“Dalle Alpi ai Ghati”

PROSEGUE IL RESOCONTO DI VIAGGIO DEI TRE SALESIANI DEL CAGLIERO

(quattordicesima puntata)

L’ancora del Vittoria pesa 12 tonnellate; per calarla dal ponte viene messo in funzione un motore apposito di 80 cavalli-vapore di forze; le malie della catena hanno in sezione un diametro di oltre 15 centimetri, e per manovrarla occorrono una vera folla di marinai! La nave è schiettamente italiana, poiché costruita nei cantieri di Sant’Andrea in Trieste… Il personale di bordo ascende a 280 uomini e le tre classi del Vittoria accolgono circa 500 passeggeri, così distribuiti: 1a classe, 266; 2a classe, 97; 3a classe, 100 passeggeri… Una bella caratteristica ha poi il Vittoria: il suo serbatoio per l’acqua dolce, della capacità di 100 tonnellate, per cui può fare un solo rifornimento durante tutto il percorso d’andata e ritorno in India. Detta acqua è quella del “Serino” di Napoli, il fonte universalmente rinomato per il suo getto freschissimo, igienico…

Ma la caratteristica più importante e originale, quella che rende la bella motonave italiana più accetta ai grandi viaggiatori, è l’impianto refrigerante, cosidetto “Cardon”, il quale costituisce, oltre che un capolavoro di tecnica frigorifera, una vera innovazione in materia di comfort moderno per i passeggeri… Esso è precisamente un impianto per la generazione del freddo, a solo uso però della prima classe e delle cabine di lusso, per cui anche nelle zone più calde come il Mar Rosso e l’Oceano, si gode il beneficio di una temperatura primaverile!

Questa innovazione è veramente importante, ed è un bel vanto della nostra marina, che prima e quasi esclusivamente l’adattò sui suoi più grandi transatlantici. Ad onor del vero, abbiamo anche constatato che il personale di bordo dimostra verso i passeggeri una cortesia veramente encomiabile, sia nei servizi più intimi, come quello di cucina e delle cabine, come in quello della stessa navigazione: non si esprime che un desiderio, ed ecco che degli addetti, bellamente istruiti e disposti, soddisfano il passeggero in tutto e per tutto!

Non passi poi in silenzio il vero valore artistico dell’orchestra di bordo: anche chi fosse proprio digiuno, udendo due o tre concerti di questa, inizia un vero grande repertorio, una cultura musicale genuina.

La motonave Vittoria è dotata di ogni comodità, per cui il farvi un viaggio costituisce una novità lieta nella nostra vita… Il bene che abbiamo avuto noi, lo auguriamo anche a voi tutti, cari Compagni, cioè che al termine di questa vostra formazione ad Ivrea possiate coronare questa prima grande vittoria con l’andare in una lontanissima Missione magari con la nostra stessa motonave di nome Vittoria!

In prossimità di Bombay

Nella descrizione della nostra bianca, candida motonave Vittoria non vi abbiamo detto forse la cosa più interessante: cioè che è una delle navi più veloci: tanto da essere denominata, nel quadro della marina mondiale, “la freccia del Mediterraneo”. Così chiamata perché lascia indietro ogni nave che raggiunge nella sua marcia velocissima… Dunque grazie al suo veloce procedere nell’Oceano siamo ormai vicini alla meta! Pare che i passeggeri si siano data la parola: ognuno è in moto; ciascuno ha da fare, e soprattutto ognuno rispecchia nella chiarezza del volto la contentezza del prossimo arrivo.

Dal canto nostro condividiamo la generale soddisfazione, pur continuando finora il nostro orario consueto. Prima del pranzo facciamo l’ultima lezione d’inglese e un po’ di scuola di musica; e dopo pranzo ci raccogliamo tutti a prua per recitare un ultimo Rosario alla nostra generosa Mamma, Maria Ss. Ausiliatrice, che ci ha protetti fin qui e ci proteggerà sempre!

In questo punto notiamo finalmente, se non i pescicani ed i delfini, “i pesci-rondine” – così chiamati perché fanno dei piccoli voli sopra la superficie delle acque muovendo delle piccole alette, forse le stesse pinne un po’ più sviluppate del solito. E’ un po’ poco per quel che ci ripromettevamo di vedere, pure ci diciamo tra noi: “Chi si contenta, gode!”. E come ad un ordine dato, tutti ci prepariamo per lo sbarco di domani mattina: barba, bucato, doccia e valigia all’ordine! Facciamo l’ultima cena, e poi passiamo la serata con l’Ufficiale che ci diede le caratteristiche della nave. Colombo è tutto contento per le belle notizie avute, ma ecco che quando va in cabina, oh spettacolo!

Il suo lettino sembra quello del rigattiere: spazzole, pattini, scarpe, limoni, la grammatica inglese, la biancheria nel più disordinato disordine! Chi può essere stato, se non Lupi? Allora, per evitare ogni disordine, ogni rappresaglia, mette il tutto nel letto di Uboldi… Vien l’uno, vien l’altro; sei stato tu, sono stato io: e giù l’un contro l’altro armato di cuscini, di pelle d’arance ed ogni altra cosa: i tre bambinoni se la sguazzano! Ma finalmente ha ragion di loro un po’ di buon senso, cioè quello che fu sempre caposcuola, ed eccoli ora a pregare insieme come se nulla fosse stato, e poco dopo eccoli già in braccio a Morfeo!

Gesù, Ti amo; venga il Tuo Regno!

(prosegue sul prossimo numero)

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