Due discepoli camminano verso Emmaus con il cuore spezzato.
Si allontanano da Gerusalemme, dal luogo della croce, della delusione, del sogno infranto. Noi, come i discepoli di Emmaus ci allontaniamo, ma da cosa? C’è qualcosa nella nostra vita da cui stiamo fuggendo, qualche delusione che ci fa tenere la testa bassa?
Lungo la strada, parlano tra loro senza davvero ascoltarsi, convinti delle proprie letture, alimentando tristezza. Quante volte facciamo lo stesso: non soffriamo tanto per i fatti, ma per come li interpretiamo, per le aspettative che avevamo costruito e che la realtà ha deluso.
Ed ecco lo Sconosciuto che si affianca. Non irrompe, non impone: cammina accanto, chiede, ascolta. Noi, come i discepoli di Emmaus riusciamo a riconoscere i momenti in cui il Signore ci si fa vicino, magari nei volti di chi ci cammina a fianco?
Gesù li ascolta, poi li riprende con dolcezza e autorità, e apre loro le Scritture. La Parola di Dio non è ornamento: è luce che rischiara le nostre tenebre, che ci aiuta a leggere la realtà con occhi nuovi. A quel punto, i discepoli di Emmaus iniziano a cambiare atteggiamento, modo di essere, non più totalmente chiusi nei loro dubbi. E noi, lasciamo che la Parola di Dio illumini davvero la nostra giornata, le nostre scelte, i nostri dolori?
Quando arrivano al villaggio, i due insistono: “Resta con noi”.
È una delle preghiere più belle del Vangelo. E Lui resta. A tavola, spezza il pane, e i loro occhi si aprono. Lo riconoscono. È vivo! I discepoli di Emmaus hanno incontrato e riconosciuto Cristo con cuore sincero. Noi, quando partecipiamo all’Eucaristia, portiamo davvero con noi il nostro cuore, le nostre fatiche, i nostri pesi? O è diventata un’abitudine vuota? Siamo ancora disposti ad incontrare e riconoscere Cristo?
Subito ripartono, non più verso Emmaus ma verso Gerusalemme, verso la comunità. L’incontro con il Risorto non chiude nel privato: manda, invia. Seguendo il cammino dei discepoli interroghiamoci, infine, su cosa portiamo agli altri dell’incontro con Gesù? La nostra fede scalda il cuore di chi ci sta vicino?
Lc 24,13-35
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.


