Nel suo discorso al Corpo Diplomatico del 9 gennaio scorso, Papa Leone ha ricordato le parole di Papa Benedetto del 2012 sulla libertà religiosa: “Si tratta del primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona”.

Intanto i cristiani continuano ad essere perseguitati. Pochi giorni fa gruppi jihadisti hanno attaccato il villaggio di Meza: i terroristi hanno bruciato la chiesa di São Luís de Monfort, nella diocesi di Pemba nel nord del Mozambico, dove, negli ultimi anni, più di 300 cattolici sono stati uccisi, la maggior parte decapitati. Dal 2017 sono state distrutte 117 chiese e cappelle, 23 soltanto nel 2025! Ma si tratta di una persecuzione di tutto il popolo: una guerra che è costata almeno 6mila morti e 1 milione di sfollati.

Nei giorni scorsi, a Gerusalemme è stata aggredita una suora francese, ricercatrice presso la Scuola Biblica e Archeologica: spinta a terra e presa a calci! Il video dell’aggressione è diventato virale, quasi un messaggio di quanta violenza insensata si è impadronita delle persone. In terra santa l’odio e una mancanza totale di volontà di pace hanno causato migliaia di vittime. Dopo il massacro di mille200 israeliani il 7 ottobre 2023, oltre 70mila persone, soprattutto civili, donne e bambini sono state uccise, nella striscia di Gaza, dove c’è una piccola parrocchia, luogo di rifugio e sofferenza.

In aprile nel villaggio libanese di Debel un soldato israeliano ha distrutto una statua di Gesù crocifisso con una mazza. Disprezzo per il cristianesimo e per la croce, simbolo e fonte di speranza e dignità per tutti; Papa Francesco direbbe: “tutti, tutti, tutti!”.

Nella prima tappa del suo recente viaggio africano, Papa Leone ha ricordato i 19 Martiri d’Algeria, che hanno versato il loro sangue per rimanere con il popolo sofferente, nella quasi totalità mussulmano, cui erano stati mandati e affidati. La Pace non nasce dalla violenza, ma da una testimonianza disarmata e disarmante di amore e fedeltà al popolo che invita a ”rimettere la spada nel fodero”.

“[…] il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura”
(Papa Leone XIV)

A costo del martirio.