Fuori (auto)controllo

(Cristina Terribili)

Le incertezze attualmente serpeggianti dipendono molto dalla ininterrotta diffusione del contagio Covid-19. Con l’approssimarsi delle festività natalizie, il Governo sta valutando come gestire la mobilità dei cittadini con ulteriori restrizioni poiché, in seguito ad ogni apertura, c’è il rischio di perdere il controllo della situazione.

La parola d’ordine, da marzo ad oggi, è stata “autocontrollo”. Forse non tutti sanno che uno dei più importanti studi sulle capacità di posticipare una gratificazione – dunque la capacità di autocontrollarsi – venne fatta utilizzando… i marshmallow! All’Università di Standford, negli anni Sessanta, fu esaminato un gruppo di bambini in età prescolare, ai quali venne chiesto se preferissero mangiare subito uno di quei cilindretti di zucchero per i quali gli americani vanno pazzi, o fossero disposti ad aspettare un po’ per averne due. Nella situazione sperimentale, il bambino era solo, seduto ad un tavolo, con davanti il dolcino.

Come ci si attendeva, ci sono stati bambini che ne hanno mangiato subito uno e altri che hanno aspettato per averne due. Ovviamente, è stato interessante proseguire lo studio focalizzandosi su chi aveva saputo attendere. Quando gli sperimentatori hanno intervistato questi bambini per sapere a cosa avessero pensato per essere in grado di aspettare, hanno ricevuto risposte molto fantasiose: qualcuno ha detto di aver immaginato il marshmallow all’interno di una cornice e che, essendo diventato una sorta di quadro, non lo si poteva toccare; c’era chi aveva immaginato che quel dolce fosse una foto, chi raccontava di essersi distratto pensando ad altro…

Quegli stessi gruppi di bambini hanno partecipato ad una lunga sperimentazione, che li ha seguiti fino all’età adulta, mostrando che chi era stato capace di attendere (e quindi di poter meritare due marshmallow) aveva ottenuto risultati migliori in tanti altri ambiti della vita. Quei bambini sono stati ragazzi con risultati migliori a scuola; hanno terminato il College con successo, hanno appreso e mantenuto stili di vita più salutari, eccetera eccetera.

Per stabilire se i risultati di una ricerca non siano casuali, la stessa ricerca deve essere sperimentata in altri contesti sociali e con gruppi di persone di età diversa. Ebbene, in tutti i contesti si è apprezzato che chi aveva la capacità di posticipare la gratificazione ne traeva benefici per la salute fisica e psicologica.

Chi avesse voglia di approfondire lo studio di questo interessantissimo e sempre attuale tema, può leggere il testo di Walter Mischel “Il test del marshmallow. Padroneggiare l’autocontrollo”. Vi si spiega perché insegnare al bambino ad utilizzare strategie, o la sua stessa fantasia per posticipare un desiderio immediato, gli consentirà non solo di sviluppare una maggiore autostima, ma anche una maggiore tolleranza alla frustrazione, un migliore adattamento allo stress in età adulta. Non dobbiamo desistere dal pensare che anche una persona ormai avanti con l’età non possa riflettere su come poter modificare se stessa. “Penso, dunque posso cambiare ciò che sono” è la tesi di Mischel.

Se provassimo a pensare di poter trasformare queste feste in un “desiderio freddo” (per dirla con gli autori dello studio), forse si riuscirebbe meglio a controllare quei comportamenti che rischiano di mettere a repentaglio la salute di tanti. Saper attendere, per il lasso di tempo adeguato per portare a casa un risultato migliore, sarà la strategia vincente per la salute di tutti. Il regalo più grande che possiamo fare a chi amiamo è poter dire “oggi sono stato premuroso per te, ti ho protetto, sacrificando qualcosa ma con la consapevolezza che lo sforzo ci avrebbe reso più felici domani”.

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