Covid e migranti: evitare falsi allarmi, gestire ogni situazione con umanità

(Cristina Terribili)

D’estate, quando con un numero limitato di notizie e con i bollori in corpo, si rischia più facilmente di ricadere nelle false notizie, di riaccendere polemiche e contrasti su eventi sempre spinosi, è importante che si mettano i puntini sulle “i”. La pandemia ha congelato una serie di spostamenti, nei Comuni, tra le Regioni, tra i diversi Stati.

Dopo alcune fughe interne dal Nord al Sud, che hanno destato non poche preoccupazioni, per molto tempo abbiamo vissuto nella pressoché totale immobilità. Anche nel periodo estivo molti stanno facendo le vacanze di prossimità, non troppo lontano da casa.

Questa condizione di rallentamento degli spostamenti ha riguardato anche i flussi migratori, che, se non proprio azzerati, si sono ridotti notevolmente nel periodo tra aprile e giugno. Ora sono ripresi gli sbarchi di chi raggiunge il nostro Paese clandestinamente: in misura notevolmente inferiore al passato, ma comunque sempre in grado di mettere in difficoltà alcuni porti, quello di Lampedusa soprattutto, che si trovano a gestire la prima accoglienza.

Quando si parla di migranti, un sistema che dovrebbe essere chiaro nel funzionamento e che dovrebbe facilitare l’accoglienza si inceppa sempre, favorendo una situazione di emergenza che altrimenti non avrebbe alcun senso.

Purtroppo è sempre molto facile usare il tema dei migranti per istigare falsi timori, creare separazioni e per alimentare campagne elettorali. La propaganda attuale punta ad una correlazione tra immigrazione e virus.

Di fronte a questa situazione, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto, coadiuvato dall’epidemiologo Paolo Vineis, ha sottoscritto una lettera in cui invita ad accogliere le persone più fragili mostrando solidarietà, e mettendo molto bene in chiaro che i controlli a cui sono sottoposte le persone che sbarcano in Italia sono di gran lunga superiori a quelli che si muovono liberamente in altri Paesi e che stanno diffondendo nuovi focolai.

I migranti irregolari vengono tutti sottoposti al tampone e messi tutti comunque in quarantena (chi è positivo viene isolato): per questo ci sono dati certi e non ipotizzati sul reale numero di contagi che si attesta intorno all’1,5% del totale. Con lucidità, i due medici hanno segnalato quanto potrebbero essere più “pericolosi” loro, che non sono mai stati sottoposti al test sierologico o al tampone, di chi arriva con i barconi.

Chiarire, prendere una posizione, accertare le fonti delle proprie notizie, è doveroso sempre per tutti. Soprattutto quando falsità e scorrettezze vanno a minare quei valori che dovrebbero essere propri di una comunità che cresce nella consapevolezza che l’aiuto reciproco, la responsabilità personale e collettiva sono elementi di ricchezza reciproca.

Il tema dell’immigrazione richiede di certo degli interventi per far sì che nessuno si trovi solo a gestire persone disperate, che rischiano di commettere gesti estremi solo perché la paura di essere rimandati nei Paesi di origine spaventa più della morte stessa.

Accogliere, ascoltare, fornire i bisogni essenziali, non dovrebbe mai mancare a nessuno, in qualunque situazione ci si trovi. La responsabilità a cui ci ha chiamato la diffusione del Covid-19, ci dovrebbe rimandare a soluzioni di cure e non di negare, a chi è malato, quanto necessario per potersi ristabilire.

Non perdiamo l’occasione anche in questi mesi di poter mostrare la nostra vera umanità e usiamo il tempo di riposo per accrescere le nostre conoscenze e competenze dedicandoci alla lettura o all’ascolto di informazioni quantomeno corrette.

Facciamo che possa essere una bella estate per tutti.

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