Ma dove si trova il Bhutan? Cercando sue notizie sull’atlante geografico si scopre che confina con il Tibet e con le vette più alte del mondo, da una parte Cina e dall’altra India.
Nella dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti (1776) sono elencati i diritti fondamentali dell’uomo, tra cui il diritto alla ricerca della felicità; in effetti, all’epoca, Thomas Jefferson con l’aiuto del comitato dei Cinque, aveva descritto alcuni diritti inalienabili, tra cui anche la vita, la libertà, e appunto, la felicità.

E anche il Buthan in questo è stato un Paese decisamente avanti con i tempi: nel 2008 ha inserito nella propria Costituzione il Fil (Felicità Interna Lorda, o Gross National Happiness), che sostituisce il Pil (Prodotto Interno Lordo): un’idea pensata dal re Jigme Singye Wangchuck già nel 1972.

Esiste un modo per calcolare la felicità? Amber è un uomo del governo, inviato in mezzo alla popolazione per effettuare un’inchiesta e varie interviste ai cittadini. Calcolare il livello di felicità raggiunto non è sempre facile; egli è un sognatore e a 40 anni vive ancora con sua madre aspirando a trovare un giorno il grande amore della vita. Nel suo viaggio viene accompagnato da un’altra agente della felicità, interpretata da Guna Raj Kuikel: insieme incontrano tantissime persone e il loro viaggio aiuta entrambi, soprattutto, a conoscere se stessi e le imperscrutabili varietà dell’animo umano.

“Dire che la felicità va perseguita, implica che ciascuno debba attivarsi per raggiungerla, e deve poterlo fare senza che lo Stato interferisca, senza che metta i bastoni fra le ruote alla libera iniziativa dei cittadini” da Aula di Lettere-Zanichelli. E allora, felice estate a tutti i lettori.

Il Bhutan e la felicità

di Arhun Battharai e Dorottya Zurbò
paese: Bhutan, Ungheria 2024
genere: documentario
interpreti: Amber Kumar Gurung, Sarita Chettri, Guna Raj Kuikel
durata: 1 ora e 33 minuti
giudizio: interessante-bello