Arrivederci professore

(di Graziella Cortese)

La pellicola di Roberts è interamente costruita sul personaggio interpretato da Johnny Depp: l’attore è sempre in scena e veste i panni desueti di un professore di un college inglese, dismettendo i ruoli di pirata o di eroe alter ego di Tim Burton.

Richard ha cinquant’anni e insegna letteratura in una università del New England, ha una casa lussuosa dove vive con la moglie Veronica e la figlia Olivia. Ci sono giorni particolarmente sfortunati, come quello che segna l’inizio della storia: il medico consegna a Richard una diagnosi nefasta, è ammalato di cancro ai polmoni e non gli rimangono che sei mesi di vita. L’uomo decide di non rendere pubblica la notizia, mentre la sera a cena la figlia confessa di avere una relazione omosessuale e la moglie, adirata, di tradirlo con il rettore del college.

Come a volte viene descritto in una certa letteratura che prospetta la fine del mondo, il professore decide di affrontare la nuova drammatica quotidianità con spirito totalmente diverso: espelle dalle sue lezioni gli studenti che si dimostrano poco interessati e con gli altri comincia ad avere atteggiamenti ribelli (che ricordano un po’ quelli del professor Keating ne “L’attimo fuggente”, ma senza arrivare alla loro poesia), inizia a bere e ad avere storie con donne sconosciute.

Una sceneggiatura debole, redatta dallo stesso regista, rappresenta il difetto maggiore dell’opera: Depp, che è un professionista di enorme bravura, ha difficoltà ad arrivare alla maturità del suo protagonista, e rimane imprigionato nell’elegante abito alla moda confezionato per somigliare a un dandy decadente, simile ai personaggi di Oscar Wilde.

Nella serie televisiva “Dr. House” si narra l’episodio di un medico che decide di sposare una sua paziente malata terminale, per essere felici nel tempo che rimane. Come se ogni cosa non avesse “un tempo che rimane”.

Arrivederci professore
di Wayne Roberts
paese: Usa 2018
genere: commedia drammatica
interpreti: Johnny Depp, Zoey Deutch,
Rosemarie DeWitt, Danny Huston
durata: 1 ora 30 minuti
giudizio: interessante

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