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Il Consultorio Familiare del Policlinico di Milano ha organizzato una serie di incontri per futuri papà e, spulciando nella rete, si scopre che da anni tante associazioni propongono percorsi di accompagnamento ai futuri neo genitori con una particolare attenzione ai padri che, non solo desiderano partecipare di più e meglio alle diverse fasi della crescita dei figli, ma necessitano di uno spazio dove potersi confrontare e dove poter esprimere i propri dubbi e le proprie idee senza timore di essere fraintesi o, peggio, ridicolizzati.
La gravidanza, il parto, l’allattamento, il cambio dei pannolini, ma anche la depressione post partum sono stati spesso considerati appannaggio delle donne che, con la collaborazione delle altre figure femminili della famiglia, perpetuavano usi, comportamenti ed abitudini che solo loro erano in grado di poter codificare. I cambiamenti sociali, la riduzione delle persone nel nucleo familiare, la mera lontananza dalle famiglie di origine ha modificato anche il ruolo dei padri nella quotidianità della crescita e dello sviluppo di un figlio e li ha posti al fianco delle madri, a condividerne le azioni oltre che le responsabilità.
I cambiamenti sociali hanno anche limitato la possibilità di sperimentare la crescita dei bambini in famiglia: la presenza di tanti figli unici non ha permesso di osservare il proprio genitore alle prese con un pannolino, con la gestione delle coliche o con la sterilizzazione del biberon. È mancato il modellamento, l’esempio, che permette di apprendere naturalmente, senza il bisogno di andare a scuola o di leggere un libro ed è mancata la possibilità di ascoltare, dentro le mura domestiche, le soluzioni che si sono trovate per far fronte a problemi piccoli e grandi. Nel tempo, si è persa la conoscenza tramandata non solo in famiglia e i dubbi e le perplessità con difficoltà hanno trovato un luogo per un confronto sano e propositivo.
Se è vero che per crescere un bambino c’è bisogno di un villaggio (si dice in Africa), allora la comunità è bene che si mobiliti per collaborare alla crescita sana e allo sviluppo armonioso di una nuova vita, offrendo spazi di ascolto e di confronto ed il bisogno di potersi sentire un buon genitore. Un bambino cresce bene se è inserito in un sistema di cura e di attenzione consapevole e responsabile, che è capace di riconoscere ed accogliere le differenti esigenze e che offre la possibilità di instaurare legami di fiducia con gli altri. Contrastare la solitudine dei genitori è il primo passo per generare bambini felici: facciamone tesoro.


