Il grande passo

(Graziella Cortese)

È ancora tempo di “Tutti pazzi per il cinema”, rassegna cinematografica organizzata dal Tavolo della salute mentale “La comunità che guarisce” di Biella: l’appuntamento offre la possibilità di essere spettatori di pellicole importanti del panorama italiano, e inoltre vuole essere occasione di incontro e riflessione. Il tema centrale è quello della fragilità mentale, ma le storie e i protagonisti in realtà raccontano la vita e le esperienze di tutti noi.

Questa è la storia di due fratelli, che si somigliano fisicamente ma sono distanti anni luce nell’animo… Dario abita in Veneto, nel Polesine, è riflessivo e solitario, ha un carattere burbero e non ama la compagnia dei propri simili. Mario vive a Roma, ha un’indole bonaria e pacifica, segue le regole e percorre strade battute.

Il padre, uomo sventurato e bugiardo, li ha abbandonati da fanciulli, ma anche questo evento doloroso che hanno condiviso non li rende simili: Mario ha superato quel triste ricordo, anzi ha praticamente rimosso l’accaduto. Dario invece ha idealizzato la figura paterna e immagina di vederlo tornare un giorno… anche perché hanno qualcosa ancora da condividere.

Nell’estate di molti anni prima, il piccolo Dario aveva visto in televisione le immagini in bianco e nero di Neil Armstrong sulla luna. Era “un grande passo per l’umanità” ed egli, seduto sulle ginocchia del padre, aveva fatto una promessa. Sarebbe diventato un ingegnere aerospaziale e sulla luna ci sarebbe andato davvero.

E ora, come realizzare quel sogno? Perché da adulti le cose diventano all’improvviso difficili? Forse Mario, anche se lontano, ora potrebbe dare una mano al suo strano e solitario fratello. I due protagonisti, Fresi e Battiston, hanno vinto al Torino Film Festival il premio come miglior attore ex-aequo.

L’appuntamento è come sempre al cinema Verdi di Candelo, alle 21 di lunedì 12 luglio.

Il grande passo
di Antonio Padovan
paese: Italia 2019
genere: commedia drammatica
interpreti: Giuseppe Battiston, Stefano Fresi,
Flavio Bucci, Francesco Roder
durata: 1 ora e 36 minuti
giudizio: interessante-bello

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