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Chivasso, una città sempre più a misura di bambino

“Chivasso Città dei bambini”, progetto dedicato alle famiglie chivassesi con bambini di età compresa fra 0 e 6 anni, fa un bilancio della sua attività. Il momento di incontro fra i soggetti coinvolti nell’iniziativa – amministrazione comunale, Asl To4, Ciss, personale della Biblioteca MoviMente, insegnanti di asilo nido e scuole dell’infanzia e Istituto musicale “Leone Sinigaglia” – si è tenuto la scorsa settimana e ha avuto come moderatore degli interventi che hanno illustrato i risultati raggiunti in questi anni il dottor Aldo Ravaglia, pediatra e referente scientifico del progetto.
“Città dei bambini” ha promosso, nel suo ambito, due iniziative importanti che, partendo da un numero modesto di bambini, sono riuscite a coinvolgere sempre più famiglie: “Nati per leggere” e “Nati per la musica”. Il primo, illustrato da Ilaria Bordignon, ha come centro propulsore la Biblioteca, dove non solo avviene il prestito di libro, ma si tengono incontri di letture animate con i più piccoli. L’obiettivo non è tanto quello di dare in prestito libri, ma di portarli in famiglia e fare sì che genitori e bambino lo leggano insieme. Alla base del progetto sta un fondamento scientifico più volte rimarcato dal dottor Ravaglia, che indica nel periodo 0-5 l’età “magica” per i bambini: quando cioè il cervello ha una ricettività altissima; ed è stato documento che stimoli importanti in questa fascia di età (stimoli sonori e verbali sono stimoli neurocostruttori) lasciano segni indelebili nella storia degli individui.
I risultati raggiunti con “Nati per la musica”, invece, sono stati illustrati da Miriam Mazzoni, musicista e direttrice dell’Istituto “Sinigaglia”, nonchè referente regionale per il progetto dedicato ai più piccoli. “Nel 2010, quando il progetto è partito, le famiglie che avevano aderito erano 10 – ha raccontato Mazzoni -, mentre oggi parliamo di oltre 200 famiglie per anno”. In totale, “Chivasso Città dei bambini” ha un patrimonio di circa 30 persone dedicate, fra pediatri, genitori, volontari e addetti istituzionali.
“Il sogno impossibile – ha concluso Ravaglia – è quello di raggiungere tutte le famiglie dei circa 200 bambini che ogni anno nascono nel reparto di Ostetricia del nostro ospedale. Voglio anche sottolineare che non tutti hanno la fortuna di vivere in una città come la nostra, dove vengono messe a loro disposizione queste opportunità di crescita cognitiva”.

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