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Nel suo recente viaggio in Algeria, Papa Leone ha subito ricordato i diciannove martiri di Tibhirine che, tra il 1994 e il 1996, rimasero a fianco del loro popolo a costo della vita. Solo in un secondo momento ha ricordato la gloriosa tradizione di Sant’Agostino, Santa Monica, Charles de Foucauld e altri.

Ha, infatti, ricordato l’anziano monaco medico della comunità benedettina di Notre Dame de l’Atlas. Nel bellissimo film “Uomini di Dio”, dove, accanto alla straordinaria figura del priore Christian de Chergé, emerge, affascinante e commovente la testimonianza quotidiana del monaco Luc (Paul) Dochier, medico, così vicino alla gente del villaggio, per ore nel suo ambulatorio, capace di conquistare la fiducia e l’affetto di tutti.

Fratel Luc è interpretato da Michael Lonsdale, attore franco britannico, scomparso nel 2020. Uno dei più famosi e bravi attori degli ultimi decenni, ha recitato con grandi registi e attori: Steven Spielberg, Orson Welles, Luis Buñuel, Dustin Hoffman, Anthony Hopkins, Catherine Deneuve a Jeanne Moreau, tra i tanti.

Memorabile la sua interpretazione di Hugo Drax uno dei più cattivi antagonisti di 007 nella saga di Bond. Lonsdale, che ha dato il suo volto al cattivo e diabolico Drax, si convertì profondamente in età adulta e verso la fine della sua carriera ci ha regalato con Fratel Luc la sua più straordinaria interpretazione. Alcune delle più belle scene del film furono da lui improvvisate senza essere previste dalla sceneggiatura, come la scena della ragazza che chiede all’anziano monaco consigli sul suo innamoramento.

Non interpretava Frère Luc, lo era già in parte.
Fu presidente onorario e protagonista del Festival del Silenzio che si svolse nel 2013 nell’abbazia di Lérins nell’isola di Saint Honorat davanti a Cannes. Al glamour ella Croisette, a poca distanza, si opponevano i dialoghi sul silenzio, la fede, la vocazione, il senso della vita.

Il funerale di Lonsdale nella grande chiesa di Saint Roch, “la chiesa parigina degli artisti”, in piena pandemia da Covid, partecipata da oltre 600 persone, fece scoprire la profondità della fede dell’attore. In quella occasione furono ricordate alcune delle sue parole più intense:

Un attore deve lasciare passare qualcosa che non viene da lui. […] L’arte è più grande di noi: bisogna servirla. […] La cosa più preziosa che possiedo è l’amore di Cristo.