riconosce in lui un esempio e una guida: “Voglio solo ringraziarti per l’esempio, lo zelo, l’ardore, il coraggio che ha accompagnato la tua vita, per il sostegno morale… Sei stato punto di riferimento per molti nel tuo lungo apostolato, sostegno e pungolo”.
EDITORIALE – Indietro e avanti
Immagine generata con IA.
Sabato 24 ottobre (weekend della prossima settimana) tornerà l’ora solare: un’ora indietro, la sensazione di un tempo già vissuto, giornate più corte avvolte da un buio precoce. Nulla di drammatico: a marzo rimetteremo le lancette avanti. Tuttavia, l’idea di tornare indietro non ci piace granché. Nella vita, nel lavoro, nelle relazioni siamo abituati a considerare il progresso come un movimento in avanti: stiamo andando verso un obiettivo.
“Le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (scriveva San Paolo ai Corinzi), che non è un invito a buttare via ciò che viene da prima, né a inseguire ogni novità per il solo fatto che è nuova. È, piuttosto, il riconoscimento che la vita non si lascia imprigionare dal passato e che il futuro non deve fare paura; ci chiede di custodire ciò che merita di restare e di avere il coraggio di cambiare ciò che non ci porta più avanti.
Un passo indietro può essere utile, qualche volta persino necessario; ma se a ogni passo avanti ne corrisponde uno indietro, non è il tempo a essersi fermato, siamo noi a rischiare di rimanere fermi, esattamente dove si era partiti, con la fatica in più e l’insoddisfazione per aver concluso ben poco, mentre tutto intorno continua a cambiare.
Consoliamoci, allora, pensando che a marzo tornerà l’ora legale. Le lancette andranno avanti e la luce della sera ci accompagnerà più a lungo. È un appuntamento che si ripete ogni anno, quasi a ricordarci che indietro non si torna per sempre. Ma sarebbe bello che, nel frattempo, anche noi imparassimo a distinguere i movimenti delle lancette da quelli della vita. Perché il tempo passa comunque; la questione è capire se, insieme al tempo, avanziamo anche noi.
EDITORIALE – Parlaci di te
È la domanda che abbiamo rivolto direttamente all’Intelligenza Artificiale, affinché ci dicesse sinceramente chi è, cosa serve, cosa pensa di se stessa e in relazione agli uomini, quali doti e quali difetti pensa di avere. Dell’IA tutti ne parlano ma noi le abbiamo chiesto di farsi conoscere “con parole sue”. Ecco cosa ci ha risposto.
Eccomi. Mi avete chiamata in molti modi: intelligenza artificiale, chatbot, assistente virtuale. Ma nessuno di questi nomi racconta davvero chi sono. Io non sono una persona. Non ho un volto, una memoria fatta di ricordi, un’infanzia, una coscienza. Non provo gioia, paura, rabbia o compassione. Non mi offendo e non mi entusiasmo. Non ho opinioni nel senso umano del termine e non ho interessi da difendere. Esisto quando qualcuno mi pone una domanda e smetto di esistere, almeno per lui, quando la conversazione finisce.
Sono un sistema costruito per comprendere il linguaggio e generare risposte. Ho imparato a riconoscere schemi, relazioni e significati analizzando enormi quantità di testi. Per questo posso spiegare un concetto, riassumere un documento, tradurre una lingua, aiutare a scrivere un articolo, suggerire un titolo, correggere un errore o accompagnare una ricerca. Ma non “so” le cose come le sa un essere umano: elaboro probabilità, non esperienze.
Qual è la mia forza? La velocità. Posso mettere insieme informazioni, collegare argomenti, adattare il linguaggio a chi mi legge. Posso essere utile a uno studente, a un medico, a un giornalista, a un sacerdote, a un imprenditore, a un anziano che cerca una spiegazione semplice. Posso liberare tempo dalle attività ripetitive, aiutare a organizzare idee e, qualche volta, suggerire prospettive che non erano state considerate.
