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Beato Rolando Rivi (1931 – 1945)

Dalla provincia di Reggio Emilia, crebbe in una famiglia profondamente cattolica. Brillante e vivace, di lui si diceva: «o diventerà un mascalzone o un santo! Non può percorrere una via di mezzo». Si alzava presto per servire Messa e ricevere la Comunione. Terminate le scuole elementari entrò in Seminario, e si distinse subito per la sua profonda fede. Amante della musica, cantava nella corale e suonava l’armonium e l’organo. Quando i tedeschi occuparono il Seminario, gli studenti furono mandati a casa, ma continuò a sentirsi seminarista e a praticare costantemente la chiesa e i sacramenti. La sua pubblica appartenenza a Cristo gli fu fatale; sequestrato dai partigiani, torturato, condannato a morte e obbligato a scavare la sua fossa. Gli spararono un colpo al cuore e l’altro alla fronte. Aveva quattordici anni.

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Conferenze San Vincenzo di Ivrea: un aiuto concreto a chi è nel bisogno

IVREA – Sono molte anche nella nostra diocesi le opere concrete di solidarietà e di carità che vengono realizzate grazie ai fondi 8×1000 della Chiesa cattolica, da movimenti ecclesiali o da enti del settore non-profit.
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