A Scarmagno la fabbrica delle batterie elettriche. Piovono i commenti.

Italvolt investirà nel Canavese e realizzerà nell’area ex Olivetti di Scarmagno la prima Gigafactory, un impianto dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio. Un’azienda, quando sarà a pieno regime, in grado di dare lavoro a 4000 persone e destinata a diventare nel tempo una struttura all’avanguardia in Europa.

“Tra gli obiettivi principali, fin dal primo giorno del mio insediamento, c’era che il Piemonte tornasse ad essere attrattivo per le nuove imprese – commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -, soprattutto nei settori storicamente strategici per la nostra regione, come l’auto e l’innovazione tecnologica ed energetica legata all’automotive. Iniziamo a raccogliere i primi frutti, andando anche a recuperare un’area abbandonata da decenni e che, invece, tornerà a essere fonte di ricchezza e posti di lavoro”.

E’ stata un’operazione di squadra che ha visto coinvolti gli Amministratori locali, i Corpi intermedi e naturalmente coloro che hanno scelto di investire in questa parte del Piemonte. – commenta l’assessore alle attività economiche e produttive Andrea Tronzano – Ci tengo a sottolineare che questo è il sistema Piemonte che può crescere e ha un futuro”.

“Il progetto dell’Italvolt di realizzare a Scarmagno la Gigafatory per la produzione e lo stoccaggio di batterie al litio, costituisce una notizia importante per il Canavese e per il suo tessuto sociale, industriale e produttivo – ha riferito Alberto Avetta consigliere regionale nelle fila del PD – Nei giorni scorsi ho avuto occasione di dire a Lars Carlstrom, il CEO e fondatore di Italvolt, che a Scarmagno troverà cultura d’impresa, competenza e serietà. Quella della Gigafactory è un’iniziativa imprenditoriale che arriva al momento giusto”.

“L’individuazione del sito di Scarmagno è sicuramente un primo passo fondamentale – ha commentato il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli – La massima attenzione al contesto in cui andrebbe ad inserirsi lo stabilimento, la volontà di puntare ad un centro di formazione dedicata, il progetto realizzativo fortemente concentrato sul rispetto dell’ambiente e sull’eco sostenibilità ed il voler riprendere quello che fu il pensiero di Adriano Olivetti sono tutti elementi che ci fanno intravvedere delle immense potenzialità per l’intero territorio canavesano”.
Questo insediamento “potrà certamente essere uno dei progetti industriali più importanti italiani degli ultimi anni e che innestato nel nostro territorio potrà essere determinante per la rinascita industriale ed economica del canavese e del Piemonte – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico e vicesindaco di Ivrea Elisabetta Piccoli – ma saremo anche altrettanto attenti al Piano industriale e finanziario che accompagnerà il progetto. Molto interessante l’attenzione al “green” e alla formazione”.

“Auspichiamo che questa installazione permetta di attivare un’importante operazione di riqualificazione industriale e ambientale – ha dichiarato Patrizia Paglia, Presidente di Confindustria Canavese – rivitalizzando l’area del più grande stabilimento che Olivetti aveva fatto costruire in Canavese contenendo nello stesso tempo il consumo del suolo e favorendo la transizione ecologica. Da parte di Confindustria Canavese e della rete imprenditoriale che essa rappresenta vi è pieno sostegno all’iniziativa e il nostro auspicio è che questo progetto possa diventare presto una concreta realtà”.

 

 

 

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