Boccaccio, la prof e Manzoni

(Filippo Ciantia)

Per Martina la passione per la letteratura era stata offuscata dalla tristezza di avere il Covid in casa: obbligatorio uno stop per la quarantena, anche per l’insegnamento a distanza. Ultima lezione per qualche tempo, per la professoressa.

I “suoi ragazzi e le sue ragazze”, si erano appassionati alla lettura della tragica introduzione al Decamerone: “… l’un fratello l’altro abbandonava e il zio il nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo marito; e … li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano”, scrive il Boccaccio in riferimento alla pandemia della peste nera che sterminò un terzo della popolazione dell’ Europa di allora.

Martina era colpita dall’impatto negativo sui suoi studenti del degrado umano causato dalla peste. Ma… “un imprevisto è la sola speranza”.

Durante quell’ultima ora di lezione a distanza, suona il campanello e la professoressa deve andare a vedere di chi si tratta. Martina vede al cancelletto di casa un pacchetto e al di là, gli amici e sposi Arber e Federica, sorridenti che salutano a debita distanza: hanno portato una teglia di pasta al forno e un piatto di verdure ripiene, come piacciono tanto a lei, al marito Pietro e ai bambini.

Martina ritorna alla lezione, con il cuore grato per l’inatteso gesto di amicizia e cura: “Ragazzi non è tutto negativo”, dice raccontando quello che è appena accaduto! Gli studenti da quell’istante incominciano a riferire piccole storie, capitate a loro, di amicizia e solidarietà: gesti fatti e ricevuti.

Via Felice Casati, tra Porta Venezia e la Stazione Centrale di Milano, non per caso incrocia via Lazzaretto: è intitolata proprio al frate cappuccino che durante la peste del 1630 diresse il Lazzaretto. I frati, in quel luogo di sofferenza, si occuparono di tutto, cura dei malati, pulizia, cucina. Instancabili, giorno e notte. Anche il Casati si ammalò: guarì, ma molti dei suoi morirono. La sua famosa predica, raccontataci dal Manzoni, conforta e rilancia lo scoraggiato Renzo.

“Quelli che sono tornati nell’antico vigore, diano un braccio fraterno ai fiacchi; giovani, sostenete i vecchi; voi che siete rimasti senza figliuoli, vedete, intorno a voi, quanti figliuoli rimasti senza padre! siatelo per loro! E questa carità, ricoprendo i vostri peccati, raddolcirà anche i vostri dolori”.

Accade e accada anche oggi, attraverso piccoli e grandi gesti.

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