Commento al Vangelo di domenica 6 dicembre

Raddrizzate le vie del Signore

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

(Elisa Moro)

Una figura preminente nella preparazione alla venuta del Signore viene tratteggiata da Marco: è San Giovanni Battista.

In questa pagina, che apre lo stesso Vangelo marciano si delinea la personalità e la missione del Precursore di Cristo (cfr Mc 1,2-8), descritto come un asceta (cfr Mc 1,6), vestito di “peli di cammello”, nutrito da “cavallette e miele selvatico” (v. 6), al punto che Gesù lo indicherà come esempio di essenzialità, al contrario di coloro che “stanno nei palazzi dei re” e che “vestono con abiti di lusso” (Mt 11,8).

Lo stile sobrio del “più grande tra i nati di donna” (Lc. 7, 28) dovrebbe richiamare tutti i cristiani a scegliere la sobrietà e la semplicità come stile di vita e come apertura del cuore, meditando, nel mistero ormai prossimo del Natale, come il Signore “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9).

L’appello di Giovanni va tuttavia oltre e più in profondità rispetto alla sobrietà dello stile di vita: “è legato a un ardente invito a un nuovo modo di pensare e di agire, all’annuncio del giudizio di Dio” (Gesù di Nazaret, I, Milano 2007, p. 34), ad un cambiamento interiore, un “con-vertire”, cambiando rotta e riconoscendo la propria debolezza e il proprio peccato, “affinché la forza della grazia penetri, la luce della verità risplenda, le strade verso Dio si raddrizzino e nascano nell’animo onesti pensieri” (San Gregorio Magno, Hom. in Evangelia, XX, 3, CCL 141, 155).

“Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio” (Is 40,3): così il Battista riprende le parole del profeta Isaia, uso dei più grandi profeti dell’Israele antico, “gridando”, come una sentinella che veglia, perché “la voce penetra nelle orecchie” ma “il grido scuote i cuori” (San Massimo di Torino, Serm. 6), fino a far fiorire lo stesso deserto brullo, a irrigare l’aridità del peccato con i fiumi della grazia, che discendono “sicut pluvia in vellus” (come pioggia sul vello, per richiamare il canto delle Profezie).

Il Signore chiama al deserto, all’essenzialità, per riscoprire il dono d’amore e di salvezza nel progetto del Padre verso ciascuno e indica Maria, “Vergine prudentissima, Madre clementissima”, l’Immacolata, come guida che conduce a Colui che è “il più Grande” e si è fatto piccolo, “il più Forte” e si è fatto debole.

(Mc 1,1-8) Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: “Viene dopo di me colui  che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”.

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