Un racconto, un film kafkiano: parole usate più volte e in più sedi per definire la pellicola di De Paolis. E la trama, con i bravi protagonisti, dà ragione a questa definizione: il film del regista romano ripercorre i dubbi e le situazioni paradossali care allo scrittore cecoslovacco. Viene affrontato un tema purtroppo ricorrente nella cronaca di questi giorni, il femminicidio, anche se il protagonista si trova in situazioni vicine al teatro dell’assurdo.
Roma, oggi. Ci troviamo in periferia, dentro una storia ai margini. Paolo Marra ha ucciso la moglie. Senza un motivo preciso, non sa spiegarsi nemmeno lui come è arrivato a quel gesto: sì, certo, ci sono stati i litigi, le incomprensioni, come in tutte le coppie. Ma un evento del genere lo trova incredulo e spiazzato.
Allora l’uomo decide di costituirsi: e lì inizia il suo percorso verso un mondo a volte irreale: pare che nessuno sia disposto a credere alla sua confessione, tutti sembrano dubitare di lui a cominciare dal piantone di Polizia (interpretato da un bravo Alessandro Borghi), così l’avvocato o addirittura una misteriosa cartomante che legge il futuro e il presente. Tanti sono i dubbi e i malintesi che perfino lo stesso protagonista comincia a dubitare di essere davvero colpevole di quel delitto assurdo.
La pellicola, molto particolare all’interno del cinema italiano, ha avuto la sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia e ha riscosso un immediato successo. A Venezia sono stati proiettati altri film importanti, che ritroveremo presto nelle sale cinematografiche. Ha vinto il Leone d’Oro il film danese “Woman Unknown”, “Donna sconosciuta”, che lotta contro le etichette imposte dalla società attuale; si è classificato al secondo posto il film del regista sudcoreano Lee-Chang-dong, “Possible Love”.
Ancora una volta il festival veneziano aiuta ad abbattere le barriere, confermando che laddove non arriva la politica, a volte sopraggiunge l’arte.
Serpenti
di Roberto De Paolis
paese: Italia 2026
genere: drammatico, grottesco
interpreti: Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Valeria Golino, Pietro Castellitto, Daniele Parisi
durata: 1 ora e 28 minuti
giudizio: bello



