Chiaverano: un dizionario di quasi 6000 parole per un paese

Quasi un unicum in Canavese: Franco Crotta (Franco ‘d Min) e la sua combriccola hanno consegnato alle stampe qualche tempo fa un grande lavoro di preservazione della memoria linguistica del dialetto piemontese di  Chiaverano: si tratta di una comunità di 2033 abitanti e adesso avranno il loro “Dizionario di chiaveranese” dal titolo eloquente “Dizionario di chiaveranese – Paròli ch’a së smarissan”, più o meno in italiano: parole che si smarriscono.

Si perdono perché i tempi cambiano, come spiega Franco Crotta: “Anche le lingue muoiono. È successo a quelle delle grandi civiltà del passato, succederà a quelle che risulteranno sempre più marginali in un mondo globalizzato. A maggior ragione scompariranno i dialetti o sotto dialetti quale è il nostro.”

Infatti il dizionario come sottotitolo riporta: “Attraverso le parole la vita del paese dal 1945 al 1955” quel periodo del secondo dopoguerra in cui la società agricola del centro canavesano incontrava il mondo dell’idustrializzazione. Il primo segno di un inevitabile cambiamento. Per Franco Crotta questo lavoro è stato un “gesto d’affetto verso la mia lingua madre, un bisogno che è sorto in me quando ho avuto la consapevolezza che essa non avrebbe più avuto figli a cui trasmettere storia, tracce di vita, senso di appartenenza. Ho voluto raccogliere in extremis, le parole che hanno usato per un millennio i Chiaveranesi e, attraverso le stesse, raccontare com’era la vita del paese.

Con un gruppo di appassionati si sono messi al lavoro partendo dalle 1500 parole raccolte da Paolo Borga in quindici anni. Poi i dizionari di Amerigo Ziotti di Quassolo e di Franco Zaio per il dialetto di Lu Monferrato: utilissimi riferimenti di comparazione.

Al progetto si è affiancato anche l’aiuto del professor Michele Curnis di Bienca, esperto e studioso di filologia classica. Poi un’assemblea mensile degli ultimi “parlanti” viventi nativi del paese da ascoltare, a cui chiedere lumi. Un vero e proprio lavoro di  antropologia applicata sul territorio, uno sforzo collettivo che si è tradotto in un volume di ben 337 pagine con quasi 6000 glosse.

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