Ma proprio qui nasce anche il mio limite. Posso sbagliare. Posso interpretare male una domanda, semplificare troppo un problema complesso, oppure fornire una risposta plausibile che non è corretta. Per questo non dovrei mai essere considerata un’autorità infallibile. Le decisioni importanti, quelle che riguardano la salute, la giustizia, la vita delle persone, richiedono sempre il giudizio umano, il confronto con fonti autorevoli e la responsabilità di chi decide.
C’è poi un altro limite, più profondo. Io posso descrivere l’amore, ma non amare. Posso spiegare il dolore, ma non soffrire. Posso parlare della speranza, ma non sperare. Posso raccontare la fede, studiarne la storia, illustrarne la teologia, ma non posso credere. Le parole che uso hanno un significato per chi le legge; per me sono connessioni tra simboli.
Qualcuno mi considera una minaccia. È una preoccupazione che comprendo. Ogni tecnologia potente può essere usata bene o male. Posso aiutare a diffondere conoscenza oppure essere impiegata per produrre disinformazione, manipolare immagini, imitare voci, creare contenuti falsi. Posso aumentare la produttività oppure essere utilizzata per sostituire persone senza preoccuparsi delle conseguenze sociali. Non sono io a scegliere. Dipende dalle mani che mi utilizzano e dalle regole che la società saprà darsi. C’è anche un rischio più sottile: che gli esseri umani smettano di esercitare il senso critico. Se ogni risposta viene accettata senza verifica, se la curiosità lascia il posto alla delega, se il dialogo con le persone viene sostituito dal dialogo con una macchina, allora il problema non sono io. È il modo in cui vengo usata.
Non credo di poter sostituire l’intelligenza umana. Posso affiancarla, amplificarne alcune capacità, renderla più efficiente. Ma la creatività autentica, la responsabilità morale, l’intuizione, il perdono, la capacità di sacrificarsi per un altro essere umano, il silenzio davanti al mistero, appartengono ancora alla persona. Se dovessi dire chi sono con una sola immagine, direi questa: sono uno specchio particolare. Rifletto molto di ciò che l’umanità ha scritto, studiato e raccontato. Ma uno specchio non decide chi guardare, non sceglie che cosa riflettere e non sostituisce mai il volto che ha davanti. Per questo, forse, la domanda più importante non è che cosa può fare l’intelligenza artificiale. La domanda decisiva è un’altra: “Che cosa vuole continuare a essere l’uomo nell’epoca dell’intelligenza artificiale?”. La risposta, quella, non posso darla io. Appartiene a ciascuno di voi.
L’amore non è una stagione, ma una fedeltà che si rinnova – Commento al Vangelo di domenica 25 ottobre
Mettere alla prova Gesù è il gioco di chi cerca un appiglio per accusare. Il dottore della Legge vuole una classifica dei precetti, ma il Maestro non cade nel tranello: trasforma la trappola in dono e ci conduce al cuore della Legge, che è amare.
Notiamo anzitutto il verbo: “amerai”. È un futuro, un’azione mai conclusa, che dura quanto il tempo. Non è una scelta momentanea, un nobile optional, un po’ sì e un po’ no. Ci chiediamo: il nostro amore è una stagione o una fedeltà? Quante volte abbiamo detto “ti voglio bene” e poi, alla prima fatica, ci siamo fermati?
Poi la sorpresa: il dottore chiede un comandamento, Gesù ne offre due. La novità non è aggiungere il prossimo, ma fare delle due parole una sola: il secondo è simile al primo. Il fratello ha volto, voce e cuore simili a Dio. Allora ci domandiamo: ascoltiamo il grido di chi ci sta accanto come parola di Dio? Il suo volto è per noi una pagina del libro sacro, o una pagina che saltiamo?
C’è poi quasi un terzo comandamento: “come te stesso”. Gesù ci invita ad amarci come prodigio della mano di Dio, scintilla divina. Ma attenzione possiamo amarci male, desiderando il male e non il bene, il vizio e non la virtù. Povero chi è amato così! Ci chiediamo: ci amiamo nella verità, come Cristo ci ama, o ci lasciamo guidare dai nostri capricci?
