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Nel mese di maggio è stata pubblicata la quarta edizione del “Libro Nero dell’azzardo” a cura della Fondazione ISSCON (Istituto Studi sul Consumo) che, in collaborazione con la CGIL e Federconsumatori, analizza le tendenze di consumo dei cittadini italiani, l’impatto sociale ed economico sul gioco d’azzardo in Italia e li compara con i dati a livello europeo.

Dal rapporto emerge che gli italiani nel 2025 hanno perso al gioco d’azzardo qualcosa come 22 miliardi di euro, ed il gioco d’azzardo online ha superato quello che si realizza nel territorio attraverso le sale bingo, le sale slot o i punti in cui si può scommettere. Inoltre, il gioco d’azzardo online non è più appannaggio dei grandi centri urbani, ma si sta pericolosamente diffondendo anche nei piccoli centri tanto del sud quanto del nord Italia.

I giocatori attivi online sono 4,8 milioni e tra questi tantissimi giovani e giovanissimi che, alterando l’età, creano un profilo per poter giocare. Sono stati aperti 17 milioni di conti gioco e l’84% di questi conti, nel 2025, ha chiuso con una perdita. Secondo il rapporto pubblicato, si stima che ogni giocatore, mediamente abbia investito, in un anno, 3mila284 euro.

Dalla lettura di questo rapporto, il nostro Paese vive una condizione di “crisi da azzardo” e da qui si capisce la necessità dell’applicazione rigorosa del divieto di pubblicità dei giochi d’azzardo online, anche quelli dove i testimonial più famosi invocano il “gioca responsabile”. Rendere disponibili i dati sui profitti delle aziende che promuovo il gioco d’azzardo online potrebbe far capire il divario tra le ridicole vincite e i guadagni delle lobby; ma potrebbe anche non essere sufficiente dal momento che tanti giocatori online sono convinti che a loro non capiterà di perdere e che saranno in grado di potersi fermare e che, comunque il rischio, l’adrenalina, la perdita di cognizione dello spazio e del tempo, così come la percezione di una solitudine che viene annullata dal carosello di colori e di suoni che si crea intorno al giocatore, è un elemento talmente forte che si fa fatica a contrastarlo solo con delle informazioni.

Dietro i numeri del “Libro Nero dell’azzardo” ci sono famiglie in difficoltà, giovani che inseguono illusioni di guadagno facile e persone che, spesso in silenzio, scivolano in una dipendenza capace di compromettere relazioni, lavoro e stabilità finanziaria. È fondamentale mantenere alta l’attenzione, soprattutto tra i più giovani, e promuovere una cultura della consapevolezza che smascheri la falsa percezione del controllo e della vincita facile. Nell’azzardo, infatti, a vincere con regolarità non sono i giocatori ma le società che gestiscono il sistema. Riconoscere i rischi, informarsi e chiedere aiuto ai primi segnali di difficoltà rappresentano oggi gli strumenti più efficaci per non cadere in una spirale che può avere conseguenze pesanti sul piano economico, sociale e psicologico. La vera scommessa da vincere è quella della prevenzione.