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Ospedali piemontesi nella classifica newsweek: nel 2025 recuperate 45 posizioni ma tutte fuori dalla top ten mondiale

Foto: Ospedale Molinette di Torino (di Mastrocom – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=110651522)
Gli ospedali piemontesi crescono nella classifica «World’s Best Hospitals 2026», la graduatoria stilata ogni anno da Newsweek insieme alla società di analisi dati Statista sulla base delle opinioni di medici, addetti ai lavori e professionisti di settore. Tra il 2025 e il 2026 gli ospedali piemontesi, molti dei quali hanno raggiunto il secolo di vita hanno scalato 45 posizioni anche se restano fuori dalla top ten nazionale: stabili le Molinette della Città della Salute (13° posto in Italia e al 221° nel mondo), bene il Mauriziano che sale dal 19° al 16° posto guadagnando 3 posizioni assieme all’ospedale di Alessandria che di posizioni ne guadagna 5 salendo all’86° gradino della graduatoria nazionale. Migliorano anche il Santa Croce e Carle di Cuneo che recupera ben 9 posizioni (88°) e il Gradenigo che di posizioni ne guadagna 10 (101°), mentre il San Luigi Gonzaga di Orbassano sale di 14 posizioni piazzandosi al 105° posto. Anche il Cottolengo ne scala 4 piazzandosi tra i migliori 120 ospedali italiani (114°). Scendono invece di qualche posizione il Giovanni Bosco di Torino insieme al Cardinal Massaia di Asti e il Sant’Andrea di Vercelli. Nel complesso, comunque, il quadro che emerge – pur tra movimenti e differenze tra strutture – indica una presenza piemontese che nel suo insieme mostra segnali di recupero nella graduatoria nazionale.
Il quadro generale risente soprattutto della vetustà di molti edifici, alcuni con oltre un secolo di vita, un fattore che inevitabilmente pesa nelle valutazioni degli addetti ai lavori. Un divario che il Piemonte punta a colmare con il piano di edilizia sanitaria avviato negli ultimi anni: quasi 5 miliardi di euro, 11 nuovi ospedali, oltre 30 ospedali di comunità e 91 case di comunità, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del decennio a una rete sanitaria più moderna, a partire dal progetto del Parco della Salute di Torino, destinata a ridisegnare la geografia ospedaliera piemontese nei prossimi anni.
Nel complesso, la classifica restituisce una fotografia articolata della sanità piemontese: da un lato grandi poli ospedalieri di eccellenza, dall’altro una rete di ospedali territoriali fondamentali per l’assistenza di prossimità, come quelli del Canavese. Strutture come Ivrea, Chivasso e Cuorgnè svolgono infatti un ruolo cruciale per la popolazione locale, garantendo servizi di emergenza, medicina generale e specialistica, anche se non rientrano nei parametri utilizzati dalle classifiche internazionali per individuare i centri ospedalieri di riferimento nazionale.

A Groscavallo allargato e protetto con nuova barriere un tratto di 800 metri della Provinciale 33

A Groscavallo sono stati completati i lavori per l’allargamento della sede stradale della Provinciale 33 della Val Grande nel tratto compreso tra il km 17+200 e il km 18, finanziati nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, attuata attraverso il Piano Nazionale Complementare al PNRR.
L’allargamento della strada è andato di pari passo con la regolarizzazione della sezione viaria e con l’installazione di nuove protezioni laterali, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la percorribilità del tratto, adeguandole agli attuali standard di legge.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta dei materiali e delle soluzioni costruttive, nel rispetto dei criteri previsti dai Criteri Ambientali Minimi per le infrastrutture stradali riguardanti la sostenibilità dei materiali impiegati e la riduzione dell’impatto ambientale delle opere.
La scelta di installare barriere di sicurezza realizzate in acciaio corten risponde anche all’esigenza di favorire un migliore inserimento paesaggistico delle infrastrutture all’interno del contesto montano, grazie alle caratteristiche cromatiche e materiche del materiale, che consentono una maggiore integrazione con l’ambiente naturale circostante.

Nuova segnaletica per il parco dei 5 laghi; ora si vede che c’è

Posata la segnaletica del Parco dei Cinque Laghi. La Città metropolitana di Torino ha avviato una nuova fase operativa con l’installazione di circa 300 tabelle che rendono visibili i confini dell’area protetta, segnando un passaggio concreto dopo l’istituzione ufficiale del Parco.
L’area si estende per oltre 1.500 ettari nell’Anfiteatro morenico di Ivrea e coinvolge i Comuni di Ivrea, Borgofranco d’Ivrea, Chiaverano, Montalto Dora e Cascinette d’Ivrea. Si tratta di un territorio di grande valore ambientale, caratterizzato da laghi di origine glaciale, zone umide e boschi che richiedono una gestione attenta.
“Con l’installazione delle tabelle il Parco compie un passo verso la piena operatività“, spiega il consigliere metropolitano all’Ambiente Alessandro Sicchiero, sottolineando l’importanza di tutelare e valorizzare un patrimonio naturale unico. La gestione è affidata alla Città metropolitana di Torino in collaborazione con i cinque Comuni, mentre è in fase di definizione il piano strategico pluriennale per la tutela e la valorizzazione dell’area.

La Regione Piemonte approva 24 Accordi di Programma: al Canavese quasi 9 milioni di euro per lo sviluppo del territorio e oltre 4 milioni per Orco e Soana

La Giunta della Regione Piemonte ha approvato 24 Accordi di Programma, uno per ciascuna Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione per un valore complessivo di 105 milioni di euro, destinati a 805 Comuni piemontesi. Gli accordi verranno ora sottoscritti con i Comuni beneficiari che comunque devono co-finanziare con un 10% di fondi propri.
Tra le aree che beneficeranno maggiormente delle risorse regionali spicca il Canavese, che potrà contare su 8.887.000 euro destinati a interventi strategici per lo sviluppo locale. Le risorse permetteranno di sostenere progetti che riguardano: rigenerazione urbana e riqualificazione di spazi pubblici, infrastrutture turistiche, mobilità e viabilità, valorizzazione culturale, servizi sociali e welfare e interventi energetici e ambientali. Si tratta di investimenti pensati per rafforzare l’attrattività del territorio canavesano, migliorare la qualità della vita delle comunità locali e sostenere la crescita economica dell’area.
Complessivamente il programma ha finanziato 841 progetti, di cui 53 con valenza sovracomunale. Tra le principali aree finanziate: Borghi Vie d’Acqua: 7.136.000 €, Biellese: 5.973.000 €, Alto Monferrato: 5.700.000 €, Novarese: 4.977.000 €, Orco e Soana: 4.099.000 €, Laghi: 6.206.000 €, Monferrato, Casalese e Terre di Po: 7.723.000 € e Canavese: 8.887.000 €.

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