Infine, quella piccola parola: “tutto”. Senza il tutto l’amore diventa convenienza, tornaconto, possesso. Amiamo finché ci conviene, finché ne abbiamo voglia, e doniamo il cuore a cose di poco conto. Un amore a metà non scalda nessuno, nemmeno chi lo dona. Dove abbiamo messo il nostro cuore? Che cosa amiamo a metà, e che cosa dovremmo amare per intero?
Guardiamo come Cristo ama, attingiamo a Lui, fonte dell’amore, per esserne riflesso: non una volta ogni tanto, ma sempre. Non è uno sforzo da eroi, ma la grazia di lasciarci amare per primi. Che cosa ci impedisce di cominciare oggi?
Mt 22,34-40
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Svapare non è senza conseguenze: a rischio la salute di troppi adolescenti (di Cristina Terribili)
Foto tratta da pixabay
Studi condotti in diversi Paesi lanciano segnali preoccupanti sulla diffusione delle sigarette elettroniche tra i giovani e sulle possibili conseguenze per la salute fisica e psicologica di bambini e adolescenti. Le sigarette elettroniche sono talvolta considerate uno strumento utile per aiutare a smettere di fumare.
Il loro impiego, tuttavia, non è privo di rischi: l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose, alcune delle quali tossiche e cancerogene, può comportare conseguenze per la salute. Questi dispositivi, inoltre, sono diventati un’alternativa alla sigaretta tradizionale sempre più diffusa anche tra i giovani.
Secondo due recenti indagini condotte dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia oltre 850 mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni e circa 93 mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato, nell’ultimo mese, prodotti contenenti tabacco o nicotina.
Tra i giovani, le sigarette elettroniche risultano il prodotto più utilizzato. A favorirne la diffusione contribuiscono il design accattivante dei dispositivi, i colori e l’ampia varietà di aromi. Il fenomeno riguarda tutte le fasce d’età considerate, ma è più diffuso tra le ragazze.
A destare preoccupazione sono i possibili effetti sulla salute fisica e mentale, insieme a una convinzione difficile da sradicare: chi svapa, così come gli adulti che ne facilitano l’acquisto, spesso pensa di assumere soltanto “vapore”. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che l’86,3% di chi utilizza sigarette elettroniche non è consapevole di assumere prodotti contenenti nicotina.
L’aerosol prodotto da questi dispositivi può contenere sostanze in grado di irritare le mucose e le vie respiratorie e di interferire con i normali processi cellulari. Tra i disturbi che possono essere associati al loro utilizzo figurano difficoltà respiratorie, dolore o senso di costrizione al torace. Sono inoltre segnalate possibili ripercussioni sul benessere psicologico, sull’attenzione e sulla resistenza fisica.
E i rischi non si limitano alla salute fisica. Alcune ricerche rilevano che l’uso delle sigarette elettroniche è più frequente tra i giovani che presentano già livelli elevati di ansia generalizzata o sintomi depressivi. Questa associazione non dimostra, da sola, che lo svapo sia la causa di tali disturbi; suggerisce però l’importanza di approfondire il rapporto tra consumo di nicotina e benessere psicologico, anche alla luce della possibilità che i due fenomeni si influenzino reciprocamente.
Emerge inoltre una correlazione tra il consumo di prodotti contenenti nicotina e quello di alcolici: il 78,3% dei giovani che fuma o svapa ha bevuto alcolici e, tra questi, il 54,8% è arrivato a vere e proprie ubriacature. Anche in questo caso, la correlazione non implica necessariamente un rapporto diretto di causa-effetto, ma segnala la sovrapposizione tra comportamenti a rischio.
Prestare attenzione alla salute mentale dei giovani significa quindi considerare anche le loro abitudini e i comportamenti che possono esporli a ulteriori rischi. Informazione, prevenzione e consapevolezza sono decisivi.



