Stando alle più accreditate fonti del mondo automobilistico, la scelta di equipaggiare un’automobile con una ruota di scorta (che stando alle statistiche viene utilizzata in media una volta ogni 5 anni) è al giorno d’oggi considerato uno spreco di soldi e non solo: eliminandola si risparmia anche peso, il che aiuta a rendere l’auto più leggera limando anche qualche prezioso grammo di CO2 nelle emissioni.

Secondo le stime della maggior parte dei costruttori di pneumatici, la sostituzione di una gomma per foratura avviene circa una volta ogni 100mila km. Ora però, immaginiamo di trovarci in quella spiacevole situazione. Qual è il modo migliore per ripartire in tutta serenità?

Quello che ci raccontano è che, sino alla fine del secolo scorso, le vetture erano sempre state dotate di una quinta ruota, posizionata nel sottofondo del vano bagagli, sotto un sedile o nel cofano motore, o ancora, sui fuoristrada, appesa al portellone posteriore. Da qualche anno a questa parte è diventato sempre più raro trovare una ruota di scorta (tanto più se delle stesse dimensioni di quelle montate), sostituita nella maggior parte dei casi prima dal “ruotino”, una ruota di dimensioni ridotte, e successivamente dai kit di riparazione o “tirefit”. Sempre proiettato verso il futuro, quando acquistai la mia ultima automobile mi lanciai su questa decisione! Non volli nemmeno prendere in considerazione il “ruotino”; basta con i compromessi! Avere un piccolo pneumatico che permetta di continuare a viaggiare anche se in condizioni minimali, ad una velocità massima di 80 km/h e con l’auto sbilenca non poteva fare per me!

Volli dunque subito il “tirefit”, una delle alternative più valide e oggi più diffuse alla ruota di scorta. Mi spiegarono anche che era preferibile per le dimensioni compatte e per la facilità e la rapidità nell’utilizzo, che mi avrebbero permesso di ripartire molto più velocemente e senza aver fatto fatica!

Ebbene, ieri ho forato per la prima volta. Ovviamente in mezzo al traffico delle 17 nel corso più trafficato della città. Ma nessun problema, finalmente avrei usato il mitico kit “tirefit”!

Parcheggiando in uno spazio idoneo, davanti a una casa dotata di un vero cane che ha abbaiato per circa 45 minuti, ho estratto dall’ex vano porta-ruota-di-scorta, il mitico kit ancora incellofanato. L’ho aperto con timore reverenziale e mi sono trovato uno scatolo di plastica su cui inserire la bomboletta con il sigillante. Poi ho srotolato un bel cavo lungo e comodo fino all’accendisigari per l’alimentazione elettrica, ho riacceso il motore, e dopo aver inserito il tubetto nella valvola dello pneumatico ho premuto l’interruttore “on”. Ovviamente, non è successo niente… né al primo, né nei 14 tentativi successivi.

Poco prima che chiudesse l’assicurazione ho verificato di avere la copertura del carro attrezzi. Arrivati dal gommista pieno di lavoro fino ai capelli, mi ha montato una sua normale ruota di scorta e sono tornato a casa alle 19,30.