Foto: Liliana Avizzano Cicala, in arte Avia
“Liliana Avizzano può dirsi una autentica eporediese anche se non è nata a Ivrea. Aveva infatti pochi anni quando si è stabilita nella nostra città e da allora vi è rimasta, prima col padre, che molti dei meno giovani ricorderanno nella veste di direttore dell’Ufficio Imposte, carica da lui tenuta con vivo senso di umanità, e poi con la famiglia che si è creata col matrimonio” (Il Risveglio Popolare, 12 dicembre 1974, p. 4).
Con queste parole il Professor Federico Perinetti introduceva l’articolo con il quale annunciava la mostra personale di Avia, nome d’arte di Liliana Avizzano Cicala, che si tenne nelle sale della UTET in Via di Vittorio 4, dal 10 al 20 dicembre di quell’anno. Avia visse a lungo: nacque a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 7 febbraio 1924 e morì a Ivrea l’11 marzo 2023 all’età di 99 anni. E visse una vita dedicata all’arte, dispensando bellezza attraverso le sue opere: “Dall’infanzia a oggi ha dedicato ogni suo momento libero all’arte, in particolare alla pittura e alla scultura. Lo ha fatto per hobby, diremmo meglio per una sua personale e spirituale soddisfazione e per completare la sua personalità, senza peraltro nulla togliere alla sua famiglia e ai suoi doveri. Tant’è vero che di questa sua attività artistica non ha mai voluto parlare. Si limita a dire che essa occupa i suoi ritagli di tempo. Ha però lavorato molto a Milano e a Torino eseguendo ritratti, ambientazioni di interni, disegni di moda” (Il Risveglio Popolare, cit.).
Liliana si trasferì ad Ivrea con la sua famiglia a quattro anni di età, allorquando il padre, avvocato di origini napoletane, fu destinato all’incarico di direttore del locale ufficio delle imposte. Fin da piccola, dimostrò una grande predisposizione alla scultura. Nel 1934, a soli dieci anni di età, vinse infatti il primo premio di bassorilievo nel concorso di scultura con la sabbia che si tenne a Laigueglia, località ove trascorreva le vacanze estive, davanti ad artisti già affermati. La sua prima formazione artistica le venne impartita dal pittore biellese Cesare Carlini.
Al fine di affinare il proprio talento e perfezionare il disegno, a partire dal 1942 frequentò l’Accademia Albertina di Torino ed ebbe tra i suoi insegnanti i pittori Enrico Paulucci, insigne esponente del Gruppo dei Sei di Torino, e Filippo Scroppo; nel campo della scultura si affidò a Roberto Terracini. Durante il periodo bellico, fu volontaria della Croce Rossa e prese parte alla lotta partigiana nella Brigata Garibaldi, con compiti di collegamento e approvvigionamento medicinali. Dopo la guerra, a partire dal 1948 perfezionò la propria formazione frequentando l’Accademia di Brera, dove ebbe come insegnanti Luigi Bartolini e Achille Funi.
“Dal 1948, dopo un proficuo incontro con il pittore Attilio Uzzo, si apre un lungo periodo di pittura e scultura professionale e le sue opere (scultura, bassorilievi, ritratti e dipinti di paesaggi e soprattutto di figure) entrano, sempre più apprezzate, a far parte di collezioni private di amatori d’arte” (Arte Italiana per il mondo, CELIT, Torino 1976, pp. 1466-1467). La sua personalità artistica si espresse in diversi settori: “la personalità di Liliana Avizzano è quanto mai multiforme e poliedrica; nel campo dell’arte la sua mente e le sue mani sono state spesso impiegate in forme varie e fuori dall’usuale: dai vasi decorati e bassorilievi ai disegni di gioielli, dalla pittura murale ai bozzetti per l’arredamento. Ella si è tuttavia affermata come scultrice, pittrice e ritrattista” (Arte Italiana per il mondo, cit.).
La sua produzione fu molto ampia: si stimano 30 sculture, 150 dipinti e 500 ritratti nel suo periodo giovanile (1937-1951), 120 sculture, 300 dipinti e 1000 ritratti nel suo periodo di ricerca (1952–1965), 350 sculture, 2500 dipinti e 1000 ritratti nel suo periodo professionale (1966–1977) e, infine, 30 sculture, 200 dipinti e 150 ritratti nel periodo recente. Le sue prime mostre personali furono ospitate a Ivrea, nel 1942 e nel 1944, nella Saletta Sorelle Liore. Nel 1949 fu a Ginevra alla Galleria Carouge e nel 1951 alla Mostra Nazionale d’Arte Giovanile di Roma. Negli anni Cinquanta e Sessanta le sue opere fecero bella mostra di sé in diverse località della Riviera Ligure e della Costa Azzurra. La sua attività di ricerca ebbe infatti la sua massima espressione tra il 1956 e il 1960 in seno al movimento “Veritas”, attivo a St. Raphael e al quale aderirono diversi artisti italiani e francesi.
Nel 1965 le sue personali furono ospitate alla Commonwealth Gallery di Londra e al Palais de Tokyo di Parigi. A partire dagli anni Settanta espose prevalentemente a Ivrea e in Canavese, ma partecipò a diverse rassegne che le portarono importanti riconoscimenti: nel 1978 fu alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Milano; vinse il primo premio nel 1982 all’Internazionale decennale di scultura di Cannes, nel 1983 all’Internazionale della porcellana di Limoges e all’Internazionale di Litografia di Tokio; nel 1984 vinse il primo premio all’Internazionale “Arte Sagrada” di Barcellona, successo che bissò nel 1994, e il secondo alla Biennale Europea in Lussemburgo e all’ Internazionale d’Arte Grafica di Bonn. Fu prima classificata nel 1985 alla Biennale d’arte per la pace, nel 1990 alla Biennale D’Arte della Spezia, nel 1991 alla Mondiale General Gallery di Londra e nel 1992 al Decennale di scultura di Cannes.
Avia amò molto Ivrea: ebbe incarichi di insegnamento di disegno presso la Scuola Media Arduino nel periodo 1942-43 e presso il Liceo Scientifico nel periodo 1955-1975. E a Ivrea lasciò importanti tracce delle proprie opere; fra queste, la statua di Padre Pio, originariamente ospitata nella Chiesa di San Maurizio e in seguito spostata nel Santuario di Monte Stella, la Madonna con Bambino nella Chiesa di Bella-vista ed il monumento per l’Associazione Avis in Via Circonvallazione. Nel 2023, qualche mese dopo la sua morte, le sue opere furono le protagoniste di una mostra ospitata a Bollengo, presso la Chiesa dei SS Pietro e Paolo in località Pessano.





